“Oggi [Ascensione del Signore], in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria” (Papa Francesco).

Gesù inizia nella Chiesa una nuova presenza

At 1,1-11; Salmo 46; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20

Scena riferita da Luca (Lc 24, 51, At1, 3-11) e accennata nella finale di Marco, l'Ascensione è caratterizzata da due aspetti fondamentali: la separazione e l'elevazione. In quanto separazione, essa dice la cessazione di un certo modo di relazione tra il Cristo e i suoi discepoli, fino alla parusia. In quanto elevazione in alto o salita al cielo, essa simboleggia l'esaltazione, la glorificazione o la signoria del Cristo.

La pagina evangelica scelta per questa solennità è tratta dalla così detta «finale canonica» di Marco. Questa appendice Mc 16, 9-20) non è stata scritta direttamente da Marco; si tratta di un' aggiunta fatta da un autore anonimo fin dal II secolo, ma viene considerata ugualmente evangelica poiché riflette la tradizione evangelica comune sull' origine e le motivazioni della missione cristiana.

“Annunciate il vangelo ad ogni creatura". Con queste parole di Gesù risorto ai discepoli prima della sua ascensione al cielo, si chiude la sua missione storica ed inizi quella della Chiesa. L'evento dell'Ascensione segna, quindi, lo spartiacque tra Gesù e la Chiesa, ma nello stesso tempo fonda la continuità tra le rispettive. Gesù il risorto traccia il programma della missione futura dei discepoli e promette che li abiliterà ad essere suoi testimoni fino agli estremi confini della terra.

Della missione vengono specificati l'oggetto (predicare il vangelo), il movimento (andare) la geografia (in tutto il mondo, da per tutto), l'universalità (ad ogni creatura) e il rischio, cioè l'accettazione o il rifiuto, la fede e l'incredulità. E, di conseguenza: salvezza diventa così un fatto che non si può alludere, che obbliga a prendere posizione, a scegliere. E, in fondo, diventa già "giudizio". In ogni caso, il credente non può dire: "non sono capace".
Don Joseph Ndoum