Il “cuore sincero”: culla del culto vero
P. Romeo Ballan, mccj

 

Il “cuore sincero”: culla del culto vero

Èsodo 20,1-17; Salmo  18; 1Corinzi  1,22-25; Giovanni  2,13-25

Riflessioni
La coscienza morale e lo stato laico trovano legittimità e contenuti basilari nella I lettura di oggi. I 10 Comandamenti hanno le loro radici nella natura stessa dell’essere umano, prima ancora che Dio li proclamami tali. Non sono un’invenzione della Chiesa, ma il risultato di una riflessione puramente umana. E quindi vincolanti, fortunatamente, per ogni persona, popolo e istituzione, cristiani e non. Si deve dire ‘fortunatamente’, poiché essi costituiscono la base dell’etica umana universale. Un patrimonio condiviso fra le nazioni. Una piattaforma comune per l’incontro di tutti i popoli!

Culto ed etica, credo religioso e pratica morale sono due elementi costitutivi del ritratto spirituale di ogni persona umana, che emergono dalla Parola di Dio proclamata oggi. Per quanto riguarda il culto, la venuta di Gesù ha portato cambiamenti radicali rispetto all’Antico Testamento. Chiunque riflette con realismo sul fatto di Gesù che scaccia dal tempio, a sferzate, mercanti e cambisti, buoi, pecore e colombe (Vangelo), rimane sorpreso dall’energia e dal coraggio con cui Egli osa affrontare categorie di persone legate più ai soldi e agli interessi che al culto e alla religione. Un intervento che sarà uno dei motivi di accusa nel giudizio che porterà Gesù alla morte. Anche oggi, di fronte alle proposte ingannatrici che vanno di moda, Papa Francesco ci mette in guardia dai “falsi profeti”.(*)

Il significato di questo gesto insolito (diremmo scomposto) in un Gesù “mite e umile di cuore” (Mt 11,29), va ben oltre l’irritazione di un momento per l’indecenza di coloro che avevano fatto “della casa del Padre mio un mercato!” (v. 16). Quel gesto è un segno che ormai è finito il tempo di un culto legato al sacrificio degli animali e all’offerta di cose per placare Dio. Quel gesto e il fatto che “il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo” (Mc 15,38) sono segni del definitivo superamento della religione giudaica. Da allora in poi, l’unico tempio è il corpo di Cristo, crocifisso e risorto: infatti, “Egli parlava del tempio del suo corpo” (v. 21).   

Il contatto con Lui  -l’unico Salvatore!-  avviene non più attraverso le strettoie di muri, sangue di animali, adempimento meccanico, quasi magico, di riti esterni, ma nell’intimo di ogni persona, “in spirito e verità” (Gv 4,23). Per il cristiano, in modo particolare, il contatto ha luogo nella fede e nei segni sacramentali. L’unico culto gradito a Dio parte dal cuore contrito, come nel pubblicano (Lc 18,13-14), e da un cuore riconciliato: “va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5,24). A ragione, quindi, San Paolo esorta i cristiani “a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale” (Rm 12,1). Questo messaggio apre fruttuose prospettive per la Missione, per il dialogo interreligioso e per l’inculturazione del Vangelo. Le vie al contatto salvifico con Cristo Salvatore non sono riservate soltanto ad alcuni, ma sono aperte a tutte le genti: a chiunque cerca Dio con cuore sincero.

Oltre al culto, possiamo leggere, in prospettiva missionaria universale, anche gli impegni della vita morale. I 10 Comandamenti (I lettura) hanno il loro fondamento nella legge naturale, che è anteriore alla rivelazione di Dio nella Bibbia e nella Chiesa. Questa verità ha un’importanza straordinaria per il dialogo tra i popoli e per il lavoro dei missionari. I Comandamenti sono patrimonio spirituale ed etico di tutta l’umanità, anche se la Rivelazione cristiana viene a darci una maggiore certezza e completezza nella comprensione della legge naturale stessa.

È quanto insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica. “I 10 Comandamenti appartengono alla Rivelazione di Dio. Al tempo stesso ci insegnano la vera umanità dell'uomo. Mettono in luce i doveri essenziali e, quindi, indirettamente, i diritti fondamentali inerenti alla natura della persona umana. Il Decalogo contiene una espressione privilegiata della legge naturale: «Fin dalle origini, Dio aveva radicato nel cuore degli uomini i precetti della legge naturale. Poi si limitò a richiamarli alla loro mente. Fu il Decalogo» (Sant’Ireneo di Lione). Quantunque accessibili alla sola ragione, i precetti del Decalogo sono stati rivelati. Per giungere ad una conoscenza completa e certa delle esigenze della legge naturale, l'umanità peccatrice aveva bisogno di questa rivelazione: «Una completa esposizione dei comandamenti del Decalogo si rese necessaria nella condizione di peccato, perché la luce della ragione si era ottenebrata e la volontà si era sviata» (San Bonaventura). Noi conosciamo i comandamenti di Dio attraverso la Rivelazione divina che ci è proposta nella Chiesa, e per mezzo della voce della coscienza morale”. (CCC, nn. 2070-2071).

San Giuseppe (siamo vicini alla sua festa) è entrato in modo singolare nel mistero pasquale di Gesù, di Maria e della Chiesa, della quale è Patrono universale. Egli è modello insigne di ricerca, ascolto e fedeltà a Dio, al quale ha offerto il culto del suo cuore sincero con una vita esemplare.

Parola del Papa

(*)  “I falsi profeti sono come ‘incantatori di serpenti’, ossia approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro. Quanti figli di Dio sono suggestionati dalle lusinghe del piacere di pochi istanti, che viene scambiato per felicità! Quanti uomini e donne vivono come incantati dall’illusione del denaro, che li rende in realtà schiavi del profitto o di interessi meschini! Quanti vivono pensando di bastare a sé stessi e cadono preda della solitudine!”
Papa Francesco
Messaggio per la Quaresima 2018

Sui passi dei Missionari

- 6/3: S. Olegario di Tarragona (Spagna, +1137), vescovo di Barcellona e di Tarragona, allorché questa antica sede fu liberata dalla dominazione dei Mori.

- 7/3: Ss. Perpetua e Felicita, martirizzate a Cartagine (+203), sotto l’imperatore Settimio Severo.

- 7/3: B. Giuseppe Olallo Valdés (1820-1889), cubano, religioso dell’Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio (‘Fatebenefratelli’), sempre attento ai sofferenti e bisognosi.

- 8/3: S. Giovanni di Dio (1495-1550), religioso portoghese, fondatore dell’Ordine dei Fratelli Ospedalieri (i ‘Fatebenefratelli’), protettore degli ospedali, patrono dei malati e degli infermieri.

- 8/3: Giornata Internazionale della Donna; fu istituita nel 1910 e divenne Giornata ONU nel 1975.

- 9/3: Ss. Quaranta Soldati cappàdoci, martirizzati a Sebaste (Armenia, +320).

- 9/3: S. Domenico Savio, ragazzo educato da S. Giovanni Bosco e morto a 14 anni (+1857).

- 10/3: S. Giovanni Ogilvie (Scozia, 1579-1615), sacerdote gesuita, martire, il primo santo scozzese canonizzato dopo la Riforma.

- 10/3: B. Elia del Soccorso Nieves del Castillo, sacerdote agostiniano, martirizzato a Cortázar (Messico, +1928), assieme ad altri durante la persecuzione.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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