Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù: 8 giugno

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In questa solennità, celebrata normalmente il terzo venerdì dopo la Pentecoste [l'8 giugno 2018], viviamo una tipica festa di devozione: essa celebra l’uomo-Dio Gesù Cristo nel suo amore infinito verso l’umanità, simboleggiato nel cuore. Si tratta della devozione che si sviluppa nei secoli XII e XIII al cuore di Cristo crocifisso, trafitto dalla lancia.

Nel secolo XVI i Gesuiti e nel XVII gli Oratoriani francesi fanno propria la devozione al cuore di Gesù e ne favoriscono il culto. L’oratoriano Giovanni Eudes (+ 1680) è il primo a celebrare, nel seno della sua comunità e col permesso del vescovo di Rennes, una festività in onore del Cuore di Gesù (20 ottobre 1672).

Danno poi nuovo impulso a questa devozione le apparizioni avute da santa Margherita Maria Alacoque (+1690) dell’ordine della Visitazione in Paray-le-Monial, incaricata dal Cristo di adoperarsi per l’introduzione di una festa del Cuore di Gesù il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, e per la pratica dei primi venerdì del mese e dell’Ora santa. Roma si oppose per circa 100 anni a questa iniziativa. Clemente XIII nel 1765 concesse la celebrazione della festa ai vescovi polacchi.

Pio IX nel 1856 la introdusse obbligatoriamente per tutta la Chiesa. Leone XIII nel 1899 ne elevò il grado e ordinò, per l’imminente inizio del nuovo secolo, la consacrazione del mondo al sacratissimo Cuore di Gesù. Il cuore è il centro simbolico, primordiale, della totalità psicosomatica della persona. L’oggetto della devozione al Sacro Cuore è quindi il Signore con riguardo alla riparazione: mentre i precedenti formulari di preghiere erano caratterizzati dal ricorrere della passione di Cristo e dalla mistica del Cantico dei cantici, i testi di Pio XI del 1928 rilevano maggiormente il pensiero dell’espiazione e esprimono la convinzione che rendendo a Cristo “l’omaggio della nostra fede, adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione”. La messa del nuovo Messale riprende in gran parte i testi di Pio XI. Nuovo è soprattutto il testo del prefazio, che ha una particolare ispirazione scritturale e patristica: “Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, e dalla ferita del suo fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza”. Lo stesso nuovo Messale Romano del 1970 arricchisce il formulario Cogitationes di Pio XI con nove letture bibliche distribuite in tre anni. Il tema predominante in queste letture è l’amore rivelato e donato in Cristo Gesù: il mistero della salvezza è visto infatti nella sua dimensione cristologia.
Don Joseph Ndoum

Il culmine dell’amore

L'oggetto sensibile e materiale della nostra devozione è proprio il Cuore di Gesù. Vi è anche un oggetto spirituale, che è parte essenziale del culto tributato a questo Cuore divino; questo è l'amore di Gesù per noi. Gesù ha amato tutta l'umanità da quando morì per tutti! Ma fino a che punto Egli ci ha amati? Chi può capire la grandezza del suo amore? Non è questo un Dio che ci ama con amore infinito? Un Dio come Lui potrebbe fare di più? In verità, Egli ci ha amati fino alla fine; Egli ci ha amato a dismisura, sì, l'eccesso massimo dell'amore. Tutti questi segni di amore provengono dal Cuore di Gesù. E' dal Suo Cuore.

Amiamo, quindi, Colui che ci ha amati senza limiti; il nostro amore dovrebbe essere un fuoco che consuma, che divora ogni terreno affetto, e ci permette di sfidare i poteri congiunti del mondo e dell'inferno. "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? La tribolazione? O l’angoscia? O la carestia? O la nudità? O il pericolo? O la persecuzione? O la spada? Sono sicuro che né la morte, né la vita, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore." (Rom., VIII, 35, 39).

Il desiderio di nostro Signore, è che il suo Sacro Cuore venga onorato per rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione'. E' questa l'intuizione di Margherita Maria Alacoque che contribuirà alla nascita della devozione al Sacro Cuore e permetterà – in un periodo storico nel quale la liturgia è ancora in latino e la teologia materia astratta – di avvicinare il popolo più semplice al messaggio evangelico. Nata in Borgogna nel 1647 e divenuta orfana in giovane età, Margherita trova nel collegio delle Clarisse di Charolles un ambiente ideale per poter studiare e formarsi cristianamente. Sorge in lei il desiderio di consacrarsi alla vita religiosa, e dopo una lunga malattia, all’età di 24 anni – anche contro il parere della famiglia – entra nel Convento di Paray-le-Monial. Quando il 17 ottobre 1690 Margherita morirà, all’età di 43 anni, non avrà potuto conoscere l'esito del suo operato nella chiesa, di aver fatto rifiorire la vera immagine di un Dio, che si rivela nel cuore di carne del Verbo fatto uomo.