COMBONI COMO HOY

KE - Kenya

Sede: Nairobi
Membri: 61 (41 sacerdoti, 7 fratelli e 13 scolastici)
Comunità: 14
Superiore Provinciale: P. Mwariri Joseph Maina

Sulla mappa, anche il Kenya fa parte dell’immenso Vicariato Apostolico dell’Africa Centrale affidato a Comboni. Ma ci vuole la massiccia espulsione dei missionari dal Sud Sudan nel 1964 perché i primi comboniani vi mettano piede. In realtà, stavolta le prime ad arrivare, nell’ottobre del 1964, sono le suore, con 8 anni di anticipo sui comboniani.

Appena saputo dell’espulsione dal Sudan, infatti, il vescovo di Nyeri, Mons. Cavallera, missionario della Consolata, invita le suore a lavorare nella sua diocesi, che in quel tempo comprende il territorio di Marsabit. Una zona di prima evangelizzazione, fa notare il vescovo, e quindi in linea col carisma di Comboni. E così, nell’ottobre 1964, le prime quattro suore si stabiliscono a Karatina. Più tardi è la volta di Ngandu, poi di Ting’ang’a, e così via, con un impegno sempre più consistente nella pastorale, nella scuola, nell’assistenza sanitaria e nella promozione umana, specialmente della donna. Intanto, a novembre del 1972, arrivano anche i comboniani, che si stabiliscono a Tartar. Vengono dall’Uganda, dove la minaccia di Idi Amin di non rinnovare i permessi e di espellere i missionari consiglia l’istituto a cercare nuovi campi di lavoro. Per i comboniani è nuova anche la situazione in cui si trovano a lavorare, in piccoli gruppi sparsi in varie diocesi, collaborando con altre forze missionarie e locali. Lavorano sodo, come sempre, nella costruzione delle strutture necessarie nelle missioni e per progetti di sviluppo, oltre che per la catechesi e l’evangelizzazione della gente. Cercano di mettere in pratica il metodo e di raggiungere l’obiettivo pastorale lanciato dall’AMECEA (Associazione dei Membri delle Conferenze Episcopali dell’Africa Orientale), cioè la formazione di Piccole Comunità Cristiane (SCC). Questo nelle diocesi di Nairobi, Machakos, Murang, Marsabit, Lodwar, Eldoret, Kitale, Ngong e Nakuru. Assieme al numero degli impegni cresce anche quello dei missionari, fino ad un massimo di circa 80. Poi si comincia a consegnare alla Chiesa locale o ad altre forze missionarie luoghi e comunità già viabili.

Attualmente, le comboniane sono presenti nelle diocesi di Nairobi, Nyeri, Marsabit e Kitale. Cercano di essere vicine ai poveri, vittime dell’urbanizzazione selvaggia nei quartieri periferici della capitale, mentre si dedicano alla prima evangelizzazione in aree remote delle altre tre diocesi. Dal canto loro i comboniani,ora meno di 60 in 17 comunità, prestano servizio nelle diocesi di Nairobi (pastorale urbana e inserzione nella bidonville di Korogocho), Ngong (pastorale urbana), Marsabit (soprattutto fra i Borana e i Rendile), Lodwar (fra i Turkana) e Kitale (fra i Pokot). La presenza comboniana in Kenya si esprime anche nell’animazione missionaria della Chiesa locale. Importante l’impegno del New People Media Centre nel campo della comunicazione sociale, con la pubblicazione della rivista New People (20.000 copie) per l’Africa di lingua inglese, la produzione di programmi radio, l’appoggio all’agenzia cattolica di notizie CISA ed altre iniziative.

La promozione di vocazioni missionarie ad gentes fra la gioventù del paese sta dando i suoi frutti. Vi sono oggi 14 suore comboniane del Kenya. Ting’ang’a è sede di un postulato interprovinciale. Tra i comboniani, ci sono 11 sacerdoti keniani, senza contare alcuni studenti di teologia e i novizi. La sede del postulato è a Ongata Rongai. Lo Scolasticato internazionale ed il Centro Internazionale per Fratelli a Nairobi accolgono e preparano giovani comboniani di tutto il mondo. Toccherà anche a loro aiutare la Chiesa del Kenya a diventare una presenza ancora più viva ed efficace nella vita del paese, soprattutto nella formazione di leaders capaci di costruire una società più unita, giusta e fraterna.