di Jorge García

Uno dei temi maggiori che concernono cultura, politica, dialogo interreligioso è oggi ancora l’Islam. Un apporto interessante alla riflessione.

Roma, 14.02.2009


Il teologo Juan José Tamayo ha appena pubblicato -Editoriale Trotta- un libro sull'islam. L'opera di 360 pagine cerca di smentire non pochi dei pregiudizi fissati nell'immaginario sociale e religioso di Occidente dall'epoca delle Crociate, e offre una nuova immagine di questa religione più concorde con le origini, nell'orizzonte dei diritti umani, in prospettiva femminista e in sintonia coi movimenti sociali e le tendenze religiose alternative che lottano per un altro mondo, un'altra religione ed un altre islam possibili.

Questa è la rassegna presentata per Reti Cristiane: "L'Islam è la seconda religione del mondo e conta con più di 1200 milioni di seguaci, uomini e donne. Sta vivendo un momento di gran vitalità e possiede un gran protagonismo a livello politico e religioso nella sfera internazionale. È un'importante forza religiosa, politica e culturale, ed è allo stesso tempo una fonte inesauribile di spiritualità. Il futuro dell'umanità non può costruirsi contro l'islam, né al margine dell'islam, bensì in collaborazione con lui. E’ partendo da questa convinzione che è stato scritto questo libro.

Sull'islam c'è un'ignoranza quasi enciclopedica nel nostro ambiente culturale. Farlo conoscere con obiettività, equilibrio e senso critico, senza deformazioni né stereotipi, è il principale obiettivo della presente opera. Tamayo ricostruisce la figura di Muhammad, alla luce delle nuove investigazioni, come riformatore religioso, leader politico e stratega militare, sottolineando la sua esperienza mistica, la sua coerenza vitale ed il suo compromesso con gli esclusi, specialmente gli orfani e le donne. Ripercorre le principali pietre miliari della storia dell'islam, sottolineando la sua significativa presenza in Spagna come elemento fondamentale della nostra identità nel passato ed nel presente europeo, e passa in rassegna le sue differenti tendenze (sunniti, sciiti, sufismo, euroislam, femminismo islamico, fondamentalismo, etc.), che smentiscono l'idea tanto estesa di un islam religione uniforme.

Al centro dell'analisi stanno il Corano e la Sunna, non colti al modo fondamentalista, né considerati come feticci ai che rendere culto, bensì studiati alla luce dei metodi storico-critici; la Sharia, studiata a partire dalla critica dei settori riformisti all’interno e all’esterno dell'islam; i cinque pilastri (professione di fede, preghiera, elemosina, digiuno e peregrinazione a Meca), interpretati non ritualisticamente, bensì a partire dall'opzione per i poveri.

Obietto di studio specifico, a partire da una prospettiva femminista sempre di più assunta nel mondo musulmano, sono due questioni polemiche: i diritti umani e le donne nell'islam. L'islam è certamente uno delle religioni più criticata in questo terreno e, a volte, con ragione. I fatti sono duri al riguardo: trasgressioni dei diritti umani, assenza di libertà di coscienza e religiosa, discriminazione delle donne, mutilazioni, pene di morte, lapidazioni, etc. Ma, insieme a questa realtà, Tamayo recupera la ricca eredità dell'islam in materia di diritti umani, libertà religiosa e uguaglianza di genere nel Corano che smentisce l'idea tanto estesa della sua incompatibilità "connaturale" con la democrazia e i diritti umani.

Il dialogo interreligioso e la liberazione sono due delle chiavi ermeneutiche del libro che termina con un'esposizione dei principali dialoghi tra cristianesimo e islam lungo la storia e con la proposta di una teologia islamo-cristiana della liberazione contro-egemonica, in prospettiva etica ed utopica.

di Jorge García

Islam. Cultura, religione e politica