II Domenica del Tempo Ordinario
Anno B

1Samuele 3,3-10.19
Salmo 39
1Corinzi 6,13-15.17-20
Giovanni 1,35-42

Riflessioni
Nel Vangelo di questa domenica continua la serie di epifanie, cioè manifestazioni di Gesù. Dopo la stella dei magi e il battesimo al Giordano, è ancora Giovanni Battista a segnalare con insistenza la presenza di Gesù come “l’agnello di Dio” (v. 36). Giovanni è cresciuto, gradualmente, nella sua conoscenza di Gesù: dapprima non lo conosceva (Gv 1,31.33), o lo conosceva probabilmente solo come cugino, ma ora lo proclama agnello, cioè servo sofferente, Messia (v. 29) e lo dichiara presente: ‘eccolo’, dice due volte (v. 29.36).

Giovanni Battista fissa lo sguardo su Gesù (v. 36), lo guarda dentro (dice il verbo greco), ne scopre l’intimità e lo proclama “agnello di Dio”. Si tratta di un’identità carica di significati, che richiama: l’agnello pasquale della notte dell’Esodo (Es 12,13), il Servo di Yahve sacrificato come agnello condotto al macello (Is 53,7.12), l’agnello sacrificato in sostituzione, associato al sacrificio di Abramo (Gn 22). Oltre all’identità di agnello, il brano del Vangelo odierno presenta altri titoli di Gesù: Rabbì (maestro), con il quale i due candidati discepoli, Andrea e Giovanni, desiderano fermarsi, non tanto per sapere dove abita, ma piuttosto per capire chi è veramente. Gesù li invita ad andare e stare con Lui: “venite e vedrete” (v. 39). Quell’incontro ha effetti esplosivi e contagiosi a catena: Andrea conduce da Gesù suo fratello Simone (v. 41-42), Filippo ne parla con l’amico Natanaele (v. 45ss.), ecc. Emergono pure altri titoli di Gesù: Messia, Cristo (v. 41), l’annunciato dai profeti, Figlio di Dio, re d’Israele (v. 45.49).

Incontrando Simone, Gesù fissa lo sguardo su di lui (v. 42), lo guarda dentro, nel cuore, e gli cambia il nome: “Ti chiamerai Pietro”. Gli conferisce così una nuova identità, definisce la sua missione. Come si vede, i testi di questa domenica hanno un chiaro contenuto vocazionale, a cominciare dalla vocazione-missione del giovane Samuele (I lettura), includendo il forte richiamo di Paolo ai cristiani di Corinto (II lettura) a vivere in maniera consona alla loro dignità di membra di Cristo (v. 15), di tempio dello Spirito (v. 19), di persone comprate a caro prezzo (v. 20).

Parlando di vocazione e di missione da parte di Dio, i testi odierni danno alcuni orientamenti per il discernimento vocazionale e la formazione:
- Dio continua a chiamare, in ogni epoca, anche in quelle precarie, come ai tempi di Samuele.
- Dio chiama per nome (vedi Samuele, Pietro e tanti altri casi: Is 49,1; Es 33,12; Vangeli).
- È indispensabile rimanere-dimorare con il Signore, per capirne l’identità. Gesù invita: “venite e vedrete”; andarono, videro e rimasero con lui (v. 39). Se ne sono ‘innamorati’. (*)
- Occorrono persone capaci di aiutare a scoprire la voce di Dio, come il sacerdote Eli fece con Samuele (1Sam 3,8-9), il Battista con i due discepoli (Gv 1,35-37), Anania con Paolo (At 9,17)...
- La vocazione non è un premio per opere o fedeltà umane, ma sempre e soltanto elezione gratuita di Dio.
- Ad ogni vocazione corrisponde una missione: non ce la scegliamo noi, ma ci viene affidata.
- La risposta alla chiamata, se la si vive in gioiosa fedeltà al progetto di Dio, ha come risultato anche la realizzazione piena di se stessi, che si attua nel servizio alla missione affidataci.

La Chiesa continua ad additare Gesù con le parole di Giovanni Battista. Lo fa nell'Eucaristia-comunione: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati...”; e lo fa nell'annuncio e servizio propri della missione. Il messaggio missionario della Chiesa sarà tanto più efficace e credibile quanto più sarà -come nel Battista- frutto di libertà, austerità, coraggio, profezia, espressione di una Chiesa serva del Regno. Solo così, come avvenne per Giovanni Battista, la parola del missionario avrà l’efficacia di un contagio vocazionale, sarà all'origine di nuovi discepoli di Gesù (v. 37).


Parola del Papa
(*) “Il (giovane) seminarista vive la bellezza della chiamata nel momento che potremmo definire di innamoramento. Il suo animo è colmo di stupore, che gli fa dire nella preghiera: Signore, perché proprio a me? Ma 1’amore non ha perché, è dono gratuito, a cui si risponde con il dono di se”.
Benedetto XVI
Incontro con i seminaristi, Colonia, 19.8.2005


Sui passi dei Missionari
- 18-25/1: Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’unità della Chiesa è finalizzata alla missione: “perché il mondo creda” (Gv 17,21). Tema per il 2009: “Essere riuniti nella tua mano”.
- 18/1: Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tema per il 2009: “San Paolo migrante, apostolo delle genti”.
- 20/1: B. Cipriano Michele Iwene Tansi (1903-1964), sacerdote diocesano di Onitsha (Nigeria) e poi monaco trappista, iniziatore di tale vita contemplativa per l’Africa.
- 20/1: Ricordo di P. Alessandro Valignano (1539-1606), grande missionario in Asia e superiore provinciale dei gesuiti in Estremo Oriente (India, Cina, Giappone...), morto a Macao.
- 22/1: S. Vincenzo Pallotti (1795-1850), fondatore dei Pallottini/e, promotore delle missioni e dell’apostolato dei laici, chiamato da Pio XI “Precursore dell’Azione Cattolica”.
- 22/1: B. Laura Vicuña, nata in Cile e morta in Argentina all’età di 13 anni (+1904). Offrì la sua vita per la conversione della mamma.
- 23/1: S. Ildefonso, vescovo di Toledo (607-667), scrittore sacro; diede solidità alla Chiesa in Spagna, promuovendo la liturgia e la devozione mariana.
- 23/1: B. Marianne Cope (1838-1918), religiosa francescana tedesca, emigrò in USA e fu missionaria per decine d’anni fra i lebbrosi delle isole Hawai e a Molokai.
- 24/1: S. Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa, vero pastore di anime, scrittore, grande evangelizzatore e fondatore. È il patrono dei giornalisti.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web: www.euntes.net “Parola per la Missione”
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