Indice Scritti
AL CARD. ALESSANDRO BARNABO'
AP SC Afr. C., v. 7, ff. 707-710v
Parigi, 25 febbraio 1865
Eminentissimo Principe!
[1010] La venerata lettera, che l'E.V. degnavasi inviarmi a Lione, contiene tre punti. 1º. Il mio Piano per la Rigenerazione della Nigrizia presenta molte difficoltà nella sua esecuzione. 2º. E' d'uopo che i Superiori delle varie Missioni delle Coste africane si uniscano e facciano il Piano per il Centro dell'Africa. 3º. Non apparisce la necessità o l'utilità di un nuovo Comitato.
Premesso il principio che io accolgo con sincera venerazione e con tutta sommissione il giudizio dell'E.V.R., approfitto dell'esimia sua bontà, che inspira coraggio e vera confidenza, e mi permetto di esternarle qualche piccola osservazione.
[1011] E innanzi tratto, io sono convinto che il Piano presenta molte difficoltà. Il problema, che io oso discutere, è per se stesso sommamente difficile: diciotto secoli non l'hanno ancora sciolto. Però questo grande problema essendo della più alta importanza, e degno di tutto il dévouement del Sacerdote cattolico, è appunto per le sue difficoltà che io mi sento eccitato a raddoppiare gli sforzi per meditarvi sopra, e muovere i più grandi uomini ad occuparsene, e destarne il più grande interesse, e provocare le più calde preghiere dei buoni per ottenere da Dio la grazia di veder qualche luce, e riuscire a preparare la via a qualche scioglimento. La lagrimevole miseria dei poveri negri pesa immensamente sul mio cuore, e non v'è sacrifizio che io non mi senta disposto ad abbracciare per il loro bene. Se l'Em. V. non approverà un Piano, io ne farò un altro: se non accoglierà questo, ne apparecchierò un terzo, e così di seguito fino alla morte.
[1012] Il cuore dell'Em. V. che più di tutti al mondo è infiammato pel bene delle Missioni e specialmente per l'Africa (e parlano eloquentemente le missioni africane fondate dall'E.V. nell'ultimo decennio), sarà tanto buono da compatire a questa mia insistenza. Forse una volta o l'altra riuscirò ad abbandonare la vasta regione delle idee per discendere al positivo di una pratica esperienza. Non ispero giammai di vedere un Piano per la Conversione dell'Africa Centrale che non offra grandi difficoltà. Se ogni Progetto di grandi Opere, come dimostra la Storia, è sempre accompagnato da qualche utopia, spererò io di vedere un progetto sull'Africa, problema difficilissimo, privo di utopie? Mi pare che per un'Opera di tanto impegno non sia inopportuno di tentare qualche cosa, anche attraverso a grandi difficoltà.
[1013] A riuscire a questo arduo scopo, io proponeva fra le altre cose, la cooperazione più o meno attiva dei Vicariati e Prefetture ap.liche già esistenti sulle coste dell'Africa, ove pure sussiste la razza etiope, perché, oltre a mille altri vantaggi, si potrebbero trovare dei punti confinanti all'Interno che si prestassero opportuni a stabilirvi nuove Missioni, ove si potrebbero concentrare più energiche forze per formarvi solide Cristianità. Comprendo come per ottenere questa cooperazione sì efficace, l'Em. V. nella sua saggezza opina che, trattandosi di Neri, opera alla quale devono concorrere tutte le Missioni delle Coste dell'Africa affidate a diverse Corporazioni religiose, ed assistite da Sacerdoti di diverse nazioni, è bene che i Superiori si accordino fra loro e ne formino il Piano.
[1014] Se i Superiori delle Missioni Africane potessero accordarsi e unirsi fra loro spontaneamente, e facessero un Piano, niente di meglio vi sarebbe al mondo. Ma io temo che questi Superiori, che sono abbastanza imbarazzati per le proprie Missioni, allo sviluppo delle quali sono concentrati i generosi loro pensieri, non si uniranno mai spontaneamente, senza essere invitati dall'Em. V. R.ma e dalla Propaganda. Se una persona particolare li ecciterà a fare un Piano e ad accordarsi fra loro a vantaggio di un'Opera assai ardua per le missioni dell'Interno, sulle quali non hanno giurisdizione, questi Superiori a tutta ragione si rifiuteranno. L'Em. V. soltanto può inspirare questo accordo e questa unione o confederazione, condizione assolutamente necessaria per realizzare qualche cosa di positivo per la Nigrizia Centrale; a questa condizione io credo che presterebbero la valida loro cooperazione.
[1015] Secondo il mio debole giudizio io sono convinto che sia più opportuno, che chi sudò per alcuni anni nell'Africa Centrale, ed ha più sicure cognizioni della vera condizione di quei remoti paesi, debba presentare un Piano per la Rigenerazione della Nigrizia. In tal caso la Propaganda pria di nulla decidere, parmi che non sia sconveniente che inviti ad esaminare il Piano per la rigenerazione dei popoli negri dell'Interno i varii Superiori delle Missioni delle coste africane, i quali certo comunicando i loro lumi e le loro osservazioni, frutto di una lunga esperienza della razza negra, potranno dare gran luce ad un problema sì arduo, e forse agevolare il metodo più sicuro per una utile realizzazione. Sono certo che l'Em. V. è tanto benigna da sopportare che io le apra questa mia opinione.
[1016] Del resto, mentre le esterno il mio sentimento che la salute della Nigrizia dipende dallo sviluppo della Fede sulle coste dell'Africa, e dall'unità di sistema applicato su tutti i punti atti per organizzare le opere preparatorie per le Missioni dell'Interno, oso ricordare che l'E.V.R. mi facea sperare a Roma di mandare per tale scopo una Circolare ai Capi delle Missioni Africane (e in tal caso meglio sarebbe di inviar la Circolare soltanto alle Missioni del Continente africano, e non già a quelle delle Isole, come sarebbe Seychelles, Madagascar, Mayotte, e Fernando Po); e ciò dopo essersi l'Em. V. assicurata dei mezzi pecuniarii e materiali. A me sembra che a questo punto l'Em. V. potrebbe fare l'ideata Circolare per tale scopo. Io sono sicuro dei mezzi materiali per la fondazione di parecchi Ist.i nelle Missioni, che attualmente si potrebbero prestare alla grand'Opera, perché è grande ed ammirabile l'interesse che sta sviluppandosi per tutta l'Africa, e che impegna in peculiar modo l'Opera della Propagazione della Fede di Lione e Parigi. Di ciò io ho prove irrefragabili. Di più, ho tutta la speranza che concorra la S. Infanzia, che già soccorre parecchie Missioni dell'Africa. L'Opera delle Scuole d'Oriente mi ha assicurato il suo speciale concorso.
[1017] La Società di Colonia, opera approvata dalla Chiesa per l'educazione dei neri, con lettera 6 corr.te, senz'essere da me richiesta, appena conosciute le mie idee da altri, mi ha offerta spontaneamente tutta la sua cooperazione. La Società di Maria di Vienna, che batte sempre il punto di soccorrere gli Austriaci, e le opere cattoliche austriaco-africane, si presterebbe assai bene, e promovendo maggior movimento nell'Impero Austriaco e nel Veneto, diverrebbe assai utile al piano. Ad assicurare l'Em. V. di tutto questo, io non oso, e non mi pare conveniente che io provochi queste Pie Opere, per darle documenti speciali. A Lei è dato di chiarirsene, ove interessi il loro concorso. Soltanto io posso presentare all'Em. V. il documento della Società di Colonia.
[1018] Frattanto io sono convinto che non si potrà mai organizzare per la conversione del Centro dell'Africa nessuna Opera stabile e duratura, senza prendere di mira tutta in generale la stirpe dei negri e formare una specie di confederazione fra le varie Missioni delle Coste africane per prestarsi scambievole aiuto, e stabilire un'unitá di sistema applicabile su diversi punti, che inspiri l'opera delle missioni dell'Interno; unità che la sola Propaganda può inspirare e promuovere. La deplorabile condizione morale dell'Africa in generale parmi che si possa così definire: "La razza negra incurvata sotto il giogo del feticismo, la quale in parte è invasa, ed in parte è minacciata d'invasione dall'Islamismo." La Propaganda conosce per esperienza la difficoltà di vincere un negro già divenuto vittima della legge infame dell'Alcorano. Di più aggiungo che la propaganda musulmana estende ogni giorno il suo impero nel centro d'Africa, e quanto perde nell'Europa, altrettanto guadagna fra i Neri: perciò quanto più si ritarda la propagazione della vera fede nell'Africa Centrale, tanto maggiori ed insuperabili si faranno le difficoltà in avvenire di piantarvi il Cattolicesimo.
[1019] Dunque ai riflessi di questa speciale e critica situazione dell'Africa, la più infelice, e certo la più abbandonata parte del mondo, e la più difficile ad evangelizzarsi per le particolari circostanze che militano contro la sua conversione, mi pare che sia necessario di fare sopra di essa le più serie e speciali considerazioni, e di richiamare l'attenzione del mondo cattolico: mi pare che per l'Africa debbasi fare un'Opera speciale.
[1020] Ora un nuovo Comitato composto di membri zelanti ed attivi, che, rispettando l'integrità della giurisdizione di ciascuna Missione, e l'intera ed esclusiva influenza delle Pie Opere già esistenti che soccorrono le missioni nelle parti degli infedeli, concentra la sua attività nel preparare delle Opere per coadiuvare in mille guise lo sviluppo della Fede nella vasta estensione dell'Africa centrale, che ne promuova gl'interessi e lo spirito nell'Europa, e che tende a creare nuovi mezzi e nuove forze pel medesimo scopo sotto una sola inspirazione, mi sembra non solo opportuno, ma utilissimo.
Forse, la Sacra Congregazione potrebbe avere un mezzo più sicuro per ottenere migliori risultati che un Comitato extra urbem: un inetto pretocolo, come io sono, sarebbe temerario, se osasse pretendere di avanzare un suggerimento ad una autorità sì elevata ed illuminata, che è regolata da soprannaturale sapienza e carità. Io non posso citare che il Comitato che osai proporre, il quale, oltre a promuovere fra i cattolici l'interesse a favore dell'Africa, a procurare aiuti suppletori per le missioni della medesima, a formare buoni missionari ed artisti nell'Europa per quelle parti, spiegherebbe una grande energia sui punti più opportuni, e soprattutto nella parte orientale nei paesi dell'Interno che giacciono fra la Nubia e Zanguebar, che per l'elevazione considerabile del suolo dal livello del mare contengono dei punti importantissimi di un clima temperato, in cui si possono coltivare buoni germi e formare apostoli pel Centro.
[1021] Certo è che, per giuste ragioni, veggo la necessità di modificare le attribuzioni del Comitato da me proposto, e soprattutto
1º. dell'Articolo 3º., il quale deve limitarsi a provvedere i mezzi pecuniari e materiali per le Opere preparatorie d'Europa, come sarebbe la fondazione di piccoli Seminari e piccole case artistiche, per impinguare le missioni e gl'Istituti d'Africa di missionari e buoni artisti; lasciando alle Pie Opere per la propagazione della Fede (le quali perciò avrebbero maggiore sviluppo nel mondo cattolico) il soccorrere le missioni che si fonderebbero nell'Africa, e gl'Istituti che si fonderebbero nelle missioni già esistenti (avendo dati sicuri che l'Opera della Propagazione della Fede e le altre opere accorderebbero aiuti speciali ad hoc).
2º. dell'Articolo 5º. che non è necessario.
3º. dell'articolo 7º. che è inutile; giacché sta ora trattandosi qui a Parigi di istituire una Società per redigere una Revue des Missions etrangéres, per supplire alla scarsità delle notizie degli Annali della Prop.ne della Fede (Società che a quest'ora è riguardata con occhio più benigno dal Consiglio centrale di Lione e Parigi, con cui si sta trattando).
[1022] Del resto io ringrazio l'Em. V. R.ma, che mi ha suggerito saggiamente di venire in Francia, ove gli studi che ho fatto e le osservazioni che sto facendo sulle varie opere africane ed istituzioni cattoliche, mi fanno veder più chiaro quello che si potrà fare, per riuscire a qualche cosa di positivo pel bene della Nigrizia.
[1023] Mi perdoni l'Em. V. se ardisco anch'io di farle la preghiera, che le innalzava giorni fa Mons.r Massaia, circa l'idea di muovere il S. Padre a fare un'Allocuzione in Concistoro a favore dell'Africa. Quale ammirando spettacolo non ci ha testé colpito! Il gran Sacerdote della Nuova Alleanza minacciato da ogni parte ed oppresso dai suoi fieri nemici, nel momento il più solenne in cui sembra annientato e conquiso dal furore delle potenze d'abisso, calmo ed imperterrito, quasi ridendosi delle minacce dei figliuoli di Satana, anzi, direi quasi, compassionandoli, alza la sua voce apostolica che è udita da tutto il mondo, e colla sua famosa Enciclica conferma i suoi fratelli nella fede, istruisce i suoi figli nella purità della sana dottrina, e condanna gli errori della moderna società degli empi, che con sacrilego attentato s'adoperano di straziare l'inconsutile veste di quella maestosa Regina, che vincitrice della nazioni e dei Re vede passarsi davanti i secoli stupefatti, la cui voce risuona dall'orto all'occaso, il cui manto ricopre i popoli, come il padiglione dei cieli ricopre il mondo!....
[1024] Quale impressione produrrebbesi nel cuore di tutti i fedeli, se la stessa voce dell'immortale Pontefice, che ha affrancati ed istruiti i suoi figli, intuonasse una parola di compassione e di pace a favore di tanti milioni di altri suoi miseri figli che giacciono sepolti nelle ombre di morte, e pronunciasse una commovente allocuzione a favore dell'Africa? Ah! certo si ecciterebbe un grande interesse pei poveri negri, risplenderebbero nuovi lumi, si ecciterebbero nuove idee, si imprenderebbero nuove operazioni, e al tempo stesso il mondo cattolico stupefatto avrebbe un altro argomento per persuadersi, che al timone della gran nave di Pietro sbattuta dai soffi maligni degli spiriti infernali, e tra i marosi agitata del burrascoso oceano delle passioni degli uomini, veglia il più esperto nocchiero, che tutta al porto di salvezza cerca di condurre la preziosa eredità della Chiesa di Cristo, le nazioni tutte del mondo: dabo tibi gentes ereditatem.
Pieno di rispetto, e sottomesso interamente alle sue idee,
bacio la sacra Porpora, e mi dichiaro
Dell'Em. V. R.
um.o ed indeg.mo figlio
D. Daniele Comboni
[1025] Il S. Padre, che ha parlato in favore della Polonia e per altri fini di minore importanza, certo accoglierebbe la preghiera dell'Em. V. R.ma, che perora pei suoi figli dell'Africa.














