da Cairo 20 giugno 2007

Carissimi,

ho appena finito l'anno scolastico e il ritiro annuale di otto giorni. Il sentimento che riempie il mio cuore è di ringraziamento. Prima di arrivare in Egitto, avevo il dubbio se sarei riuscito con lo studio dell'arabo, poiché sapevo che sarebbe stato più complicato dello studio delle altre lingue che fino allora avevo imparato. Alla fine di questo primo anno posso ringraziare Dio perchè mi ha dato le capacità per impararla, per pronunciare i suoi complicati suoni e capire la sua grammatica e la sua logica. Dio mai chiede più di quello che possiamo dare.
Non pensate che parli così perchè domino questa lingua! Al contrario, mi sento come un bimbo che incomincia a balbettare le sue prime parole e frasi con una certa coerenza. Lo studio dell'arabo è una corsa a lunga distanza. Ho studiato il cosiddetto "arabo standard". Si utilizza per leggere e scrivere nei telegiornali internazionali ad esempio. È pure la base da dove si sono diversificati i dialetti. Durante l'estate cercherò d'imparare l'arabo dialettale egizio lavorando con giovani egizi a Helouan.

Ringrazio il Signore per la comunità nella quale ho vissuto durante questo anno. Eravamo un padre eritreo, uno mozambicano, tre italiani e uno congolose. Ognuno di loro è stato un dono per me. Insieme abbiamo pregato, mangiato, conversato, riso, condiviso difficoltà... Il padre mozambicano ha finito i suoi studi di arabo e parte per il Sudan. Uno dei padri italiani lavorerà ad Assouan. Il congolese lavorerà a Djibuti. Per il prossimo anno arrivano altri due congolesi e un salvadoregno.

Ringrazio pure Dio per la terra e le genti del Cairo, specialmente per essere tanto diversi da me. Purtroppo la chiave per entrare nel loro mondo, la lingua, non apre bene la porta ancora. Ma la maggiore difficoltà che ho avuto durante questo anno è stato lo stomaco. Sembra che abbia bisogno di un po' più di tempo del resto del corpo e dello spirito per adattarsi a queste terre. Ringrazio il Signore pure di queste difficoltà, che mi aiutano a capite meglio ciò che significa seguire Cristo ed essere un suo missionario.

Lunedì parto per Helouan; tornerò alla fine di agosto. Ogni tanto, comunque, passerò per questa casa.
Che Dio vi benedica. Continuiamo uniti nella preghiera. Vi abbraccio forte,

p. Jorge Carlos Naranjo Alcaide
p. Jorge Carlos Naranjo Alcaide