Le letture di oggi, domenica 13 maggio 2018, presentano l’Ascensione di Gesù al cielo sotto tre aspetti complementari: come gloriosa manifestazione di Dio (I lettura), con la nube delle apparizioni divine, uomini in bianche vesti, ben 4 riferimenti al cielo in pochi versetti, annuncio del ritorno futuro (v. 9-11); come epilogo di una impresa difficile e paradossale, ma riuscita (II lettura): Gesù, ascendendo al cielo, distribuisce doni agli uomini ed è la pienezza di tutte le cose (v. 8.10); e come invio degli apostoli per una missione grande come il mondo (Vangelo).

“Andate…!” – I “piedi” della Chiesa missionaria

Atti  1,1-11; Salmo  46; Efesini  4,1-13; Marco  16,15-20

Riflessioni
Le letture di oggi, domenica 13 maggio 2018, presentano l’Ascensione di Gesù al cielo sotto tre aspetti complementari:

1°: come gloriosa manifestazione di Dio (I lettura), con la nube delle apparizioni divine, uomini in bianche vesti, ben 4 riferimenti al cielo in pochi versetti, annuncio del ritorno futuro (v. 9-11);

2°: come epilogo di una impresa difficile e paradossale, ma riuscita (II lettura): Gesù, ascendendo al cielo, distribuisce doni agli uomini ed è la pienezza di tutte le cose (v. 8.10);

3°: come invio degli apostoli per una missione grande come il mondo (Vangelo).

Gli avvenimenti finali della vita terrena di Gesù danno senso e illuminano il tribolato percorso anteriore. “Per questo Giovanni parla di esaltazione, quindi di ascensione di Gesù nel giorno stesso della morte in croce: morte-risurrezione-ascensione costituiscono l’unico mistero pasquale cristiano che vede il recupero in Dio della storia umana e dell’essere cosmico. Anche i quaranta giorni, di cui si fa menzione in Atti 1,2-3, evocano un tempo perfetto e definitivo e non sono certo da vedersi come un’informazione cronologica” (G. Ravasi).

Il compimento, o epilogo, della Pasqua di Gesù sta alla radice della gioiosa speranza della Chiesa e della “serena fiducia” dei fedeli di essere un giorno “nella stessa gloria” di Cristo (Prefazio). È questa la radice dell’impegno apostolico e dell’ottimismo che anima i missionari del Vangelo, nella certezza di essere portatori di un messaggio e di un’esperienza di vita riuscita, grazie alla risurrezione. Anzitutto, è vita pienamente riuscita in Cristo; ed è già, anche se solo in forma iniziale, una vita riuscita nei membri della comunità cristiana.

Motivati interiormente dalla positiva esperienza di vita nuova in Cristo, gli Apostoli  -e i missionari di tutti i tempi-  ne diventano “testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra” (At 1,8), in un percorso che si apre progressivamente dal centro iniziale (Gerusalemme) verso una periferia vasta come il mondo intero. Tutto il mondo, infatti, è il campo al quale Gesù, prima di salire al cielo, manda i suoi discepoli (Vangelo): “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (v. 15). In alcune illustrazioni la festa odierna viene raffigurata con due piedi che sporgono dalla nube che avvolge il corpo di Gesù. Sono i piedi della Chiesa missionaria, i piedi con cui Gesù continua a camminare oggi per le strade del mondo. L’Ascensione, quindi, non è festa di addio, ma festa di invio, festa di missione. Una missione che si realizza grazie alla presenza permanente del Signore, che agisce insieme agli evangelizzatori e conferma la Parola con i segni (v. 20). Egli ci rassicura: “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28,20).

I verbi dell’invio in missione mantengono la loro perenne attualità: ‘andare’ indica il dinamismo e il coraggio per immergersi nelle sempre nuove situazioni del mondo; (*)proclamare il Vangelo,’ perché i popoli diventino seguaci non tanto di una dottrina, ma di una Persona; ‘credere’ richiama l’obbedienza della fede; ‘battezzare’ segnala il sacramento che trasforma e inserisce le persone nella vita trinitaria ed ecclesiale.

Gli apostoli mettono in pratica subito il comando di Gesù: “Partirono e predicarono dappertutto” (v. 20). Le ultime parole dei quattro Vangeli sono il lancio della Chiesa in missione  -una Chiesa in stato permanente di Missione!-  per continuare l’opera di Gesù. Ovunque, sempre! Con l’impegno di ciascuno, secondo il proverbiale “rimboccarsi le maniche”, perché il progetto inaugurato da Gesù arrivi a trasformare le persone dal di dentro, nel cuore, e, in tal modo, si crei un mondo più giusto, fraterno, solidale. Lo sguardo al cielo  -meta finale e ispiratrice del gran viaggio della vita-  non distrae e non toglie energie, anzi stimola i cristiani e gli evangelizzatori ad avere uno sguardo d’amore sul mondo, un impegno missionario generoso e creativo, aderente alle situazioni concrete. Senza lo sguardo la cielo si vive senza speranze, si cade nel materialismo; ma senza amore al mondo, si cade in uno spiritualismo ingenuo e sterile. Gesù ci insegna a coniugare armoniosamente cielo e terra: Egli sta con la gente, ma anche si ritira da solo a pregare. Sguardo al cielo e impegno missionario per gli uomini vanno di pari passo.

Parola del Papa

(*)  “Oggi, in questo ‘andate’ di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova ‘uscita’ missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria”.
Papa Francesco
Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (2013) n. 20-21

Sui passi dei Missionari

- 13/5: Ascensione del Signore Gesù al Cielo, dopo aver inviato gli Apostoli al mondo intero. -  Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. - Tema per il 2018: « ‘La verità vi farà liberi’ (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace ».

- 13/5: Anniversario della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, inaugurata (2007) ad Aparecida (Brasile) dal Papa Benedetto XVI.

- 14/5: S. Mattia Apostolo, chiamato a far parte del gruppo dei Dodici Apostoli (Atti 1,15-26).

- 14/5: S. Teodora (Anna Teresa) Guérin (1798-1856), religiosa, fondatrice, missionaria dalla Francia a Indianapoli (USA).

- 15/5: S. Isidro, agricoltore (Madrid, circa 1080-1130), sposo di S. Maria de la Cabeza; fu esempio di lavoro e di fiducia nella Provvidenza.

- 15/5: Giornata Internazionale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994.

- 16/5: B. Simone Stock (+1265), eremita inglese, entrò nell’Ordine dei Carmelitani, dando impulso alla devozione mariana e al consolidamento dell’Ordine; morì a Bordeaux (Francia).

- 16/5: Inizio del mese del Ramadan Islamico, fino al 14/6.

- 17/5: S. Pasquale Baylón (1540-1592), francescano spagnolo; per il suo speciale amore e dottrina sull’Eucaristia, Leone XIII lo proclamò Patrono dei Congressi Eucaristici.

- 17/5: B. Ivan Ziatyk (1899-1952), sacerdote ucraino, della Congregazione dei Redentoristi; fu incarcerato, condannato ai lavori forzati nel campo di Oserlag, vicino a Irkutsk (Siberia), ove morì.

- 18/5: S. Stanislao Papczynski (1631-1701), sacerdote polacco di grande spiritualità e zelo, fondatore dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione, con l’impegno di pregare per i defunti e di predicare ai poveri con scarsa istruzione religiosa. 

- 18/5/1986: Riconoscimento pontificio della Comunità di Sant'Egidio, movimento internazionale di laici volontari, fondato sulla preghiera, solidarietà, ecumenismo, dialogo, pace. Nacque a Roma (1968) per iniziativa di Andrea Riccardi, studente di 20 anni e un gruppo di compagni di classe.

- 19/5: S. Maria Bernarda Bütler (1848-1924), religiosa, nata in Svizzera e missionaria in Ecuador e Colombia (Cartagena), ove morì dopo aver fondato una Congregazione di suore missionarie.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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