XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – (B): Carità e condivisione: anima della Missione

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Giovedì 11 ottobre 2018
“Nel mondo ci sono abbastanza beni per i bisogni di tutti, ma non abbastanza per l’avidità di ognuno” (Gandhi). Parole di un non cristiano, in sintonia con il severo insegnamento di Gesù circa l’uso dei beni materiali e il pericolo delle ricchezze. L’evangelista Marco accompagna il catecumeno e il discepolo alla scoperta progressiva della “bella notizia di Gesù, Cristo, Figlio di Dio” (1,1), rivelandone gradualmente l’identità attraverso i miracoli e gli insegnamenti.

Carità e condivisione: anima della Missione

Sapienza  7,7-11; Salmo  89; Ebrei  4,12-13; Marco  10,17-30

Riflessioni
“Nel mondo ci sono abbastanza beni per i bisogni di tutti, ma non abbastanza per l’avidità di ognuno” (Gandhi). Parole di un non cristiano, in sintonia con il severo insegnamento di Gesù circa l’uso dei beni materiali e il pericolo delle ricchezze. L’evangelista Marco accompagna il catecumeno e il discepolo alla scoperta progressiva della “bella notizia di Gesù, Cristo, Figlio di Dio” (1,1), rivelandone gradualmente l’identità attraverso i miracoli e gli insegnamenti. Nella sezione centrale del suo Vangelo, Marco inserisce le richieste più esigenti della morale cristiana, che egli raggruppa intorno a tre temi: le condizioni per seguire Gesù (rinnegare se stessi, prendere la croce: 8,32-38); l’uso dei beni materiali (il pericolo delle ricchezze, la ricompensa a chi lascia i beni terreni: 10,17-31); le esigenze della vita familiare (indissolubilità del matrimonio, amore e rispetto per i bambini: 10,2-16).

I tre temi sono scanditi da tre annunci della passione e della risurrezione (8,31; 9,31; 10,32-34); e sono inseriti tra due miracoli di Gesù che apre gli occhi di due ciechi: il cieco di Betsaida (8,22-25) e il cieco di Gerico (10,46-52). Significative sono le parole che Gesù dice a questo cieco: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. Il cieco, guarito, diventa discepolo e segue Gesù. Nel Vangelo odierno, Marco dice che il cammino della morale cristiana  -e quindi, la salvezza!-  è “impossibile agli uomini, ma non a Dio!” (v. 27). Tutto è possibile a Dio, il quale ci apre gli occhi sul cammino da seguire e, con la fede, ci dà la forza di seguirlo.

Cristo invita a mettere al primo posto le persone, non i beni materiali; Egli è per i poveri, ma contro la miseria; la povertà che Egli propone è soprattutto in vista della comunione; i beni hanno senso soltanto se sono segni e strumenti di incontro con gli altri, nella condivisione. Gesù non condanna in modo assoluto le ricchezze, non fa l’elogio della miseria e della fame, ma insegna come usare i beni: con onestà, giustizia e carità. Al giovane del Vangelo, che “possedeva molti beni” (v. 22) ed era un fedele osservante dei comandamenti (v. 20), il Maestro rivolge uno sguardo pieno d’amore (v. 21), invitandolo ad andare oltre l’osservanza della legge, a fare un salto di qualità: entrare, cioè, nella logica della carità e della condivisione dei beni con i poveri. In questo modo si afferma la propria libertà di fronte alle cose, che pure sono belle e buone, senza, però, rimanerne dipendenti o prigionieri. Solo così la vita è vissuta con gratuità: come dono e condivisione con gli altri. Nella sequela del Signore si scopre la ricchezza e la gioia del Tesoro (v. 21), che non sono le cose, ma una Persona, il Signore.

L’uomo saggio (I lettura) scopre che la Sapienza che viene da Dio vale più delle ricchezze, più della salute e della bellezza (v. 9-10). La parola di Dio “viva, efficace” (II lettura), che scandaglia il senso delle cose e la profondità del cuore umano (v. 12), porta a capire che nel cristianesimo la virtù principale non è la povertà e neppure il lasciar tutto, ma la carità, intesa come donazione di se stessi e delle proprie cose per un servizio d’amore agli altri. Per questo la carità è l’anima della Missione: l’amore spinge alla missione e alla solidarietà. La carità è segno e strumento di comunione fra le Chiese, nello scambio di doni. Il giovane andò da Gesù per avere, e Gesù gli insegna a dare, a condividere, aiutare i bisognosi. Questa è la via che porta al Tesoro. (*) 

Le parole di Gesù al giovane ricco hanno una risonanza speciale nell’ottobre missionario: Va’, da’ ai poveri, vieni, seguimi… La missione è un andare, è sempre un uscire da se stessi, è gioire nella scoperta del Tesoro che riempie la vita, è sentire l’urgenza di comunicare un Tesoro così prezioso, è scoprire che gli altri sono più importanti delle nostre cose, è condividere beni spirituali e materiali con i più bisognosi. (**) È questa la missione che dà senso pieno alla vita e sapore nuovo alla famiglia umana. Ne danno testimonianza grandi missionari, che il calendario ricorda nel mese di ottobre: Teresa del Bambino Gesù, Francesco d’Assisi, Daniele Comboni, Giovanni XXIII, Teresa d’Avila, Ignazio di Antiochia, l’evangelista Luca, i santi martiri canadesi, Laura Montoya, Antonio Maria Claret e i nuovi santi che il Papa proclama in questa domenica: San Paolo VI, San Oscar Arnulfo Romero Galdámez, martire, arcivescovo di San Salvador (El Salvador) e altri quattro beati.

Parola del Papa

(*)  “Come vincere la mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel diverso, nel migrante un pericolo, il male, il pericolo da cacciare? Si vince con l’abbraccio, l’accoglienza,  il dialogo,  l’amore, che è la parola che apre tutte le porte”.
Papa Francesco ai giovani del Sinodo, in Sala Nervi, 6.10.2018

(**)  “La trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il ‘contagio’ dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita. La propagazione della fede per attrazione esige cuori aperti, dilatati dall’amore… E tale espansione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari”.

Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, 2018

Sui passi dei Missionari

- 14/10: Papa Francesco proclama Santi il Papa Paolo VI, Oscar Arnulfo Romero Galdámez, martire, arcivescovo di San Salvador (El Salvador) e altri cinque beati.

- 15/10: S. Teresa di Gesù di Avila (1515-1582), riformatrice del Carmelo e fondatrice di nuovi monasteri; è dottore della Chiesa per la sua profonda esperienza mistica del mistero di Dio.

- 16/10: S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690), del monastero francese della Visitazione a Paray-le-Monial, dove ebbe speciali apparizioni del S. Cuore, del quale promosse anche la Festa.

- 16/10: B. Agostino Thevarparampil (1891-1973), sacerdote dell’India, conosciuto con il nome popolare di “Kunjachan” (piccolo prete). Battezzò più di 5000 “dalits” (intoccabili), gli ultimi nel sistema delle caste in India.

- 16/10: Giornata Mondiale dell’Alimentazione, organizzata dall’ONU-FAO (1945).

- 17/10: S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire, condannato dall’imperatore Traiano ad bestias, a Roma (+107).

- 17/10: Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria (ONU 1992). Fin dal 1956 il movimento internazionale “ATD Quarto mondo”, fondato dal sacerdote francese P. Joseph Wresinski, ripudia la miseria in quanto “violazione dei diritti umani”.

- 18/10: S. Luca, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, compagno di S. Paolo nella missione in Macedonia e altrove (Atti 16,10s.). Il suo corpo è venerato nella Basilica di S. Giustina a Padova.

- 19/10: Ss. Giovanni di Brébeuf, Isaac Jogues, sacerdoti gesuiti, e altri sei missionari tra gli Uroni e gli Irochesi nella frontiera atlantica tra USA e Canadà, martirizzati negli anni 1642-1649).

- 19/10: S. Paolo della Croce (1694-1775), sacerdote italiano del Piemonte, fondatore dei Passionisti; promosse missioni popolari con il messaggio della Passione di Cristo.

- 19/10: B. Giorgio (Jerzy) Popieluszko (1947-1984), martire, sacerdote polacco, zelante e coraggioso ministro del Vangelo, ucciso in odio alla fede.

- 19/10: Ricordo di Capitini Aldo (1899-1968) filosofo italiano, poeta, attivista politico, antifascista, educatore; fu chiamato il “Gandhi italiano”, perché ne assunse la dottrina sulla nonviolenza. Cominciò a scrivere ‘nonviolenza’, ‘nonmenzogna’ in una sola parola, perché la nonviolenza è un valore autonomo e positivo, è uno stile di vita e una metodologia per il cambiamento sociale.

- 20/10: Bb. Davide Okelo e Gildo Irwa (+1918), giovani catechisti e martiri (di 16 e 12 anni), uccisi a Paimol (Kalongo), una delle prime missioni dei Comboniani nel Nord dell’Uganda.

- 21/10: Giornata Missionaria Mondiale, con il tema per il 2018: “Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti”.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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