P. Ottavio Raimondo

Non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme

Gli abitanti di quel villaggio avevano i loro motivi per non accogliere Gesù e neppure a te mancano i motivi.
Forse permangono forti i motivi di diversità di razza, di origine, di religione che a volte hanno fiammate di rifiuto esageratamente grandi.
Esistono anche motivi personali quali: ho la mia dignità da difendere; è un mio diritto, tocca sempre a me cedere, non mi piace, tutti fanno così, e poi cosa diranno, …
Più in sintonia con il brano del vangelo di oggi il principale motivo per cui facciamo difficoltà a ricevere Gesù è che se lo lasciamo entrare non possiamo più essere noi i primi ministri della nostra esistenza: saremo chiamati a vivere come figli e fratelli a servizio del regno di Dio. 

Signore vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?

“Il cristiano è un ‘uomo di pace’, non un ‘uomo in pace’: fare la pace è la sua vocazione”, scriveva don Mazzolari.
Noi abbiamo appreso dal messaggio cristiano come camminare, dove andare, cosa portare con noi. Cristo ci ha autorizzati ad operare esclusivamente con la forza della Parola e dell’Amore. Preoccupati di non soffiare ora sul fuoco di un più esteso conflitto che ci terrorizza: Nord-Sud, e Dio non voglia: Mondo-cristiano Mondo-musulmano, abbandonati idoli ed illusioni, menzogne e compromessi, siamo persuasi che solo dinanzi ai testimoni, come i Gandhi, i La Pira, i Mazzolari, i Luther King, i Romero, “la morte ha paura” (David Maria Turoldo), la guerra ha paura, la prepotenza ha paura.
Gesù non ci proibì di difenderci, ma ci proibì certi modi di difesa. Inutile dire che ci proibì tutti i mezzi peccaminosi. Ci proibì di restituire schiaffo per schiaffo: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio”.
Da dove vuoi iniziare a disarmare il tuo cuore e le tue mani? 

Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio

E se poi in quel miscuglio di rifiuto e di accoglienza, di violenza e non violenza che è la nostra vita ci passasse per il cuore il desiderio di seguire Gesù o di accogliere il suo invito, dobbiamo stare attenti perché è tremendamente facile inciampare come è successo a quei tre.
Il primo si offre ma i suoi beni lo bloccano; il secondo viene chiamato ma vuole prima risolvere i suoi problemi dimenticando che di problemi ne avrà fino all’ultimo respiro; il terzo è legato vorrebbe fare la bella figura di seguire ma con il fatto di salutare gli amici si mette al sicuro pensando di potere dire: io volevo ma le persone attorno a me mi hanno sconsigliato.
Quando finiremo di gettare la colpa sulle cose, sulla parentela e sulla società?Se non mi impegno la colpa non è mia ma loro. Giungerà il giorno in cui cresceremo così da assumerci le nostre responsabilità mettendoci come Gesù e con Gesù, decisamente in cammino verso Gerusalemme, verso la costruzione del regno di Dio?

p. Ottavio Raimondo, missionario comboniano 348-2991393 oraimondo@emi.it