ࡱ> wzx`Mbjbjss;fBM( *NNN84,*"9;;;;;;$hh__tyyy9y9yyy pX-Ny90yvEvyvyZn@y4__j***$ N***N*** Konrad-Adenauer Stiftung Tema: Lintegrazione degli Adolescenti da situazioni demigrazione nella societ europea (Bruxelles, 14 Ottobre 2008) Arcivescovo Agostino Marchetto Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti Lionello Puppi ha scritto recentemente una fantasiosa intervista con Andrea Palladio, il grande architetto della mia citt dorigine, Vicenza, per i 500 anni della sua nascita. Puppi si ispirato per a passi tratti dai suoi scritti e gli attribuisce dunque le seguenti parole Non stato di vanit, la mia lezione, [ma] senza curarmi mai del plauso e della ricchezza, mi sono sforzato solo di essere uomo, il quale non solo a s stesso deve essere nato, ma ad utilit anche degli altri. Il dono che Iddio mi ha elargito, di poter fabbricare per il giovamento universale, stato il solo, vero premio dogni sacrificio speso nella investigazione delle reliquie degli antichi edifici e nel pigliare esperienze dalle fabbriche fatte dagli altri perch, da quelle avvisati, si pu pi facilmente determinare ci che sia acconcio ed espediente ai nostri bisogniIo ho cercato la bellezza, e lho additata. Aveva peraltro avuto una interminabile giovinezza trascorsa a tagliar pietre da povero scalpellino. Perch inizio il mio intervento con questa citazione? Certo poich voglio onorare un grande, ma pure per il fatto che vi scorgo alcuni valori fondamentali per i giovani, per gli adolescenti, cio lutilit comune del nostro agire, il senso del bene comune - diremmo oggi , europeo e universale in questo nostro concreto Sitz in Leben: lo spirito di sacrificio, lamore al passato, alle esperienze degli altri, in una parola lamore alla tradizione, la ricerca della bellezza, e, ancora il duro lavoro dello scalpellino, inteso il termine in senso metaforico (impegno umile, dunque) che prepara larchitetto grande, luomo di domani. Noi ci troviamo pure in prospettiva di costruzione, questa sera, quella di unEuropa che amiamo, ci troviamo davanti al contributo dei giovani, degli adolescenti europei frutto dimmigrazione. E alla luce di un grande uomo, il Palladio, di un costruttore, li guardiamo, questi giovani, li osserviamo con benevolenza, quella che ci data dalla comune umanit, dal fatto che anchessi sono la nostra speranza, e pure dal nostro punto di vista cristiano, anzi di pastori, nel senso pi ampio che pu avere questo termine. Aggiungo che vorrei questa sera guardare particolarmente quella categoria di giovani che sono gli adolescenti, con una adolescenza che oggi si prolunga negli anni, fino a dire, qualcuno, che in ciascuno di noi sonnecchia un eterno adolescente. ********** Parlare di adolescenza significa certo riferirsi a quella fase dello sviluppo umano tendente alla formazione matura del soggetto. pertanto una fase di transizione, alla quale si riconoscono particolari esigenze e possibilit. Psicologi e pedagogisti riconoscono a questa et aspirazioni allautonomia, ossia alla volont di affermare la propria identit, come distinta e separata dagli adulti (genitori, e insegnanti compresi). Ma la loro volont instabile: si ripromette grandi cose, simpegna, ma non costante, ossia soggetto ad alti e bassi. I loro progetti si slanciano verso grandi ideali, ma che sono parziali e non inseribili in una Weltanschauung completa ed equilibrata. Ladulto non deve smorzare queste aspirazioni; deve tollerare le incoerenze e fornirgli conoscenze pi larghe ed oggettivamente sostenibili. Solo recentemente gli studiosi hanno cominciato a prendere in considerazione i sentimenti delladolescente. Questo ha gi permesso di non dialogare sul crinale della razionalit. I sentimenti vanno rispettati e se questi possono giocare incomprensibilit da parte delladulto, egli deve accettare e rispettare. Let, con le esperienza della vita, riporter ladolescente alla concretezza, sapendo anche sorridere dei suoi sentimenti. Se questa , a grandi linee, la vita delladolescente, occorre ricordare che egli, in emigrazione, non necessariamente come i coetanei che trova. Egli arriva o si trova con una sua cultura, che va conosciuta e rispettata. Ma certamente il contatto coi coetanei pu essere fonte di disagio e questo anche in II e III generazione. Ladolescente immigrato pu desiderare di diventare socio dei suoi coetanei, ma pu anche patire tensioni per ragioni della sua cultura dorigine. Sar particolarmente la scuola a sostenere un progetto di formazione alla cittadinanza (europea nel caso). Questo progetto, dal punto di vista politico, deve prevedere una gradualit sia per gli autoctoni che per chi ha un passato migratorio alle spalle. Il motivo da collocare nella considerazione del metodo che si deve adeguare alle necessit e capacit dei soggetti, e quindi non pu essere costruito sulla base di una cultura oggettiva. Ladolescente con background migratorio non sembra essere restio ad un inserimento nella cultura europea, diciamo cos. Questa per non dovr presentarsi come un macigno, pesante e inflessibile. E qui in gioco lincontro fra culture diverse. Per ladolescente occorre parlare pi che di inserimento nella politica europea, di accoglienza della politica verso la sua cultura dorigine, da far maturare verso il nuovo orizzonte europeo. La politica si dovr modulare sulla gradualit possibile per ladolescente. Egli si inserir nella politica europea quando questa gli consentir di non perdere la sua identit personale e culturale e forse gi la sua doppia fedelt, per quanto riguarda la cultura, diciamo cos. Pertanto una saggia politica modula i suoi interventi sullaccoglienza delladolescente cos com. Egli non arrivato in Europa di sua iniziativa: venuto in Europa, nella maggioranza dei casi, come membro della sua famiglia. Scuola e associazioni giovanili dovranno favorire la sua maturazione umana nella salvaguardia anche della sua cultura dorigine. Sar un buon cittadino europeo quando, e nella misura in cui, sar stato favorito lo sviluppo della sua personalit. Si dovr dunque sostenere la sua partecipazione alla scuola di tutti, scuola per tutti, scuola di valutazione delle risorse personali. ********* Formazione scolastica e professionale La Risoluzione 2013/2005 del Parlamento europeo sullintegrazione degli immigrati in Europa grazie alle scuole e a un insegnamento plurilingue, fissava tra i punti cardine il fatto che i movimenti migratori hanno collocato nuove sfide in termini di identit e hanno posto le politiche di integrazione tra le priorit dellUnione europea, degli Stati membri e degli enti regionali e locali. Da ci consegue che listruzione multilingue contribuisce alla comprensione delle differenze in una prospettiva interculturale, in un momento in cui aumenta il numero di giovani immigrati di seconda e terza generazione con difficolt nella gestione delle molteplici dimensioni che determinano la struttura della loro identit. Ecco, dunque, il motivo per cui il Parlamento europeo ha ritenuto indispensabile che anche quando i figli e/o i discendenti di immigrati (seconda o terza generazione) padroneggiano la lingua del paese ospitante, opportuno consentire loro laccesso alla lingua materna e alla cultura del paese dorigine, introducendo pure misure di sostegno pedagogico per i figli degli immigrati, soprattutto quando non padroneggiano la lingua del paese ospitante, al fine di facilitarne ladattamento ed evitare che si trovino in una situazione svantaggiata in rapporto agli altri alunni. Un indicatore molto importante del grado di inserimento dei giovani, infatti, la loro integrazione nel sistema formativo del Paese di residenza, il che significa successo scolastico e quindi sviluppo delle capacit personali e dellautostima, premesse indispensabili per laccesso al mondo del lavoro qualificato. Qui pure le Chiese offrono un contributo di alta qualit, proponendo motivi e valori importanti attraverso proprie istituzioni formative, dal livello scolastico elementare fino ai gradi pi alti della preparazione accademica. La Chiesa cattolica, in particolare, attualmente gestisce nel mondo pi di 196.000 scuole di istruzione primaria e secondaria, frequentate da pi di 51 milioni di bambini e ragazzi. Esistono inoltre quasi mille tra universit cattoliche, collegi superiori o altri istituti, che educano pi di 4 milioni di giovani. Con queste cifre, chiaro che i giovani in generale, ma anche quelli con esperienze migratorie, sono aiutati a ricevere listruzione che meritano e, poi, sono incoraggiati a fornirla a loro volta ad altri. Di fatto, accade spesso che, tra tutti i giovani, quelli con esperienze migratorie hanno maggiori difficolt scolastiche. Molti bambini trovano notevoli difficolt a studiare non solo perch non parlano o non capiscono la lingua locale, ma anche perch usano un idioma dialettale e sgrammaticato e non di rado finiscono cos per essere confinati nelle scuole differenziali. Ora, mentre le scuole statali in genere hanno unimpostazione particolarmente selettiva, quelle cristiane sono invece solitamente pi attente anche a chi non riesce a tenere il passo, in modo che a tutti vengano offerte poi ampie prospettive nel campo della preparazione specifica, magari offrendo iniziative di sostegno e incoraggiando tutti ad ottenere un titolo di studio finale qualificato. Ad ogni buon conto, lintegrazione nel tessuto sociale ed istituzionale del Paese di residenza non significa rifiuto del Paese di origine: i giovani con esperienze migratorie ben inseriti nella societ che li ha accolti sono ponti ideali per favorire gli interscambi a tutti i livelli fra il Paese dorigine e quello daccoglienza. Sarebbe importante, perci, che enti pubblici, imprese, piccole e medie aziende inserissero nei circuiti professionali giovani formatisi nei Paesi di emigrazione. Essi potrebbero dare un ulteriore e diverso apporto di culture professionali ed esperienze linguistiche, le cui carenze in vari settori della vita pubblica e delle imprese private sono spesso penalizzanti sul piano internazionale. Il messaggio che scaturirebbe da questa politica sarebbe quello che integrazione non sinonimo di annullamento della propria identit, n implica recidere i legami con il Paese dorigine, bens arricchimento di elementi utili e di esperienze da spendere per s e per gli altri. Significherebbe altres, in un mondo sempre pi piccolo, impostare con il Paese dorigine un rapporto pi adulto ed evoluto. Dunque, in particolare le istituzioni cristiane sollecitano unazione di aiuto a questi ragazzi, in sinergia con le autorit scolastiche locali, poich il buon rendimento in ambito formativo riguarda lintera societ e il benessere di tutti. In questo sforzo andrebbero coinvolti, ovviamente, i genitori dei ragazzi iniziando gi nelle scuole materne, per fornire loro il necessario strumento linguistico per inserirsi nelle scuole dellobbligo con una preparazione adeguata. Ma occorre anche aiutare i ragazzi a conservare il patrimonio culturale e linguistico del loro Paese dorigine. Infatti in questo contesto la lingua madre consente di meglio apprendere la lingua straniera e costituisce la pietra miliare dellidentit personale, che, a sua volta, nel contesto ormai globalizzato delle societ moderne, sar necessariamente multiculturale. Senza dubbio, lintegrazione nel Paese daccoglienza presuppone nuove amicizie, rapporti di vicinato e nuove conoscenze, cio, accanto ai rapporti di parentela e alle reti etniche, elementi fondamentali per la costruzione del capitale sociale, spesso oggetto di particolare sollecitudine da parte delle strutture ecclesiali appositamente costituite per la pastorale migratoria. Per le seconde generazioni, comunque, lintegrazione scolastica pu facilitare i rapporti di amicizia con gli autoctoni, ma pu anche diradare quelli con la rete etnica: per questo, a giusto titolo, lIstruzione Erga migrantes caritas Christi raccomanda che la pastorale migratoria sia guida nel percorso di giusta integrazione che evita il ghetto culturale e combatte, al tempo stesso, la pura e semplice assimilazione dei migranti nella cultura locale (n. 78). ********* Rilievi recenti aggravano le difficolt per leducatore, nella sua opera, in quanto ci danno limmagine anche di adolescente ribelle, che, pi che opporsi alleducatore (genitore, insegnante), lo ignora e lo disprezza. Siamo, di fatto, di fronte ad un rifiuto della societ. Cosa e come far questa per aprire il dialogo educativo? Quali sono le vie e i contenuti allettanti per costruire una base di partenza per le proposte educative? Per ora non abbiamo dati molto utili. Credo, tuttavia, che scuola, associazioni e societ dovranno offrire comprensione, pazienza, amore. Una scuola che aiuta a non bocciare (sono troppi i casi di bocciatura!), offrendo particolari aiuti per la lingua, per lapprendimento e anche per vincere le debolezze socio-economiche. Non va dimenticato che ladolescente inserito nella sua famiglia per cui pi che parlare di integrazione degli adolescenti nella societ europea occorre riferirsi allintera famiglia. difficile considerare un adolescente immigrato staccato da essa per ragione della comune cultura vissuta in famiglia. essa che stabilisce il rapporto con la cultura dorigine, da cui dipender, nella crescita della persona, la sicurezza fornita da un saldo senso di appartenenza. Sono i genitori e i parenti che educano alla visione del patrimonio culturale accumulato col contributo individuale e collettivo della propria etnia, da cui partire per apprezzare tutte le altre culture. Si passa da quella locale alla cultura dellumanit, ossia a quella universale come universo di culture. utopia, questa, nel senso meno bello del termine? Uno dei grandi padri dellutopia pedagogica, Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sullorigine dellineguaglianza, gi individuava nellignoranza delle culture una delle ragioni di possibili conflitti: Tutta la terra coperta di Nazioni di cui non conosciamo che il nome, e noi pretendiamo di giudicare il genere umano. Forse oggi conosciamo di pi, grazie anche allimmigrazione, ma laffermazione rimane vera, e da ci anche le nostre paure, le paure dellimmigrazione. C. Levi Strauss, commentando Rousseau, richiama il concetto di libert, sottraendolo allastrattismo ed enumerandone i contenuti concreti: la libert fatta di equilibri tra piccole appartenenze, solidariet minute. Vogliamo noi entrare in queste realt cos delicate come un elefante in un negozio di cristalleria? Certo, la politica europea dovr rendersi appetibile e sostenibile da parte degli immigrati. Una politica per la famiglia immigrata, e per gli adolescenti che vivono in essa, dovr pi offrire che chiedere. Ladolescente coster allo Stato. Ma se lo consideriamo una risorsa dovr essere valorizzato nel suo essere, nella sua cultura, e ricordare che la risorsa delladolescente non sta immediatamente nelleconomia o nel suo contributo lavorativo. *********** Per concludere, mi piacerebbe riprendere alcune affermazioni di Papa Benedetto XVI a Lourdes, il 14 Settembre di questanno, riguardo ai giovani, ma mi limito ad esprimere solo quella che riguarda il loro essere al centro delle nostre-vostre preoccupazioni e che ad essi bisogna dedicare molto tempo. Ma di tempo siamo poveri, non vero? Eppure bisogna essere generosi nella nostra povert. Ci sostenga nel pensiero, nellimpegno derivato da questa nostra preoccupazione per i giovani, per gli adolescenti, la convinzione che lEuropa si far grazie ai giovani, o non potr essere fatta. La costruzione dellEuropa un lavoro lungo, cominciato pi di mezzo secolo fa, ma lontano dallessere concluso. Forse chi potr dirigere la realizzazione del nostro sogno ha ora meno di venti anni, per cui preoccupante lattuale disamore della giovent verso lEuropa manifestato dai sondaggi. E questa preoccupazione si aggiunge dunque a quelle del Papa. Eppure vogliamo apprendere da lui, dal suo discorso a Lourdes, anche un supplemento di speranza. Umanamente egli la basa sulla freschezza danimo conservata dai giovani e sul senso di responsabilit che molti di essi rivelano. In questa prospettiva ricordo che la Chiesa non rivendica il posto tenuto dallo Stato, essa non vuole sostituirlo, e quindi una sana collaborazione fra la Comunit politica e la Chiesa possibile, ed un servizio reso alluomo, anche alla giovent, alla generazione della sofferenza - come chiamata la seconda generazione di immigrati -. Qualcuno la considera quasi straniera a casa propria, da non vedersi per come immigrata a vita, aggiunge qualcuno, o generazione sospesa, magari con identit reattiva. Non tutto deve rimanere molto complicato per i figli di immigrati in Europa e per questo fine uniamo i nostri sforzi. Grazie!  Cf. http://governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/normativaeuropea/PErisoluzione2013.20ottobre2005.pdf  Cf. D. Demetrio G. Favaro, Bambini stranieri a scuola. Accoglienza e didattica interculturale nella scuola dellinfanzia e nella scuola elementare, La Nuova Italia, Firenze 1997.  Cf. G. Favaro M. Napoli, Come un pesce fuor dacqua. Il disagio nascosto dei bambini e dei ragazzi stranieri, Edizioni Angelo Guerini e Associati SpA, Milano 2002.  Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Erga migrantes caritas Christi: People on the Move XXXVI (95, 2004) 82.  Cfr. Europe Infos N. 108, Sept. 2008, p. 3.  Cfr. Europe Infos N. 108, Sept. 2008, p. 2.     Seconda conferenza PAGE  PAGE 5 Seconda conferenza "(qrL p q R g   . 1 6 ĸİĨ㡒yqiqqh{`h9e.6h{`hS6 h{`ha h{`h9e. h{`hSh. h.h.hK h55 h.hSh.hS6hK mH sH h{`hSH*mH sH h{`hSmH sH hK hS56hK hK 56hK hS5hK hK 5hK hS5mH sH )rq  $ %&xx]&`a$gdK $ %&xx]&`a$gdK $ %(](`a$gdK $ %(x](`a$gdK JMM6 ? >= ,-bcKL !#&$&M-N-P-1h{`h9e.B*phjh{`h9e.0JUh{`h9e.5\hh{`hS6h{`h9e.mHsHhmp h{`hL h{`ha h{`hS h{`h9e.;\{ !!&&N*+P-1 5X8$ %&xx7$8$H$]&`a$gdK $ %&xx]&`a$gdK $ %&xx]&`a$gdK $ %&xx]&`a$gdK 11 5Y7x7T8U8Y8n8o8p8q8r88888b:z:;(;d;m;n;o;*<+<f<k<<<<<<<<<|>}>>> ?*?7?9?v??@@AATBUBzB~BCCܾܷܷܷŬŬܷ h{`h_5 h{`hl?h~ h{`he|)h~ h{`hLh{` h{`hS h{`hajh{`h9e.0JUh{`h9e.6] h{`h9e.h{`h9e.B*ph"jh{`h9e.0JB*Uph8X8Y8Z8o8p8r8>>@ACCCCcFeFBHCHJ$ %&xx]&`a$gd~$ %&xx]&`a$gdK $ %&xx]&`a$gdK  %&xx]&`gdK CCCCCmDnDDDDDDEEEEdFeF'G(GJG[G\G]G/H7HAHBHCHIIzIIIIIIJJJ6K7KJJ6KKL%MSMMMMMMMMMMMMMMM &`#$gdS~8$a$gda$ndh]na$gd9e.$a$gd9e.gd9e. %&xx]&`gdK &M'M(M,M8MSMTMUMVMZMfMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMzzzozkht'hw^0JmHnHu hS~80JjhS~80JUhS~8hahS~8CJaJjh/Uh/h9e.hS~86CJaJmH sH hS~8CJaJmH sH h9e.hS~8CJaJmH sH !jh9e.hS~80JCJUaJh9e.hS~86mH sH hS~8mH sH h9e.hS~8mH sH 'MMMMMMMMMM %&xx]&`gdK $a$gdS~8 &`#$gdS~8h]hgdS MM h{`h9 0&P 1h:pS~8. A!n"n#$n% B@B SNormaleCJ_HaJmHsHtHLA@L Car. predefinito paragrafoXiX Tabella normale4 l4a 4k4 Nessun elencoB @B S Pi di pagina  %2)@2 S Numero paginaJJ _5 Testo fumettoCJOJQJ^JaJVO"V 9e.Default 7$8$H$!B*CJ_HaJmHphsHtHX@2X 9e.Testo nota a pi di paginaCJaJT&@AT 9e.Rimando nota a pi di paginaH*@@R@ a Intestazione  %#M%)T0m34Ei XEfrq    \{&N"#P%) -X0Y0Z0o0p0r06689;;;;c>e>B@C@BB6CCD%ESEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE0000000000000000000000000000000000000000000000000000000@0@0@0@0@0@0@000@0h00@0h00@0h00@0h00@0@0@0@0@0@0@0@0h00(Dh00T +8LLO6 1C&MMM'*,.02X8JMM(+-/1M) '+24O!! l ,  l  D e@@@CEM n@@@CE>*urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags PersonName 7 la Chiesa la ComunitLa Nuova ItaliaLa Risoluzione ProductIDs|TY,,, -^/g/h/o/p/w/66668888<<BB8C:CMCSCCCCCoDvDDDDDDDDD EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEjqqv_lQSEI   $$,,33g4k48899z:~:<<j>l>2@6@AABBEEEEEEEEEEEEEEEEEEEr  |66;;BBBEEEEEEEEEEEEEEEEEBBEEEEEEEEEEEEEEE*))SK ~w^l?J9!t'e|)r-9e._5S~8FQ<%Z{`5m(x|/.~L#~5+&a+bkU( ?amp@M@E`@UnknownGz Times New Roman5Symbol3& z Arial5& zaTahoma"1k&k&F 8"y 8"y$nx4dBB2qHX ?S2The Konrad-Adenauer Stiftung - Oh+'0  $ D P \ ht| The Konrad-Adenauer Stiftung  Normal.dot- 2Microsoft Office Word@@$\"@j-@j- 8՜.+,0 hp|  y"B The Konrad-Adenauer Stiftung Titolo  !"#$%&'()*+,-./012356789:;=>?@ABCDEFGHIJLMNOPQRTUVWXYZ]Root Entry F`-_Data 41Table<vWordDocument;fSummaryInformation(KDocumentSummaryInformation8SCompObju  F#Documento di Microsoft Office Word MSWordDocWord.Document.89qOh+'0  $ D P \ ht| The Konrad-Adenauer Stiftung  Normal.dot- 3Microsoft Office Word@F#@$\"@j-@{- 8՜.+,0 hp|  y"B The Konrad-Adenauer Stiftung Titolo9 0&P 1h:pS~8. A!n"n#$n%  2 MMMMMMMMMM@fBfDfFfHfLfNf %&xx]&`gdK $a$gdS~8 &`#$gdS~8h]hgdSMM>fHfJfLfNfh$0JmHnHuh)n2h$ h{`hB@B SNormaleCJ_HaJmHsHtHLA@L Car. predefinito paragrafoXiX Tabella normale4 l4a 4k4 Nessun elencoB @B S Pi di pagina  %2)@2 S Numero paginaJJ _5 Testo fumettoCJOJQJ^JaJVO"V 9e.Default 7$8$H$!B*CJ_HaJmHphsHtHX@2X 9e.Testo nota a pi di paginaCJaJT&@AT 9e.Rimando nota a pi di paginaH*@@R@ a Intestazione  %"L%)S0l34Ei XEfrq    \z%M"#O%) -W0X0Y0n0o0q06689;;;;b>d>A@B@BB5CCD$EREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE0000000000000000000000000000000000000000000000000000000@0@0@0@0@0@0@000@0h00@0h00@0h00@0h00@0@0@0@0@0@0@0@0h00(Dh00 +8LLO6 1C&MMNf'*,.02X8JMNf(+-/1M) '+24O!! 8 9 |9 8  ,C d@@@CEL m@@@CE>*urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags PersonName tA la Chiesa la ComunitLa Nuova ItaliaLa Risoluzione ProductIDs|TYst,,,-]/f/g/n/o/v/66668888<<B7C9CLCRCCCCCnDuDDDDDDDDD EEEEEEEEEEEEEEEEjqqv_lQSEI   s$$, ,33f4j48899y:}:<<i>k>1@5@AABEEEEEEEEEEEEEEr  s{66;;BBBEEEEEEEEEEEEEEEEEstBEEEEEEEEEEEEEEE+*)SK ~w^l?J9!t'e|)r-9e.)n2_5S~8FQ<%Z{`5m(x|.~L#~5+&$a+bkU( ?amp@M@tttthh$h)n2 h$*stBBEEEEEEEEEEEEEEEE`@af`@`@f` @`Bf`@`Df`@`Ff`@aHfan@`p@`Jf`@UnknownGz Times New Roman5Symbol3& z Arial5& zaTahoma"1k&k&F 8"y 8"y$nx4dBB2qHX ?S2The Konrad-Adenauer Stiftung - `MbjbjsshBM( *NNN84,*"!!!!!!$hhE Ee[[[[[[[ 0i-N~[{0[gg[g[Zn@[4EEp***$ N***N*** Root Entry F0i-{Data 41Table<vWordDocumentth  !"#$%&'()*+,-./0c56789:;=>?@ABCDEFGHIJdbfghijklmnopqrsuvy|SummaryInformation(DocumentSummaryInformation84CompObju0Tableeg   F#Documento di Microsoft Office Word MSWordDocWord.Document.89q՜.+,0 hp|  y"B The Konrad-Adenauer Stiftung TitoloOh+'0  $ D P \ ht| The Konrad-Adenauer Stiftung  Normal.dot- 3Microsoft Office Word@F#@$\"@j-@{- 8