IN OGNI PICCOLO ATTO DI AMORE C'È TUTTO IL SENSO DELL'UNIVERSO

Immagine

P. Romeo Ballan

Riflessioni

La fine del mondo, o il fine (lo scopo, il senso) del mondo? La parola di Gesù (Vangelo) è proprio catastrofica o piuttosto rivelatrice del mistero amoroso della vita e del cosmo? La conclusione ormai prossima dell’anno liturgico e dell’anno civile ispira la scelta di testi biblici complessi, dove piani diversi si sovrappongono: la distruzione della bella città di Gerusalemme (v. 6), guerre fra popoli, terremoti e altre calamità, segni grandi dal cielo che fanno pensare all’imminente fine di tutto (v. 9-11). Luca usa un linguaggio dai toni accesi, anzi roventi, come dice il profeta Malachia (I lettura), che si scaglia contro i superbi e gli ingiusti, destinati a bruciare come paglia (v. 19); mentre il Signore proteggerà con raggi benefici i cultori del suo nome (v. 20). Il genere letterario detto ‘apocalittico’, proprio di queste letture, più che incutere terrore, è portatore di una rivelazione, di un messaggio di salvezza. ‘Apocalisse’ infatti significa ‘rivelazione - svelamento’. Sempre, la Parola di Dio, anche se apocalittica, illumina, giudica, salva, consola. Si fa più vicina nelle prove della vita e della fede.
La comunità del Vangelo di Luca (intorno agli anni 70-80) stava soffrendo persecuzioni e morte da parte di forze esterne (impero, sinagoga, tribunali..., v. 12); ma soffriva anche per debolezze all’interno (abbandoni, tradimenti, odio...), sempre a causa del nome di Gesù (v. 17). Perciò Luca scrive queste parole di Gesù, il quale mette in guardia i suoi seguaci dagli annunci ingannevoli (v. 8); li invita a non lasciarsi terrorizzare da guerre e rivoluzioni (v. 9). Le persecuzioni saranno per loro un tempo di grazia, un kairòs, una “occasione di dare testimonianza” del nome di Gesù (v. 13), nella certezza della Sua speciale assistenza: il Signore metterà sulle loro labbra le parole sapienti per il momento opportuno (v. 15). Per rassicurarli, Gesù usa un’immagine concreta, per nulla banale: anche i capelli del vostro capo sono tutti contati e importanti (v. 18).
Dio che ‘perde tempo’ per contarci i capelli in testa! Se Dio ha cura anche dei frammenti, se mette la sua onnipotenza a servizio anche delle cose piccole, se è un Padre che si prende cura degli uccelli del cielo e dei gigli del campo (cf Mt 6,26s), quanto più avrà cura dei suoi figli. Di qui l’invito ai cristiani a perseverare nella prova, per quanto dura, con la certezza dell’esito finale (v. 19), grazie al sostegno perenne e provvidente del Padre. La storia dei martiri di ogni epoca (alcuni li ricordiamo in questo mese: Cecilia il 22, Agostino Pro il 23, i martiri del Vietnam il 24) dà prova della verità e fedeltà della parola di Gesù. Egli sostiene quanti Gli rendono testimonianza. (*)
Nel caos della storia umana Dio non perde di vista nessuna creatura. L’operaio del Vangelo lo sa, lo annuncia, lo dice a tutti, perché sente che Dio lo fissa con sguardo d’amore e gli tende la mano. La storia dell’evangelizzazione del mondo è costellata della presenza amorosa del Signore verso i suoi figli. Le prove passano, la missione si estende: i frutti restano e sono segni di vita. Nel campo del Signore c’è posto e lavoro per tutti quelli che vogliono impegnarvisi. Paolo invita i fedeli di Tessalonica (II lettura) a mettere in atto le proprie capacità a beneficio degli altri, rifuggendo dal vivere “una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione” (v. 11). L’apostolo non esita a proporsi “come modello da imitare”, in quanto ha “lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno” (v. 8–9). Un richiamo, certamente, ed un modello per ogni operaio del Vangelo!

Parola del Papa

(*) “La storia deve fare il suo corso, che comporta anche drammi umani e calamità naturali. In essa si sviluppa un disegno di salvezza a cui Cristo ha già dato compimento nella sua incarnazione, morte e risurrezione. Questo mistero la Chiesa continua ad annunciare ed attuare con la predicazione, con la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità. Cari fratelli e sorelle, raccogliamo l'invito di Cristo ad affrontare gli eventi quotidiani confidando nel suo amore provvidente. Non temiamo per l'avvenire, anche quando esso ci può apparire a tinte fosche, perché il Dio di Gesù Cristo, che ha assunto la storia per aprirla al suo compimento trascendente, ne è l'alfa e l'omega, il principio e la fine (cf Ap 1,8). Egli ci garantisce che in ogni piccolo ma genuino atto di amore c'è tutto il senso dell'universo, e che chi non esita a perdere la propria vita per Lui, la ritrova in pienezza (cf Mt 16,25).”.

Benedetto XVI
Messaggio all’Angelus del 18 novembre 2007

Sui passi dei Missionari

- 15/11: S. Alberto Magno (Colonia, +1280), domenicano tedesco, vescovo, uomo di pace, dottore della Chiesa e patrono dei cultori di scienze naturali; seppe unire insieme scienze umane e studi teologici.
- 15/11: S. Giuseppe Pignatelli (1737-1811), sacerdote gesuita italiano, che, con santità di vita e abilità, si dedicò alla restaurazione della quasi estinta Compagnia di Gesù, dopo le soppressioni, la Rivoluzione Francese e le guerre napoleoniche.
- 15/11: B. Maria della Passione (Elena) de Chappotin de Neuville (1839-1904), religiosa francese, missionaria in India, fondatrice delle Suore Francescane Missionarie di Maria.
- 16/11: Giornata Internazionale della Tolleranza, istituita dall’ONU-UNESCO nel 1995.
- 17/11: SS. Rocco González, Alfonso Rodríguez e Giovanni del Castillo, martiri gesuiti nelle riduzioni del Paraguay (+1628), per il loro impegno missionario nella difesa e promozione degli indigeni. La nota pellicola Mission ne ha riprodotto l’epopea.
- 17/11: Ricordo dell’inaugurazione del Canale di Suez (Egitto, 1869), nuova via di comunicazione commerciale e culturale fra i popoli.
- 18/11: S. Filippina Rosa Duchesne (1769-1852), religiosa francese, missionaria negli USA, ove creò varie scuole e morì nello stato del Missouri.
- 20/11: Giornata Internazionale dei Diritti del Bambino, creata dall’ONU nel 1989.