P. Ottavio Raimondo

Verranno giorni nei quali, di quello che vedete non sarà lasciata pietra su pietra.

Attorno a Gesù c’è tutto il popolo che va da lui “di buon mattino”  nel tempio e ascolta. È questa l’ultima giornata che Gesù passa nel tempio, è questo il momento in cui Gesù riassume tutto il suo insegnamento e ci dice:
- non accoglie il dono di Dio e non costruisce futuro chi fa della propria vita una vita di dominio, chi si isola per non contaminarsi, chi si preoccupa di osservare norme che allontanano ed emarginano, chi si sente custode e difensore di strutture e tradizioni (20,45-47).
- accoglie il dono di Dio e costruisce futuro chi, come la vedova, che non ha alcun appoggio e sicurezza, dà tutto. Infatti possediamo solo ciò che diamo. Ciò che tratteniamo ci possiede (21,1-4).
- accoglie il dono di Dio e costruisce futuro chi la propria vita non la fonda sulle realizzazioni umane del passato o del presente anche se si tratta di templi troppo spesso monumenti costruiti più per esaltare la grandezza umana  che la tenerezza del Dio che cammina con il suo popolo (21,5-7)

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno.

È proprio questo Dio che cammina con il suo popolo che rende il discepolo di Gesù pronto ad affrontare falsi profeti, guerre, carestie e persecuzioni.
In quanto ai falsi profeti ci bastano le parole di Gesù che è con noi, sempre. Di questo Gesù che ci dice che il Padre ci ama e ci chiama a vivere per l’altro perché se ci dedichiamo all’altro permettiamo a Dio di dedicarsi a noi.
In quanto alle guerre e a ogni altro tipo di paure il discepolo è fondamentalmente sereno e fiducioso. Non si fa illusioni ma neppure si lascia possedere dal terrore.
In quanto alle persecuzioni non si preoccupa per difendersi: sa di contare con il Difensore, lo Spirito Santo. E così la persecuzione, non importa da dove venga, diventa una bella occasione di testimonianza.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Mentre tutte queste cose accadono a voi viene chiesto: 1. forza nelle avversità (resistenza) 2. capacità di vivere il quotidiano (pazienza) 3. rifiuto di fuggire quando i tempi si fanno bui (perseveranza) 4. dare spazio all’invisibile più che al visibile (fede).
Nella nostra quotidiana esperienza di isolamento e di emarginazione è bello vivere la speranza.
Il filosofo Ernest Bloch scrive «la speranza è sostegno indispensabile della ragione umana».
Frei Betto, credente e religioso, scrive: «fede e speranza riempiono il nostro cuore di infinito» e aggiunge: «Chi spera in Cristo non assolutizzerà mai una data situazione acquisita o un modello da conseguire».
Un anno fa abbiamo iniziato il nostro cammino di riflessioni sul vangelo della domenica. Ci incontreremo ancora domenica prossima ma intanto voglio ritornare sulla testimonianza che vi ho presentato domenica 24 ottobre. Si riferiva a quella coppia di miei amici di Guadalajara che pregano per i ladri che stanno derubandoli.
Pochi giorni fa mi hanno scritto di nuovo. In loro la Parola di questa domenica è diventata vita della loro vita. (Chi lo desidera può richiedermi la e-mail o il telefono di questa famiglia. La signora conosce anche l’italiano).
“Ogni giorno che passa siamo più tranquilli e non vogliamo che quanto è accaduto condizioni la nostra vita. Tutto seguirà uguale e ancora meglio. Ci siamo accorti che:

  1. abbiamo preso coscienza che la sofferenza può generare violenza;
  2. abbiamo preso coscienza che la violenza produce dolore, sofferenza;
  3. ci sentiamo più solidali con chi è vittima della violenza e con chi produce violenza;
  4. abbiamo fatto ancora una volta l’esperienza che il Signore è sempre con noi e che tutto ciò che lui fa lo fa per il bene di coloro che Lui ama. La nostra fiducia in lui si è rafforzata;
  5. detto in una parola: ci sentiamo più umani;
  6. abbiamo adesso una motivazione in più per pregare per la pace.

L’ultima parola non spetta al male e alla morte: vincerà la vita, la vita per tutti! Che la vita vinca in ciascuno di noi fin da oggi. Questa è la testimonianza di cui il mondo e ciascuno di noi abbiamo bisogno.