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Intervento di mons. Auza all’Onu sul tema dei flussi migratori

Venerdì 21 aprile 2017
Difendere i diritti e la libertà dei migranti: nuovo appello della Santa Sede alla comunità internazionale. Mons. Bernardito Auza, nunzio apostolico e osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, lo ha lanciato all’Onu di New York durante un dibattito internazionale incentrato sui flussi migratori. Il presule ha definito “un importante segno di speranza” l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite e che consta di sedici obiettivi tra cui la sconfitta della povertà, il diritto alla salute per tutti, l’utilizzo sostenibile delle risorse, la pace e la giustizia.

Per rendere realistici questi obiettivi – la riflessione di Auza – ogni Stato deve adottare misure immediate, efficaci e concrete per porre fine, il più rapidamente possibile, al fenomeno dell’esclusione sociale ed economica. Senza risposte di questo tipo, sarà inevitabile l’instabilità globale, da cui derivano – ha proseguito l’osservatore vaticano – traffico di esseri umani, sfruttamento sessuale, forme di schiavitù legate al lavoro, prostituzione, commercio di droga, di armi e terrorismo.

Diventa allora viepiù necessario fermare conflitti e violenze, cause prime dell’emigrazione. E Auza rileva il bisogno di un approccio di “governo globale” al problema, dunque una risposta comune alle migrazioni, che tenga conto della complessità di tale fenomeno.

Infine mons. Auza ha ricordato quanto detto da Papa Francesco, lo scorso 21 febbraio, ai partecipanti al Forum “Migrazioni e pace”, ossia che la difesa dei diritti inalienabili, la garanzia delle libertà fondamentali e il rispetto della dignità dei migranti “sono compiti da cui nessuno si può esimere”.
Foto: Guardia Di Finanza - Ufficio Centrale Relazioni Con Il Pubblico. Zenit