COMBONI THAT DAY

Il mondo in casa

Lunedì 11 settembre 2017
Abbiamo il mondo in casa, ma anche noi, cittadini e cittadine italiane, siamo ovunque nel mondo. E l’armonia rispettosa fra culture e persone diverse richiede ascolto, conoscenza reciproca e … tempo. Chi accampa gli stupri perpetrati da giovani e giovanissimi “immigrati” per squalificare la proposta dello “ius soli”, che contempla anche lo “ius culturae”, soffre di grave miopia. E generalizza in modo indebito. È come se gli Usa avessero bloccato l’integrazione di Mario Matthew Cuomo o di Bill De Blasio con il pretesto che l’immigrazione italiana di fine Ottocento aveva portato con sé la mafia.

Sgomentano le violenze efferate commesse a Rimini e altrove, ma il binomio “immigrati-violenza” non regge: molti femminicidi e altrettante violenze domestiche sono crimini perpetrati anche da cittadini italiani, perché la violenza è un tarlo trasversale, con radici culturali ma anche individuali. E che dire delle “gang” di giovani italiani, spesso minorenni, che violentano donne e ragazze?

Il binomio “immigrati=violenza” non regge, sebbene esistano marcate differenze culturali nella relazione uomo-donna. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha annunciato per metà settembre un piano di integrazione per persone immigrate. Lo attendiamo con interesse. E attendiamo, con altrettanto interesse, anche un piano per contrastare la prostituzione “coatta” che ogni giorno alimenta il fiorente mercato criminale di corpi di donne, sempre più giovani e sempre più “importate” dall’Africa. Chi sono i clienti di queste vittime giovanissime, attratte con promesse di studio e lavoro e poi crudelmente avviate alla prostituzione? Soltanto gli “immigrati”?

Che la nostra memoria non sia corta e che la nostra visione per un’Italia interculturale sappia spaziare oltre l’immediato.
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