XXVII Domenica del Tempo Ordinario – (B): Missione è non vergognarsi di chiamarli fratelli

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Con linguaggio poetico e mitico, la Parola di Dio ci rivela verità luminose circa l’essere umano uomo e donna circa la famiglia e il cosmo.

Missione è non vergognarsi di chiamarli fratelli

Genesi  2,18-24; Salmo  127; Ebrei  2,9-11; Marco  10,2-16

Riflessioni
Con linguaggio poetico e mitico, la Parola di Dio ci rivela verità luminose circa l’essere umano
uomo e donna circa la famiglia e il cosmo. La prima verità è che Adamo non si è creato da sé: è Dio che l’ha creato (I lettura). La parola Adamo, in questo caso, vuol dire uomo e donna. Questo Adamo (l’uomo e la donna) vive nella solitudine, alla quale Dio stesso  pone rimedio: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda» (v. 18). Al limite, stando al testo biblico, si potrebbe dire che neppure Dio sia sufficiente per riempire la solitudine di Adamo. Per la sua esistenza storica, Adamo ha bisogno anche di cose, di animali, piante… che il Creatore gli fornisce in quantità nel fascino dell’universo, dandogli anche il potere di imporre il nome agli esseri viventi, cioè il potere di tenerli sotto la sua custodia (v. 19). In base alla teologia biblica, tale potere di dominio sulle cose create da Dio corrisponde, naturalmente, all’essere umano nella sua completezza di uomo e donna, con uguale dignità. Dominio-custodia significa uso, non abuso.

Dio, che ha chiamato Adamo alla vita, lo chiama ora alla comunione, ad una vita di incontri e di relazioni che portino la persona umana alla crescita, in pienezza e maturità. Adamo, infatti, non è soddisfatto con il dominio sulle cose: cerca un aiuto che gli corrisponda (v. 20), in piena alterità e uguaglianza. Dio stesso presenta all’uomo tale aiuto, la donna, Eva, alla quale l’uomo sente di non poter imporle il nome, cioè di dominarla, perché la riconosce uguale a sé, parte di se stesso: “osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne” (v. 23). Sono ambedue uguali in dignità, chiamati ad una piena comunione di vita. Il primigenio progetto del Creatore era splendido, ma il peccato umano è venuto a rompere l’equilibrio dei rapporti tra eguali: al rispetto è subentrata la volontà di dominio di un coniuge sull’altro, con le risapute sequele dolorose. Gesù (Vangelo), dopo aver rimproverato la sua gente “per la durezza del cuore” (v. 5), ha cercato di riportarli al progetto iniziale di Dio. Purtroppo, con scarsi risultati, allora e fino ai nostri giorni.

Il Concilio Vaticano II ha parole che illuminano la dignità e la santità del matrimonio e della famiglia: “L'intima comunità di vita e d'amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dall'alleanza dei coniugi, vale a dire dall'irrevocabile consenso personale. E così, è dall'atto umano col quale i coniugi mutuamente si donano e si ricevono, che nasce, anche davanti alla società, l'istituzione del matrimonio, che ha stabilità per ordinamento divino. In vista del bene dei coniugi, della prole e anche della società, questo legame sacro non dipende dall'arbitrio dell'uomo. Perché è Dio stesso l'autore del matrimonio, dotato di molteplici valori e fini: tutto ciò è di somma importanza per la continuità del genere umano, il progresso personale e la sorte eterna di ciascuno dei membri della famiglia, per la dignità, la stabilità, la pace e la prosperità della stessa famiglia e di tutta la società umana” (Gaudium et Spes, 48). A tal fine, la preghiera della Chiesa si fa insistente, “perché l’uomo e la donna siano una vita sola, principio dell’armonia libera e necessaria che si realizza nell’amore” (orazione colletta).

La vita condivisa dell’uomo e della donna nel matrimonio non è soltanto in vista del bene della coppia, ma ha una irradiazione missionaria sui figli, sull’ambiente sociale ed ecclesiale. Dopo aver parlato della famiglia, Gesù si rivolge subito ai bambini, ai giovani, e più in generale ai deboli e ai poveri, dando loro affetto, protezione, stima, benedizioni (v. 13-16). Gesù è entrato pienamente nel tessuto e nei meandri della storia degli uomini, facendosi solidale con essi, condividendone l’origine e le sofferenze. Fino al punto che l’autore della lettera agli Ebrei (II lettura), con parole commoventi, afferma che Cristo, “per questo non si vergogna di chiamarli fratelli” (v. 11). Cristo non esclude nessuno da questa relazione fraterna. Fosse anche una persona biasimevole e lontana! È un appello forte per tutti nel mese missionario e per il Sinodo dei vescovi sui giovani, come afferma Papa Francesco nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2018: “Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti”. (*)

Parola del Papa

(*)  “Cari giovani, …ho la certezza che la fede cristiana resta sempre giovane quando si apre alla missione che Cristo ci consegna. «La missione rinvigorisce la fede» (RMi, 2), scriveva san Giovanni Paolo II, un Papa che tanto amava i giovani e a loro si è molto dedicato. L’occasione del Sinodo che celebriamo a Roma in questo mese missionario ci offre l’opportunità di comprendere meglio, alla luce della fede, ciò che il Signore Gesù vuole dire a voi giovani e, attraverso di voi, alle comunità cristiane”.
Papa Francesco
Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2018

Sui passi dei Missionari

- 7/10: Festa della Madonna del Rosario: preghiera popolare atta a far rivivere i misteri della vita di Cristo e di Maria, in sintonia con le gioie, dolori, speranze e problemi del mondo intero.

- 7/10: B. Giuseppe Toniolo (Italia, 1845-1918), sposo e padre di sette figli, economista e sociologo, professore, educatore e giornalista; favorì l’inserimento dei cattolici in politica e nelle attività culturali; promosse l’Azione Cattolica e fondò le Settimane Sociali dei cattolici.

-7/10: Desmond Tutu (nato nel 1931), teologo sudafricano, arcivescovo anglicano emerito di Città del Capo, attivista contro il sistema dell’apartheid e in favore dei diritti umani. Ricevette il Premio Nobel della Pace (1984), il Premio Pacem in Terris (1987) e molti altri premi internazionali.

- 8/10: S. Giovanni Calabria (1873-1954), sacerdote di Verona, fondatore di due Congregazioni della Divina Provvidenza, a favore dei giovani, i poveri e gli ammalati.

- 9/10: S. Ludovico Bertrán (1526-1581), sacerdote domenicano spagnolo, missionario in Colombia, dove evangelizzò i popoli indigeni e ne prese le difese davanti agli oppressori.

- 9/10: S. Giovanni Leonardi (1541-1609), fondatore dei Chierici Regolari della Madre di Dio. Con il prelato spagnolo G. B. Vives, fondò a Roma una scuola per futuri missionari ad gentes, precorritrice del Collegio di Propaganda Fide (1627).

- 10/10: S. Daniele Comboni (1831-1881), primo vescovo-Vicario apostolico dell’Africa Centrale; elaborò un Piano per “salvare l’Africa per mezzo degli Africani” (1864) e fondò due istituti missionari. Morì a Khartoum (Sudan) all’età di 50 anni. Il suo motto era: “Africa o morte!”.

- 11/10: S. Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1881-1963), il “Papa buono”, che annunciò (1959) e inaugurò il Concilio Vaticano II, l’11 ottobre 1962. Portò a Roma una sensibilità nuova nei rapporti ecumenici, sulle questioni sociali, sull’attività missionaria e soprattutto sulla pace con l’enciclica Pacem in terris (1963).  

- 11/10: Memoria di Luis de Bolaños (1549-1629), francescano spagnolo, missionario per 50 anni in Paraguay, soprattutto fra i guaranì; studiò la loro lingua, ne scrisse la prima grammatica e alcuni sussidi per l’evangelizzazione; pose le basi del metodo pastorale delle ‘riduzioni’.

- 12/10: Festa della “Aparecida”, immagine di Maria patrona del Brasile, molto cara agli afrobrasiliani.

- 12/10: Memoria di 4966 martiri e confessori (+483) durante la persecuzione dei Vandali del re ariano Unnerico nell’Africa settentrionale.

- 12/10: Arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492), inizio della conquista coloniale del continente e dell’evangelizzazione del Nuovo Mondo.

- 12/10: Ricordo di Simon Kimbangu (+1951), fondatore della Chiesa indipendente kimbanguista in Congo.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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