Qualche volta gli scienziati sociali passano più tempo in costruire teorie ipotetiche, che nello sforzo di convalidarle nel laboratorio sociale che è la storia umana.
Sicurezza: tra ortodossia e liquidità
Di Giovanni Ercolani
Qualche volta gli scienziati sociali passano più tempo in costruire teorie ipotetiche, che nello sforzo di convalidarle nel laboratorio sociale che è la storia umana.
Tutti siamo consapevoli del dibattito in corso sulle scienze politiche, le relazioni internazionali, la sicurezza e studi strategici in che ognuno di questi scienziati, mentre fingono di trattare temi indipendenti l'un dall'altro, tentano di costruire e difendere il suo proprio terreno di caccia.
Sfortunatamente, lontano dai caldi e piacevoli ambienti d’università, il tema della sicurezza richiede un approccio più prammatico.
La "sicurezza è sempre una questione pratica". Lo studio in inglese –vedi questa lingua- interessa anche i Missionari sempre più bersaglio di atti violenti e drammatici. Ne è autore un Consulente per tesi universitarie dell’Istituto-POTI (Stati Uniti) per la “Formazione ad Operazioni di Pace” e membro del "Centro per la Sicurezza in Energia e l'Ambiente" all’Università Trent a Nottingham (Regno Unito). Come membro dell’Instituto-POTI insegna "Terrorismo Globale", "Peacekeeping e Soluzione ai Conflitti Internazionali", "Sicurezza Internazionale" nel Regno Unito, in Portogallo e in Albania. E’ Assistente Direttore nel Centro italiano per gli Studi sulla Turchia e membro della Chatham House (Regno Unito).














