Indice Scritti
AL PADRE LODOVICO DA CASORIA
AFBR
Parigi,15 maggio 1865
R.mo P. Lodovico!
[1110] La sua lettera 28 aprile p.p. mi ha riempito di gioia, perché veggo in essa una caritatevole disposizione del suo animo di sorreggermi nella malagevole impresa col concorso de' suoi venerati consigli e colla sua autorevole cooperazione. Sono certo che ella ha compreso il fondo dei miei sentimenti. Giovane senza esperienza, io non credeva di trovare ostacoli in una specie di unione e confederazione tra i diversi Superiori delle Missioni Africane. Ora sono convinto dell'immensa difficoltà: giammai però m'arresterò dal meditare e fare fino alla morte qualche cosa per l'Africa. Dietro il sapientissimo di Lei consiglio e quello del santo Vescovo Mgr. Massaia, col quale convivo da quattro mesi cominceremo a poco a poco, fino a che più tardi si otterrà l'accordo bramato, che deve essere sorgente di una nuova era per l'Africa.
[1111] Ella ha già iniziata la fondazione di due stabilimenti in Egitto: vada avanti, e stia certo che i mezzi pecuniari non mancheranno; ed io, colla grazia di Dio, spero di contribuire molto, se Dio mi dà vita, a farle piovere denaro. Si ricordi che le Sue Opere di Napoli, soprattutto dei moretti, morette, e artisti, sono il più solido fondamento per la Missione della razza negra dell'Africa.
[1112] Io nella mia mente ho stabilito il mio Piano così: "Fermo il principio di circondare l'Africa di piccoli Istituti di Mori e Morette sotto la giurisdizione dei Vicari o Prefetti ap.lici, destinati a formare operai evangelici d'ogni genere che devono avanzarsi gradatamente, ciascuno dalla sua parte, nelle regioni interne della Nigrizia per istabilirvi la Fede; fermo il principio che ciascun Capo d'Istituti, Superiore della Missione, abbia a formarsi ed educare i propri Ist.ti a suo modo, secondo lo spirito della propria Istituzione, senza che nessuno entri in questi affari; parmi che sia utile un piccolo Comitato (Dio volesse che fosse composto specialmente d'individui cavati dagli Ordini o Congregazioni a cui sono affidate le missioni diverse dell'Africa!), composto d'uomini di grande iniziativa, avente per iscopo di mettere in azione a favore dell'Africa tutti i mezzi del Cattolicesimo, che attualmente mancano per la rigenerazione dei negri, e di sviluppare gli elementi già esistenti pel medesimo scopo. Questo Comitato stabilito o a Roma o a Parigi, se non sarà possibile per ora, cercherò di associarmi due o tre sacerdoti e ci metteremo a lavorare e a poco a poco sopra un punto. Noi faremo il Comitato.
[1113] Trovato il personale per fare un piccolo Ist.o, e assicurati i mezzi per mantenerlo dalle Società esistenti, ci rivolgeremo a quel Superiore, sotto la cui giurisdizione è il luogo, ove intendiamo fondare l'Ist.o per ottenerne l'autorizzazione. Questo sistema di rivolgerci ai Superiori delle Missioni africane toties quoties, è più semplice, che l'utopia di voler concordare tutti i Superiori delle Missioni Africane, come è desiderio di Roma. Se Ella sorreggerà la mia debolezza, spero che farò qualche cosa anch'io. Dopo che il Santo Padre mi ha incoraggiato a lavorare per l'Africa, io non volgerò mai lo sguardo addietro, ma penserò e tenterò di fare fino alla morte.
[1114] Io bramerei sapere se la Società di Maria di Vienna accorda i suoi sussidi per le sue Opere in Egitto. Fino da novembre andai a Bressanone, ed incaricai Mgr. Mitterrutzner, che è l'occhio dritto di Vienna, a interessare il Comitato per dare almeno la metà delle sue pingui elemosine a Lei. Non ebbi alcuna risposta su questo argomento. Caso che finora il Comitato di Vienna non si fosse spiegato su ciò, io interesserei un altro personaggio per ottenere l'intento. Io ai primi del prossimo giugno andrei a Roma: ma se non fosse secondo il mio desiderio il Comitato deciso, andrei a Verona e forse a Vienna, ed avrei abbastanza ragioni per muovere il Comitato a fare più calcolo delle sue Opere. Bramerei che su ciò mi scrivesse entro il mese qui a Parigi.
[1115] La Società di Colonia, che mi ha lasciato una Dichiarazione, che mostra quanto calcolo abbia fatto delle mie povere intenzioni sull'Africa, è piccola per ora: ma ha l'aria di divenire colossale più che quella di Vienna. Tutto dipende da noi, P. R.mo, e da quello che potremo fare in Africa. Se noi faremo molto, e daremo delle buone notizie, non avremo bisogno di nessuno. La Società, dietro il grande impegno che ha ora per l'Africa, farà un appello a tutta la Germania cattolica (meno l'Austriaca); e vedrà in pochi anni questa Società divenir colossale. Feci molti giri intorno a Colonia con tutti i cinque membri del Comitato: il Clero è animatissimo. Preghiamo che Dio accordi un Arcivescovo alla prima sede della Germania comme il faut, e vedrà qual vantaggio ne ridonderà all'Africa.
[1116] La Pia opera della Propagazione della fede di Lione e Parigi è opera di Dio, benché vi sia un grande elemento umano; quello cioè di opporsi a tutte le Opere del medesimo genere. Tuttavia, trattando coi vari membri a Lione e qui a Parigi, ho appreso la maniera di cavar denaro, quando le missioni o gli Ist.i sono già fondati di consenso di Roma. Se l'Austria non concorrerà, vedrà che metteremo in Campo l'Opera di Lione e Parigi. Su ciò devo dirle a voce molte cose.
[1117] La Società della S. Infanzia per quest'anno non può accordar nulla, perché le petizioni della Cina si sono moltiplicate. L'assicuro che l'anno venturo avrà sussidi per Alessandria e Cairo. O a voce od in iscritto le indicherò la tattica di carteggiare con questa Società, da cui si avrà qualche vantaggio.
[1118] L'Opera delle Scuole d'Oriente mi ha promesso il più valido appoggio per l'Africa. Ho dato una piccola, ma interessante descrizione delle Opere della Palma, e fui pregato di scrivere tutto ciò che concerne la missione dell'Africa. Io ho promesso di far venir da Napoli tutti i documenti stampati. Da quel fascicolo scritto a Capponi, che io diedi, non hanno potuto ricavar molto questi francesi. Se Ella apparecchiasse una succosa descrizione delle Opere della Palma, e vi aggiungesse una breve relazione dei due Ist.i d'Alessandria e Cairo, l'assicuro che anche quest'anno accorderebbero una piccola somma, che d'anno in anno andrebbe aumentando. Io sono in ottima relazione coll'esimio direttor M.r l'Abbé Soubiranne, uomo di gran talento ed azione: e animatissimo per l'Africa. Ad ogni modo l'assicuro che i suoi Ist.i potranno contare fra breve un appoggio sur l'Oeuvre des Ecóles d'Orient.
[1119] Quando io era a Roma, un Parroco della Diocesi d'Amiens, spagnolo di nazione, venne in Roma mandato dal suo Vescovo, per fondare l'opera degli schiavi. Il Card.le scrisse al Vescovo che il detto spagnolo si concerti con me. Ho dinanzi agli occhi la lettera della Propaganda. Al mio ritorno da Colonia costui venne a Parigi da noi. Con Mons.r Massaia concertammo tutti e tre, che vada a fondare la sua opera in Spagna, ove l'Opera di Lione e Parigi non fa nulla, appunto pel francesismo a cui è informata. Spero che in tre anni avremo dei grandi sussidi, perché ho fatto un trattato confidenziale, che tutte le elemosine le eroghi pel mio piano. Per questa ragione la maggior parte di dette elemosine le farò passare per i suoi Ist.i d'Africa, e per le Missioni che le Opere della Palma imprenderanno.
[1120] Tutte queste cose sono future: ma il tempo rapido sen vola, caro Padre, spero che tutto questo si realizzerà. Siccome io sono convinto che l'Africa debba convertirsi sotto gli auspici di S. Francesco d'Assisi, perciò in questo santo mese di Maria, ho incominciato il mio noviziato del Terz'ordine a Parigi; e spero di fare la mia professione ai piedi del P. Lodovico. Preghi, Padre mio, la grand'anima del Serafico comune Padre, affinché mi ottenga da Dio una scintilla di quella carità e umiltà, che possedeva in terra, perché sono agghiacciato e molto orgoglioso.
[1121] Io da Roma passerò a Napoli, spero con Mgr. Massaia: vedrà un vero apostolo di G. C. S'immagini che, per tacere di tante altre virtù che ho ammirate in quattro mesi che dimoro con lui, fu egli Vescovo per 15 anni scalzo affatto, in Africa, sopra sentieri spinosi etc. Io possiedo i suoi sandali con cui passò quattro anni in Abissinia e consacrò Mgr. de Jacobis napoletano.
Mi saluti l'amabile D. Francesco, Giuseppe Habaes, i fratelli, e tutti i mori e more; e mi raccomandi alle orazioni delle Stimmatine.
Le bacio ossequioso le mani, e mi dichiaro con tutto l'affetto
Suo indeg.mo ser.re
D. Daniel Comboni
[1122] Le porterò a Napoli l'annuario di Colonia del 1864. Vedrà un compendio della nostra Società di Colonia. La prego di far tenere l'inclusa al P. Pedemonte. Mons.r Massaia le manda una fotog.fia di Mons.r De Jacobis Nap. Vescovo e Vic. d'Abissinia, da lui consacrato vescovo, e morto in odore di santità, e illustre per alcuni miracoli.














