COMBONI THAT DAY

Incapaci di incontrare la sofferenza e incrociare gli sguardi disperati

Martedì 3 ottobre 2017
Le migrazioni di massa non sono certo un fenomeno nuovo, ed è molto improbabile che la marea di popoli che si sposta per mille ragioni in cerca di vita, possa essere arrestata da un governo terribilmente miope che stipula accordi con paesi terzi, introduce nuove fattispecie di reati, erige muri, per tenere i migranti a distanza dai nostri territori. Il governo italiano, con rapidità e astuzia, ha messo in atto politiche azzardate e assurde, violando le norme del diritto internazionale e i codici di navigazione. [...]

 

Dorotea Passantino,
LMC a Palermo,
Italia.


 

Incapaci di incontrare la sofferenza
e incrociare gli sguardi disperati

Per quanto ci affanneremo ad allontanare la sdraio da riva e a inveire contro le onde, la marea non ci ascolterà, le acque non si ritireranno”.
Robert Winder

Le migrazioni di massa non sono certo un fenomeno nuovo, ed è molto improbabile che la marea di popoli che si sposta per mille ragioni in cerca di vita, possa essere arrestata da un governo terribilmente miope che stipula accordi con paesi terzi, introduce nuove fattispecie di reati, erige muri, per tenere i migranti a distanza dai nostri territori. Il governo italiano, con rapidità e astuzia, ha messo in atto politiche azzardate e assurde, violando le norme del diritto internazionale e i codici di navigazione. Una campagna denigratoria, senza tregua, ha messo a bando le ONG distruggendo il lavoro prezioso di salvataggio in mare e rendendole colpevoli di reato umanitario di solidarietà e complici di supportare gli scafisti.

I media, attraverso informazioni e notizie distorte, non fanno altro oggi che creare il panico dello straniero, ingrassare i pregiudizi razziali, fomentati anche da estremismi neonazisti, e alimentare la conflittualità sociale sempre più diffusa. Gli italiani si sentono invasi e i politici autorizzati a bloccare l’invasione, l’opinione pubblica diventa sempre più insensibile di fronte alla tragedia dei migranti; l’umanità è profondamente in crisi, l’estraneità occupa il posto della responsabilità fraterna.

La cultura dell’accaparramento ci ha reso sordi e distratti alle grida di dolore degli/delle altri/altre, incapaci di incontrare la sofferenza e incrociare gli sguardi disperati e i destini di tanti uomini e donne.

Processi riparativi sono urgenti e necessari per restituire dignità ad una storia lacerata e dolorante, per ricostruire il patto di fiducia e cittadinanza infranto, per mantenere viva la responsabilità collettiva, per rigenerare a nuove visioni la politica dei diritti. Occorre, destarsi dal sonno per tracciare nuove pratiche di resistenza, recuperare le forze e le energie per impegnarsi nella costruzione di una convivenza pacifica per tutti e tutte collaborativa e solidale.
Dorotea Passantino
Laica missionaria comboniana (LMC)
a Palermo (Italia)

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