COMBONI, QUEL GIORNO

MO - Moçambique

Sede: Maputo
Membri: 47 (37 sacerdoti, 7 fratelli e 3 scolastici)
Comunità: 13
Superiore Provinciale: P. José Luis Rodríguez López

Inizia P. Giuseppe Zambonardi, alla fine del 1946. Per aprire un campo alternativo di missione in Africa, i comboniani accettano l’invito del Card.De Gouveia a recarsi in Mozambico. Il vescovo di Nampula, Mons.De Andrade, affida a P. Zambonardi ed agli altri cinque confratelli che lo raggiungono nel 1947 tutta l’area di Mossuril, spingendosi poi a Nacala-a-Velha, Memba e Nacaroa. Nel 1954, anche le suore comboniane raggiungono Mossuril. Da allora, oltre mezzo secolo di presenza e missione comboniana si intreccia con la storia del Mozambico, passando per varie fasi. Alla fondazione o assunzione di un numero crescente di missioni, segue un intenso lavoro di prima evangelizzazione, caratterizzato dal catecumenato, dalla costruzione di abitazioni, scuole, internati e chiese, e da un grande impegno nella produzione agricola per sostenere le opere. Da notare, fra queste, nel 1964, la fondazione della Scuola di Arti e Mestieri a Carapira. Il decennio dal 1964

al ’74 è caratterizzato da grandi cambiamenti sul piano politico, ecclesiale e pastorale. Il Concilio Vaticano II porta una ventata di rinnovamento nella Chiesa, e trova nel nuovo vescovo di Nampula, Mons. Manuel Vieira Pinto un coraggioso interprete, appoggiato dal gruppo comboniano. È di questi tempi il Centro catechistico di Anchilo, dove la rivista “Boa Nova” si trasforma in “Vida Nova”. All’ideale della “cristianità” subentra una nuova visione di chiesa e missione, in cui l’evangelizzazione comprende e sostiene i diritti e la dignità della persona e dei popoli. I movimenti di liberazione per l’indipendenza del Mozambico iniziano la lotta armata. Per i missionari cominciano anche i guai con la polizia segreta. In sintonia con Mons. Vieira Pinto, i comboniani e le comboniane preparano un documento per denunziare alla Conferenza Episcopale una situazione ecclesiale ormai insostenibile di fronte alla tragica realtà del paese. Intitolato “Imperativo di coscienza”, il documento viene firmato anche dal vescovo Mons. Vieira, che viene così espulso assieme a 13 comboniani.

Gli anni dal 1974 all’accordo di pace del 1992 sono al tempo stesso esaltanti ed amari.

È il tempo dell’indipendenza, delle speranze di un Mozambico nuovo, ma anche delle nazionalizzazioni e delle persecuzioni, promosse da un governo marxista che proibisce il culto nelle chiese, trasformate in scuole, dormitori e magazzini. L’istituzione ecclesiastica e i responsabili delle comunità cristiane sono perseguitati e calunniati. Nel 1976 inizia la guerra civile tra Renano e Frelimo che miete numerosissime vittime. I missionari condividono tutta la sofferenza della gente: attacchi, imboscate, rapimenti, insicurezza, malattie, ferimenti, paura e speranza. Tutto, anche la morte. Il 3 gennaio 1985, in un’imboscata, viene uccisa Sr. Teresa Dalle Pezze. Nello stesso luogo, a distanza di sette anni e di pochi passi, il 24 agosto 1992, cade anche Fr. Alfredo Fiorini, medico di soli 38 anni. Il sangue di questi ed altri missionari, assieme a quello di migliaia di mozambicani, catechisti, responsabili di comunità e semplici fedeli, diventa seme di vita nuova per la Chiesa ed il paese. Nella persecuzione e nella sofferenza, lo Spirito suscita, moltiplica e rafforza le piccole comunità cristiane, animate dal ministero responsabile e coraggioso dei laici. Il Centro catechistico di Nampula forma i responsabili dei vari ministeri.

L’ultimo periodo, che va dall’accordo di pace del ’92 ad oggi e marcato dalle due elezioni multipartitiche del ’94 e ’99, vede il paese affrontare con coraggio il compito arduo della sua ricostruzione materiale, civile, morale ed economica. Comboniani e comboniane, affiancati da alcuni anni da alcuni Laici Missionari Comboniani, stanno facendo la loro parte, impegnandosi ormai in tutti i settori dell’evangelizzazione, ai vari livelli: primo annuncio ai catecumeni, accompagnamento delle comunità cristiane, traduzione della Scrittura nelle lingue locali, formazione dei leaders, del clero, di religiosi/e, mezzi di comunicazione sociale, educazione, sanità ed altri campi di promozione umana, come la pastorale della terra, formazione e promozione della donna. Di particolare importanza le iniziative nei Mass Media (Vida Nova, Mulher Hoje, Radio Encontro), la direzione del Seminario Filosofico Interdiocesano di Matola, la Scuola industriale di Carapira, quella femminile di Nacala, la scuola di ostetriche nel Centro Sanitario di Alua, la collaborazione nella Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica a Beira, il “Lar Elda” di Nampula ed altri “lar” (luoghi di accoglienza e promozione delle giovani), collegati dal “Jornal Escolar”.

In un paese che, rialzatosi dalle rovine della guerra, s’impegna faticosamente e scommette su un futuro democratico, il gruppo missionario comboniano ha bisogno di un continuo discernimento per fare di volta in volta quelle scelte che gli permettano di continuare ad essere parte del cammino e della vita del popolo mozambicano.