Giovedì 28 giugno 2018
Più di 770.000 bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione grave nel centro della Repubblica Democratica del Congo. Lo denunciano i Vescovi del Kasai, che riprendono le statistiche pubblicate di recente dall’UNICEF. I Vescovi sottolineano che l’insicurezza e le violenze legate al movimento di guerriglia che si richiama a Kamuina Nsapu hanno provocato una gravissima crisi umanitaria nell’area. [Testo: Agenzia Fides e foto: InfoANS].

La diocesi interessate sono l’arcidiocesi di Kananga e le diocesi di Luiza, Luebo e una parte di quella di Mweka. Durante le loro visite pastorali, i Vescovi locali hanno constatato personalmente il dramma umanitario e lo stato di grave malnutrizione delle popolazioni. “Il fenomeno (della malnutrizione) è ben visibile nei territori di Dibaya, Dimbelenge, nella stessa città di Kananga oltre che nel Territorio dei Kazumba, a cavallo delle diocesi di Luiza e Luebo. A Kananga diverse parrocchie accolgono i bambini malnutriti” ha affermato Sua Ecc. Mons. Marcel Madila, Arcivescovo di Kananga. Mons. Madila ha lanciato un appello per “un intervento urgente e massiccio, perché sta iniziando un periodo difficile, la stagione secca. Se i bambini non sono assistiti ora, si rischia di avere migliaia di morti”.

Il Focal Point del Kasai di Caritas Congo sta lavorando a stretto contatto con le 8 Caritas diocesane della Provincia ecclesiastica di Kananga per preparare un piano di risposta per questa crisi, i cui effetti saranno probabilmente peggiori dell'epidemia di Ebola. "La malnutrizione è destinata ad aggravarsi con l'avvio della stagione secca, periodo durante il quale di solito c'è una carenza di cibo nelle famiglie", ha affermato Emmanuel Mbuna, coordinatore nazionale del dipartimento di emergenza di Caritas Congo.

Kamuina Nsapu è un capo tradizionale del territorio di Dibaya, a 75 km a sud-est di Kananga, capoluogo del Kasai Centrale, ucciso il 12 agosto 2016, nel corso di un’operazione militare intrapresa dalle forze di sicurezza. I suoi seguaci si sono organizzati in milizie ed hanno iniziato ad attaccare non solo i militari ma anche la popolazione civile. La rivolta si è rapidamente diffusa anche in diverse altre province limitrofe, come il Kasai Orientale, il Kasai e il Lomami, provocando la fuga degli abitanti di diversi villaggi.
[L.M. – Agenzia Fides]