VII Domenica del Tempo Ordinario

Anno B – 26.7.2009


Riflessioni

Una domanda per riflettere: perché il segno straordinario della cosiddetta moltiplicazione dei pani e dei pesci viene narrato sei volte nel Vangelo, una volt a da Luca e Giovanni e ben due volte da Matteo e Marco? Più di tutti gli altri segni miracolosi operati da Gesù! Le prime comunità cristiane ne avevano compreso l’importanza, essendo la fame, nelle sue varie forme, un problema universale, il problema del pane quotidiano. Forse non è casuale che la radice ebraica delle parole pane e combattere sia composta dalle stesse consonanti. Non per nulla la maggior parte delle guerre nella storia si sono scatenate per problemi di fame, di accumulazione di beni, oltre che per motivi di prestigio personale o di gruppo. Anche oggi la lotta per il pane quotidiano accomuna tutti gli esseri viventi, anche se con risultati differenti. Spesso addirittura opposti: fino alla morte per fame, come succede tutt’oggi, putroppo!, per centinaia di milioni di persone. La soluzione a questo scandalo vergognoso e umiliante non verrà da nuove moltiplicazioni cadute dal cielo, ma da decisioni nuove, programmi concordati, strategie globali per mettere in moto la condivisione nelle sue varie forme. Queste sono le sfide che la polis, la città degli uomini e delle donne sulla terra, deve affrontare oggi con determinazione, equanimità e rapidità. 

Il Vangelo di questa domenica offre alla famiglia umana preziose indicazioni per tale cammino. Giovanni ambienta il segno straordinario di Gesù nella vicinanza della Pasqua (v. 4): più che di una informazione cronologica, si tratta del contesto della sua donazione totale: “li amò sino alla fine” (Gv 13,1), lavanda dei piedi, morte e risurrezione di Gesù. Il segno che Gesù pone scaturisce dalla profonda commozione che Egli sente per la gente stanca, sbandata, senza pastore, affamata. Per Lui quella “grande folla” (v. 2.5) non è anonima, ha un volto, una dignità. Sono figli nella casa del Padre, non schiavi. Sono tutti invitati a mensa: quindi li fa sedere. Sedere a mensa è un gesto di dignità, che corrisponde a Gesù e ai suoi primi amici (v. 3), ma anche alla gente: Giovanni lo ripete tre volte in due versetti (v. 10.11). “C’era molta erba” (v. 10), che fa ricordare la premura del Pastore che invita a riposare “su pascoli erbosi” (Sal 23,2). Quando i figli sono seduti attorno alla stessa mensa e il pane viene condiviso equamente, cessano le contese e le guerre. (*) 

I discepoli Filippo e Andrea riconoscono l’inadeguatezza delle poche risorse disponibili, di fronte a così tanta gente (v. 7.9). Gesù introduce qui una logica nuova: compie il segno partendo dai cinque pani d’orzo (pane dei poveri) e dai due pesci che un ragazzo  mette a disposizione (v. 9); rende grazie e incoraggia creativamente la condivisione e la distribuzione, fino ai più lontani, fino ad avanzarne (v. 12-13), sulla scia del miracolo compiuto dal profeta Eliseo (I lettura). Nel testo evangelico non appare il termine moltiplicazione, bensì l’atto della condivisione: la moltiplicazione sovrabbondante avviene durante e attraverso la condivisione. Chiave di lettura di questo segno è il ragazzo, dal quale ha inizio la condivisione. Il ragazzo rappresenta il discepolo chiamato a farsi bambino per entrare nel Regno (Mc 10,15): egli non può accumulare per sé, ma deve condividere con altri quanto possiede. Il cristiano, cosciente di essere parte di un solo corpo e di condividere con altri la stessa fede nell’unico Signore (II lettura), sa che la partecipazione alla mensa eucaristica gli esige un impegno coerente perché ci sia pane sufficiente sulle mense di tutti. Questa è missione

Parola del Papa

(*)  “La fame miete ancora moltissime vittime tra i tanti Lazzaro ai quali non è consentito, come aveva auspicato Paolo VI, di sedersi alla mensa del ricco epulone. Dare da mangiare agli affamati (cf Mt 25,35.37.42) è un imperativo etico per la Chiesa universale, che risponde agli insegnamenti di solidarietà e di condivisione del suo Fondatore, il Signore Gesù. Inoltre, eliminare la fame nel mondo è divenuto, nell'era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilità del pianeta”.

Benedetto XVI

Enciclica Caritas in Veritate, 29.6.2009, n. 27

 Sui passi dei Missionari

- 26/7: SS Gioacchino ed Anna, genitori di Maria e nonni di Gesù, patroni dei nonni ed anziani.
- 26/7: S. Bartolomea Capitanio (+1833), che, insieme a S. Vincenza Gerosa (+1847), fondò le Suore di Carità di Maria Bambina.
- 26/7: S. Giorgio Preca (La Valletta, Malta, 1880-1962), sacerdote dedito alla catechesi dei ragazzi, fondatore della Società della Dottrina Cristiana.
- 26/7: B. Tito Brandsma (1881-1942), sacerdote olandese, carmelitano, intrepido difensore della Chiesa e della dignità umana, ucciso nel campo di concentramento di Dachau (Germania).
- 27/7: S. Clemente di Ochrida (ca. 840-916), evangelizzatore della Bulgaria. Con lui si ricordano altri 4 vescovi, che ivi continuarono l’opera evangelizzatrice e culturale dei SS. Cirillo e Metodio.
- 28/7: S. Alfonsa dell’Immacolata Concezione (Anna) Muttathupadathu (1910-1946), nata nel Kerala (India), religiosa delle Clarisse Malabaresi. È la prima santa dell’India (canonizzata, 2008).
- 29/7: S. Olaf (+1030), re di Norvegia, promotore della fede cristiana e organizzatore della Chiesa nel suo paese; morì in una battaglia.
- 30/7: S. Leopoldo Mandic (1866-1942), cappuccino della Croazia, promotore dell’unità dei cristiani e sacerdote assiduo nel ministero delle confessioni a Padova.
- 30/7: S. Maria di Gesù Sacramentato Venegas de la Torre (Messico, 1868-1959), fondatrice, dedita interamente alla cura dei malati. – Stesso giorno: - B. Maria Vincenza Chávez Orozco (Messico, 1867-1949), fondatrice, assidua nel servizio ai bisognosi.
- 31/7: S. Ignazio di Loyola (1491-1556), sacerdote spagnolo, fondatore della Compagnia di Gesù, benemerita delle Missioni e di molteplici servizi ecclesiali e culturali in tutto il mondo.
- 31/7: S. Giustino De Jacobis (1800-1860), lazzarista, missionario e vescovo in Etiopia, promotore di rapporti ecumenici; è considerato dai cattolici “angelo e padre della Chiesa in Etiopia”.
- 31/7: Ricordo del viaggio del Papa Paolo VI in Uganda (1969) e della creazione del SCEAM-SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar).
- 31/7: Ricordo di Bartolomé de Las Casas (1474-1566), domenicano spagnolo, missionario nel Nuovo Mondo e vescovo in Messico, difensore dei diritti degli Indios e loro protettore.
- 1/8: S. Alfonso M. de’ Liguori (1696-1787), avvocato e teologo moralista, poi vescovo, fondatore dei Redentoristi, promotore delle missioni popolari. È dottore della Chiesa.
- 1/8: Ricordo di Mons. Pierre Claverie, domenicano, vescovo di Orano (Algeria), ucciso, assieme al suo autista, in un attentato da terroristi islamici (+1996). 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona) Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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