P. D’Olimpio Riziero
Luogo di Nascita: Petrella Salto (Italia)
Voti temporanei: 09/09/1962
Voti Perpetui: 00/00/0000
Ordinazione: 30/03/1963
Data Decesso: 02/06/2012
Luogo Decesso: Milano-Italia
P. Riziero D’Olimpio era nato il 25 ottobre 1935 a Petrella Salto (Rieti), quarto di sette fratelli. Dopo i primi anni di studio nel Seminario Vescovile di Rieti, frequentò il liceo e i primi tre anni di Teologia nel Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Assisi. Il 22 settembre 1960 entrò nel Noviziato comboniano di Firenze, anche se – come lasciò scritto – “nella mia famiglia sono tutti contrari, ma adesso cominciano a rassegnarsi”. Emise i primi voti il 9 settembre 1962 e fu destinato a Verona per continuare gli studi del quarto anno di Teologia nel Seminario Vescovile. Ordinato sacerdote da Mons. Giuseppe Carraro il 30 marzo 1963, fu subito destinato a Gozzano, con l’incarico di economo e animatore missionario.
Durante l’estate del 1965, P. Riziero si trovava a Firenze, dov’erano giunti alcuni studenti dalla Spagna, e gli fu chiesto di insegnare loro l’italiano. Ne approfittò per imparare un po’ di spagnolo, così fu destinato all’Ecuador, dove è rimasto per ben 43 anni, interrotti solo da due periodi in Spagna (1971-1973 e 1986-1990).
Passò i primi sei anni di missione nella parrocchia di Muisne, un “banco sabbioso” sulla sponda del Pacifico, poco sopra il livello del mare.
Nel 1968 avrebbe dovuto fare la professione perpetua ma P. Riziero chiese e ottenne di continuare a rinnovare i voti ogni anno, per vivere, come lui stesso affermava “con più entusiasmo e fervore la vita dell’Istituto e allo stesso tempo lavorare con più impegno e responsabilità”.
Dal 1971 al 1973 prestò il suo servizio in Spagna. Ritornato in Ecuador, dal 1973 al 1985 fu incaricato dell’educazione cattolica nel Vicariato Apostolico di Esmeraldas. A quel tempo era membro della comunità de La Merced con P. Umberto Rainoldi. Nel suo lavoro di economo, procuratore e costruttore di scuole elementari e superiori, nelle relazioni con i ministeri statali a Quito dove andava molto spesso per sbrigare faccende e ottenere qualche favore per la missione era… abilissimo. Portava sempre con sé conchiglie, medagliette, caramelle di cocco e altre piccole cose da regalare per ottenere “comprensione” per ciò che chiedeva.
Nel 1986 andò per la seconda volta in Spagna. Nel 1990, rinnovò i voti in Italia, davanti a P. Lorenzo Gaiga, e fece alcuni accertamenti medici, poi ritornò nella provincia dell’Ecuador, alla quale è appartenuto fino al 2004. Un grave incidente stradale nella città di Quito, assieme a P. Giuseppe Ricchieri, gli provocò l’affondamento dello sterno. Per lui, fu l’inizio di un declino fisico.
Rimase ancora alcuni anni nella comunità di El Carmen (Manabi) dove, comunque, pur essendo limitato nei movimenti, anche a causa del Parkinson, “si sentiva ancora un leone”. La sua ultima grande impresa fu ottenere, a dispetto dei tanti pareri contrari, la costruzione del ‘Colegio’ nell’isoletta di Chamanga, al confine sud di Esmeraldas. Per questa costruzione, dovette superare molte difficoltà, soprattutto per il trasporto del materiale. Inoltre, escogitava mille modi per autofinanziarsi.
Nel frattempo, però, le sue condizioni fisiche andavano peggiorando e aveva bisogno di una continua assistenza per cui, nel 2001, il provinciale, P. Enea Mauri, scrisse per informare che P. Riziero si era convinto a rientrare in Italia. Nel 2004, mentre si trovava già a Milano, fu assegnato definitivamente alla provincia italiana con una lettera di P. Teresino Serra che gli diceva: “Caro P. Riziero, sei presente nel mio cuore e nella mia mente e la mia preghiera è solo un piccolo segno di quella gratitudine che la Chiesa e l’Istituto ti devono”.
Anche alla malattia, comunque, ha guardato con speranza e fiducia, considerandola quasi una “compagna” dei suoi ultimi anni di missione, fino a quando è stato costretto a rientrare in Italia per farsi curare al Centro Ammalati di Milano. E anche negli anni trascorsi a Milano, continuava a informarsi sulla sua malattia, leggeva, scriveva a ricercatori, cercando i modi per rallentarne il decorso. È deceduto a Milano il 2 giugno 2012. I funerali solenni sono stati celebrati il 5 giugno e P. Riziero è stato sepolto al suo paese natale.
Nella sua vita, accanto al posto speciale riservato a san Daniele Comboni, ce n’era uno riservato a santa Filippa Mareri (com’è conosciuta comunemente pur essendo ancora beata), sua concittadina. Contemporanea di Francesco d’Assisi, dopo aver avuto con lui un incontro, diede inizio a Borgo San Pietro, suo paese natale, a una comunità contemplativa francescana di cui fa parte anche Sr. Assunta, sorella di P. Riziero. Quest’ultimo, crescendo all’ombra di santa Filippa, che viveva una vita di povertà e di abbandono in Dio, ha coniugato questi elementi con la forza missionaria e dinamica di Daniele Comboni.














