VII Domenica del Tempo Ordinario
Anno B

Isaia 43,18-19.21-22.24b-25
Salmo 40
2Corinzi 1,18-22
Marco 2,1-12

Riflessioni
Le provocazioni abbondano nel racconto evangelico di oggi. La guarigione del paralitico e il perdono dei suoi peccati (Vangelo) costituiscono un duplice prodigio e una bella notizia, che l’evangelista Marco narra con vari dettagli, che rispondono più ad una chiara intenzione teologica e catechetica che alla voglia di raccontare uno strabiliante fatto di cronaca. Infatti, chiunque cerchi di immaginarsi realisticamente la scena, scopre diversi dettagli alquanto inverosimili: anzitutto, la libertà che i quattro barellieri si prendono di scoperchiare la casa altrui; il numero dei barellieri non è irrilevante; non si capisce poi il perché di tanta fretta di rimuovere terriccio, canne, travi (materiali del tetto di allora), mentre pare che le “tante persone” radunate all’interno ascoltassero imperturbate, pur in mezzo al polverone, il maestro che “annunciava loro la Parola” (v. 2). Inoltre, la guarigione e il perdono dei peccati non vengono richiesti apertamente, ma sono offerti da Gesù gratuitamente: era plausibile che il paralitico e i suoi quattro si aspettassero la guarigione, però Gesù comincia con il perdono dei peccati (v. 5). Gesù stesso fa leva sulla connessione teologica fra “il potere di perdonare i peccati” e il potere di guarire il malato (v. 10-11). Queste ed altre osservazioni di tipo dottrinale e redazionale danno consistenza storica al miracolo di Gesù, e servono a spiegarne il significato salvifico, secondo il piano catechistico dell’evangelista Marco.

Nel brano evangelico appaiono davanti a Gesù due gruppi di persone. Anzitutto, gli scribi –i noti legalisti del tempo- erano là “seduti” (v. 6), all’interno della casa, in prima fila. Sono immobili ed occupano lo spazio dell’accesso diretto a Gesù; nella loro staticità spirituale rappresentano l’istituzione giudaica ormai superata. Fuori della casa, opera attivamente il gruppo dei quattro barellieri che portano un paralitico: sono all’esterno della casa, si danno da fare, sono un modello di solidarietà, hanno fretta di incontrare Gesù, ma l’accesso è loro impedito. Portano un paralitico, che, nella sua passività e immobilità, rappresenta la realtà dei pagani e dei peccatori, i quali, soltanto incontrando direttamente Cristo, possono curarsi, rialzarsi e camminare. I quattro barellieri rappresentano il mondo intero che viene a Gesù dai quattro punti cardinali. “Ora risulta chiaro anche il significato simbolico della casa in cui Gesù è trattenuto. Rappresenta l’istituzione giudaica che pretende che la salvezza sia riservata al popolo eletto... Deve essere scoperchiata, spalancata a tutti e difatti Gesù considera un gesto di fede l’opera compiuta dai quattro barellieri” (F. Armellini).

Il tema centrale del racconto odierno è il perdono dei peccati. Nella mentalità corrente, tale perdono era condizionato ad una serie di purificazioni rituali, o alla riparazione di un danno arrecato ad altri, o ad un intervento distruttore di un Dio ormai stanco dei malvagi... In questo contesto, risulta scandalosa la posizione di Gesù: chiama quell’uomo “figlio” (v. 5), a significare che per Dio anche il peccatore non pentito è sempre un figlio amato; gli offre un perdono incondizionato, senza esserne neppure richiesto, senza esigere alcun rito di purificazione; agisce con una gratuità che scandalizza chi pensava che l’uomo, compiendo certe opere o riti, poteva meritare il perdono di Dio. Al contrario, neppure il pentimento del peccatore è capace di produrre il perdono, che invece è dono gratuito di Dio, segno del rinnovamento interiore operato dalla grazia.

Nell’ottica cristiana, la remissione dei peccati non significa stendere un velo per coprire una realtà negativa, una piaga, che permane, ma è la creazione di una realtà nuova. Dio trasforma dal di dentro, rinnova il cuore e la vita; non ricicla, ma ri-crea. Dio sorpassa i restauri, perché fa cose nuove. In tempi di esilio, Isaia (I lettura), per superare un passato negativo, annuncia la sorpresa di Dio: “Ecco, io faccio una cosa nuova”. E presenta tre simboli di novità: un germoglio, una strada nel deserto, fiumi nella steppa (v. 19). La novità di Dio, Padre fedele, si è manifestata in Cristo (II lettura), nel quale “tutte le promesse di Dio sono sì” (v. 20): si sono compiute a nostro favore.

L’abitacolo dell’uomo guarito non sarà più ristretto –come la barella a cui era inchiodato dalla malattia- ma ampio, sarà una nuova casa, la casa di tutti i figli dell’unico Padre, la comunità credente. Il miracolo ebbe luogo “sotto gli occhi di tutti”, e tutti lodavano il Dio che salva (v. 12). A tale obiettivo -il perdono dei peccati e la vita del nuovo popolo di Dio- tende la missione, come nota Luca nel mandato missionario alla fine del suo Vangelo: “Nel suo nome (di Cristo) saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati” (Lc 24,47). È questa la bella notizia missionaria, che la prossima Quaresima ci invita a riscoprire ed annunciare. (*)


Parola del Papa
(*) “La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo… Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più tabernacolo vivente di Dio”
Benedetto XVI
Messaggio per la Quaresima 2009

Sui passi dei Missionari
- 22/2: Festa della Cattedra di S. Pietro, e del Papa, in quanto vicario di Cristo e di Pietro, chiamato a presiedere nella carità, per il servizio dell’unità nella Chiesa e della missione nel mondo intero.
- 22/2: B. Diego Carvalho (1578-1624), gesuita portoghese, missionario e martire a Sendai (Giappone).
- 23/2: S. Policarpo (+ca. 155), discepolo di S. Giovanni, vescovo di Smirne, ultimo dei Padri Apostolici.
- 23/2: B. Giuseppina Vannini (1859-1911), religiosa italiana, che, assieme al sacerdote camilliano B. Luigi Tezza, fondò la congregazione delle Figlie di S. Camillo, per il servizio ai malati.
- 24/2: B. Ascensión Nicol Goñi (1868-1940), religiosa spagnola, confondatrice delle Missionarie Domenicane del SS.mo Rosario, con carisma missionario ed educativo.
- 25/2: Mercoledì delle Ceneri e inizio della quaresima: la Chiesa invita a vivere le opere di digiuno, preghiera ed elemosina anche in dimensione missionaria e di aiuto fraterno. Tema del Papa per la Quaresima del 2009: “valore e senso del digiuno”.
- 25/2: S. Valburga (710ca.-779), di origine inglese, sorella dei SS. Villibaldo e Vinebaldo. Fece parte del gruppo di monache e monaci che aiutarono S. Bonifacio ad evangelizzare la Germania.
- 25/2: B. Sebastiano Aparicio (+1600), che passò dalla Spagna al Messico, da sposato a vedovo, da ricco a frate laico francescano; morì quasi centenario a Puebla (Messico).
- 25/2: SS. Luigi Versiglia, vescovo, e Callisto Caravario, salesiani, martirizzati nel 1930 in Cina.
- 26/2/1885: Data importante per la storia del colonialismo e delle missioni: chiusura della Conferenza di Berlino (1884-1885), ove le potenze europee si erano spartite il continente africano.
-27/2: B. Carità (M. G. Carolina) Brader (1860-1943), religiosa svizzera, missionaria in Ecuador e in Colombia, fondatrice; seppe conciliare vita contemplativa e attività missionaria.
- 28/2: S. Augusto Chapdelaine, della Società delle Missioni Estere di Parigi, martire in Cina (+1856).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web: www.euntes.net “Parola per la Missione”
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