P. Ottavio Raimondo

Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città

In questo scenario appaiono, sullo sfondo di una città e di una strada stracolma di gente a piedi, due personaggi.
Il primo è immerso in un bagno di folla ma per nulla preoccupato: tiene in mano la situazione, si sente sicuro.
Il secondo è isolato. Per fortuna vede un albero sul quale non è difficile salire e vi sale. Lì almeno è al sicuro e può realizzare il suo progetto.
Il primo personaggio si chiama Gesù, un nome molto comune in quell’epoca e luogo; un nome che vuol dire “Dio salva”.
Il secondo si chiama Zaccheo, un nome da persone importanti, che vuol dire “il puro”.
Prima di seguirli fermiamoci e lasciamo che ognuno di noi rifletta su tre “si dice”.
Si dice: il tempo è denaro! Che bugia! Il tempo non sarà anche gratuità, amicizia, opportunità, bellezza, …?
Si dice: per essere felici basta avere soldi e salute. Peccato che in occidente dove soldi e assistenza sanitaria non mancano, continuino ad aumentare i suicidi e l’uso dei psicofarmaci, …
Si dice: ciascuno si aggiusti, cuocia nel proprio brodo. Purtroppo è vero che di fatto i soldi servono per fare soldi, per accumularli, per creare abissi tra chi ha e chi non ha.

«Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua».

Gesù alza lo sguardo, parla con Zaccheo e gli svela che il piano di Dio non è mai per domani ma per “oggi”.
Zaccheo scende in fretta -  accoglie Gesù pieno di gioia e, insieme, si mettono in cammino finché giungono alla casa e Gesù vi entra. Non siamo di fronte a un’espressione qualunque. Entrare nella casa è entrare nel mondo di una persona, lì dove la persona vive ciò che è.
Ricordo che in Messico con i giovani si diceva: quando Gesù entra nella tua casa non lo fermi più. Non si accontenta di sedersi nel salotto, entra in ogni stanza, apre ogni cassetto e ti aiuta a prendere coscienza di ciò che nella tua casa vale e di ciò che non vale; di ciò che ti aiuta e di ciò che ti disturba.
Gesù attraversa la frontiera che separava i puri dagli impuri. Zaccheo attraversa la frontiera del proprio isolamento. Non è Gesù a rispondere ai “tutti” che mormorano ma lo stesso Zaccheo che fa la scelta di restituire  e di condividere.
La condivisione è essenziale per Gesù e il discepolo. La nostra vita, la nostra vocazione è condividere tutto fino ad essere donna o uomo “espropriato”.
Gesù è appena entrato e Zaccheo è già disposto a dare la metà dei suoi beni, che cosa succederà in seguito nella misura in cui Zaccheo godrà della presenza di Gesù?

Il Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto

Per Luca Gesù è il predicatore della misericordia di Dio. Gesù non si accontenta di cercare ciò che è perduto. Gesù fa rinascere ciò che era perduto e lo porta alla pienezza della vita. Porta ogni persona, anche te, a dire “una cosa so, prima ero cieco e adesso ci vedo…”.
E come persone che ci vedono attraversiamo le città illuminati dall’insegnamento conclusivo del messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale che abbiamo appena celebrato:
- Come il “sì” di Maria, ogni generosa risposta della Comunità ecclesiale all’invito divino all’amore dei fratelli susciterà una nuova maternità apostolica ed ecclesiale (cfr Gal 4,4.19.26), che lasciandosi sorprendere dal mistero di Dio amore, il quale “quando venne la pienezza del tempo… mandò il suo Figlio, nato da donna” (Gal 4,4), donerà fiducia e audacia a nuovi apostoli. Tale risposta renderà tutti i credenti capaci di essere “lieti nella speranza” (Rm 12,12) nel realizzare il progetto di Dio, che vuole “la costituzione di tutto il genere umano nell’unico popolo di Dio, la sua riunione nell’unico corpo di Cristo, la sua edificazione nell’unico tempio dello Spirito Santo” (Ad gentes, 7).