Gustare ed annunciare il Natale

Michea  5,1-4a
Salmo  79
Ebrei  10,5-10
Luca  1,39-48

Riflessioni

Alla porta del Natale, la Parola di Dio ci offre oggi le chiavi per comprendere, gustare ed annunciare ad altri il mistero che celebriamo. Queste chiavi si chiamano: Maria,  la carne  e  la piccolezza. Anzitutto, Maria, che l’evangelista Luca ci presenta nel fatto della Visitazione alla parente Elisabetta (Vangelo). In un clima di fede e di gioia intensa, si produce l’incontro fra due donne, che sono divenute madri gestanti per uno speciale intervento di Dio: Elisabetta nella sua anzianità, Maria nella sua verginità. Ambedue sono ripiene di Spirito Santo (v. 41; Lc 1,35), attente nel cogliere i segni della sua presenza, pronte a lodarlo e a ringraziarlo per le sue opere meravigliose (v. 42-45.46-48). Questi elementi fanno della Visitazione un mistero di fede, gioia, servizio, annuncio missionario. Maria, frettolosa nel viaggio (v. 39), portando in grembo Gesù, è immagine della Chiesa missionaria, che porta al mondo l’annuncio del Salvatore.

Beata colei che ha creduto”, esclama Elisabetta (v. 45). È la prima beatitudine che appare nei Vangeli. Per la fede Maria ha concepito nel suo cuore il Figlio di Dio prima ancora di generarlo nella carne. Ha creduto, cioè si è fidata, si è abbandonata in Dio. Le parole di Maria: “ecco la serva del Signore: avvenga...” (v. 38) sono in sintonia con il ‘’ di Gesù, il quale, secondo l’autore della lettera agli Ebrei (II lettura), entrando nel mondo, ha detto: “ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (v. 7.9). Questo è l’unico culto gradito a Dio, il culto dei veri adoratori del Padre “in spirito e verità”, come Gesù stesso lo rivelerà anche alla samaritana (Gv 4,23).

Da molto tempo  -possiamo dire da sempre-  Dio non si diletta del profumo degli incensi e del fumo delle carni degli animali immolati nel tempio, come ripete la lettera agli Ebrei (v. 6.8). Egli vuole abitare in un tempio di carne, nel cuore delle persone, diventare il centro di ogni pensiero e di ogni interesse, la ragione di ogni scelta e decisione, la radice di ogni gioia. Solo a questo livello si può parlare di vera conversione del cuore, una conversione che va al di là di gesti esterni puramente rituali, di pratiche superficiali e di formule astratte ripetute a memoria.

Gesù è il vero adoratore del Padre: fin dal primo istante del suo ingresso nel mondo, non gli offre animali o incensi (v. 5-6), ma presenta se stesso, il suo corpo, come offerta d’amore per santificare tutti (v. 10), senza escludere nessuno, perché Egli “non si vergogna di chiamarli fratelli” (Eb 2,11). “Caro salutis est cardo” (la carne è il cardine della salvezza), amavano ripetere, con grande senso teologico ed antropologico, i Padri della Chiesa nei primi secoli. Sottolineavano in questo modo che Dio ha voluto rendere manifesta e concreta la sua salvezza, facendola passare attraverso la carne umana del Figlio di Dio, il figlio di Maria. Alla scuola di Maria, il Papa ci invita ad incontrare Gesù nel Natale e nell’Eucaristia. (*)

Questa meravigliosa opera di salvezza si realizza attraverso segni piccoli e poveri, persone e realtà umili. Un esempio biblico è Betlemme (I lettura), villaggio piccolo ma culla di un dominatore che “pascerà con la forza del Signore”, darà sicurezza e pace al popolo, “sarà grande fino agli estremi confini della terra” (v. 3). Betlemme è un paesetto insignificante, ma Dio lo sceglie per farvi nascere colui che è ‘la Notizia più Bella’ per tutti i popoli. All’origine di tale avvenimento, c’è Maria, che esulta e canta, cosciente che Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva” (v. 48).

Anche oggi, Dio compie le sue opere grandi per mezzo di strumenti poveri, gesti umili, situazioni umanamente disperate. Viene da domandarsi: ma allora, chi si salva? Coloro che, con cuore sincero e disponibile, accolgono il mistero di quel Bambino, nato a Betlemme più di 2000 anni fa; coloro che ne ascoltano il messaggio, si fanno costruttori della sua pace, portatori della sua gioia, missionari che lo annunciano. Come Maria, come i pastori!

Parola del Papa

(*)  “Cari amici, entriamo nel mistero del Natale, ormai vicino, attraverso la porta dell'Eucaristia: nella grotta di Betlemme adoriamo lo stesso Signore che nel Sacramento eucaristico ha voluto farsi nostro alimento spirituale, per trasformare il mondo dall'interno, a partire dal cuore dell'uomo. Ponetevi alla scuola della Vergine Maria, la prima che ha contemplato l'umanità del Verbo incarnato. Nel Bambino Gesù, col quale intrecciava infiniti e silenziosi colloqui, Ella riconosceva il Volto umano di Dio, così che la misteriosa Sapienza del Figlio si è impressa nella mente e nel cuore della Madre”.

Benedetto XVI
Agli Studenti Universitari, Roma, 14 dicembre 2006

Sui passi dei Missionari

- 21/12: S. Pietro Canisio (1521-1597), gesuita olandese, teologo nel Concilio di Trento, animatore della controriforma nell’Europa centrale, autore di un catechismo; è dottore della Chiesa.

- 21/12: Ricordo dell’omelia di Fra’ Antonio de Montesinos, domenicano spagnolo, nella IV domenica di Avvento del 1511, nella chiesa di “La Española” (Repubblica Domenicana), in difesa dei diritti degli indigeni: “Forse che questi non sono uomini?

- 22/12: S. Francesca Saverio Cabrini (Lodi 1850-1917 Chicago), fondatrice delle Missionarie del S. Cuore di Gesù, per l’attenzione ai migranti, in favore dei quali dette vita a numerose opere.

- 23/12: S. Giovanni da Kety (1390-1473), prete e teologo polacco, maestro di numerose generazioni di sacerdoti; parroco esemplare nella preghiera e nel servizio della carità.

- 23/12: S. Maria Margherita d’Youville (1701-1771), laica canadese del Quebec, madre di famiglia, vedova, e poi religiosa e fondatrice.

- 23/12: S. Antonio di S. Anna Galvão de França (1739-1822), francescano del Brasile, dedito alla predicazione e alla penitenza. È stato canonizzato da Benedetto XVI a São Paulo (2007).

- 24/12: B. Bartolomeo Maria Dal Monte (1726-1778), prete di Bologna, assiduo predicatore di missioni al popolo e al clero in ben 62 diocesi d’Italia; creò la Pia Opera delle Missioni.

- 25/12: Nascita di Gesù Cristo a Betlemme, Figlio di Dio in carne umana, Salvatore di tutta la famiglia umana. È un annuncio di grande gioia per tutto il popolo (cf Lc 2,10).

- 26/12: S. Stefano, protomartire (+ 34 ca.), diacono pieno di fede e di Spirito Santo, morì lapidato, perdonando e pregando per i suoi uccisori.

- 26/12: BB. Agnese Phila e Lucia Khambang, delle Suore “Amanti della Croce”, martirizzate assieme ad altre donne cristiane della Tailandia (+ 1940). 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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