Lunedì 10 settembre 2018
“Gesù capovolge il modo di sentire comune del suo tempo affermando che chi vuol essere primo deve farsi servo di tutti. Un cambio di prospettiva. L’invito è quello di essere servi e discepoli, senza vie di mezzo (compromessi). Il servire tocca tutta la persona del discepolo: è un elemento che fa parte della sua identità e che coinvolge tutto il suo essere”. Con queste parole ha incominciato p. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del Pime, la giornata di ritiro che ha dato inizio ai lavori dell’Assemblea intercapitolare dei Missionari Comboniani che si svolgerà dal 9 al 29 settembre presso la loro Casa Generalizia a Roma.

Prima sessione:
L’autorità come servizio e come rapporto con gli altri

Testo biblico: Mc 10,35-45

Un aspetto presente nella Bibbia è che Dio si fa servo. È Dio a servizio delle persone e non le persone a suo servizio. La chiesa è maestra nella misura in cui si fa serva.

Gesù nel vangelo si identifica con due animali: la chioccia che custodisce i suoi figli sotto le sue ali e l’asino, animale mansueto, simbolo del servizio perché in grado di portare i pesi degli altri. L’asino ha anche orecchi molto grandi: l’importanza dell’ascolto. L’incrocio tra un asino e un cavallo da un mulo sterile. Il superiore che non prende mai decisioni diventa sterile.

Chi svolge il servizio dell’autorità più che parlare deve saper ascoltare. Lo Spirito, il giorno di Pentecoste, ha guarito la sordità degli apostoli dando loro la capacità di sapere ascoltare prima di parlare lingue diverse. Come superiore a che cosa presto orecchio? Da quello che ascoltiamo, parliamo. A volte possiamo avere delle ossessioni visive: vedo solo quello che voglio vedere. C’è anche l’ossessione del desiderio, cioè l’ansia di realizzare soltanto i propri desideri dimenticando facilmente quegli degli altri. C’è un’ossessione acustica che rende il nostro orecchio disponibile ad ascoltare sempre le stesse cose. La vera sfida non è tanto l’annuncio del vangelo, ma il suo ascolto.

Alcuni punti sul servizio dell’autorità:

  • L’autorevolezza nasce da scelte coraggiose ed evangeliche.
  • I superiori devono essere testimoni di gioia e non tristi e pessimisti. "Una sequela triste di Cristo è una triste sequela” (Papa Francesco).
  • Il superiore dev’essere un costruttore di comunità e di relazioni. Saper intervenire (essere attenti) sui pericoli che distruggono o indeboliscono la vita della comunità: a) la noia e l’abitudine, b) l’attività eccessiva, c) la mancanza di carità tra i confratelli, d) l’eccesso di buone azioni.
  • Il superiore come uomo del discernimento che aiuta a conoscere prima se stessi per meglio conoscere gli altri. Discernere per conoscere (saper leggere) il tempo e le situazioni in cui ci troviamo e svolgiamo la nostra attività missionaria. Discernere per rafforzare il confronto con gli altri, l’unico modo per intrecciare diversi punti di vista. Ogni discernimento deve portare a una decisione.

Seconda sessione:
L’autorità come servizio d’amore
e come costruzione di nuovi rapporti con i confratelli

A volte viviamo con Dio un “rapporto commerciale” (do ut des), ma Lui ama gratuitamente. L’amore di Dio è come la pioggia che cade su tutti. Lui ama tutti. L’amore del superiore dev’essere dono, soprattutto per chi ne ha più bisogno. Un Dio che non amasse colui che sbaglia che Dio sarebbe?  L’amore per poter germogliare deve prima morire. Saper morire per il confratello che sbaglia. Gesù ha donato la sua vita per noi.

Se uno ti colpisce la guancia destra porgi l’altra”. Questa frase di Gesù sottolinea che tutte le relazioni sono recuperabili. Il missionario oggi è colui che è testimone di relazioni, soprattutto in un contesto in cui le relazioni sono ferite. Sono le relazioni umane e fraterne a lasciare il segno e fanno testimonianza. La guancia nella bibbia è la parte più nobile, quella che ci distingue dagli altri. Essere colpito sulla guancia è l’offesa più grande che si possa fare. Porgere la guancia destra significa ricordare, anche dopo molto tempo, l’offesa ricevuta. Porgere invece la guancia sinistra significa offrire il perdono a colui che ti ha offeso. Attraverso questo gesto, Gesù offre la possibilità di creare un nuovo rapporto tra le persone. Noi di fronte alle relazioni ferite quale guancia mostriamo? Quante facce abbiamo? Il superiore è l’uomo della misericordia.

Luca 22,14-23. L’eucaristia come luogo dove vivere relazioni fraterne. Gesù non celebra da solo, ma porta con se i discepoli tra cui Giuda il traditore. L’eucaristia non si celebra solo con i buoni, ma anche con chi parla male di te o ti tradisce. L’eucaristia avviene in uno dei momenti più difficili della vita di Gesù. È lui a insegnarci come gestire i rapporti difficili, soprattutto con le persone che ti vivono accanto. Noi missionari come gestiamo una relazione difficile o ferita? L’eucaristia ci dice che nessuna relazione finisce per sempre. Sono le relazioni difficili ma non le persone. Mai ad etichettare le persone come “difficili”. Gesù, con l’amore, trasforma un tradimento in un dono. La preoccupazione di Gesù risiede nella sua capacità di amare ed è questo amore che può cambiare le comunità.

I verbi dell’eucaristia:

  • Si alza”. Di fronte a un problema Gesù non rimane seduto o scappa, ma lo affronta. Gesù si alza per servire la comunità (Vangelo di Giovanni). Supera il conflitto attraverso il servizio.
  • Prese il pane”. Gesù prende in mano la sua vita e la sua storia. Anche noi siamo chiamati a prendere la nostra vita e la nostra storia riscattando gli aspetti positivi che essa contiene. In Gesù non troviamo nessun lamento.
  • Benedice”. Gesù "dice bene” degli altri.
  • Rese grazie”. Gesù ci invita a ringraziare per tutto quello che abbiamo, per i confratelli che ci sono accanto.
  • Spezzare il pane”. Vivere/spezzare la nostra vita per gli altri. Un impegno che va rinnovato sempre.
  • Lo diede”. Chiederci se siamo un peso o un dono per gli altri.
  • Fate questo in memoria di me”. L’eucaristia ci scomoda verso l’altro, ci invita il più bisognoso sull’esempio del buon samaritano.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Messa presieduta da p. Ferruccio Brambillasca.