p. Ottavio Raimondo

Il vangelo di Matteo: il trittico pre-sinottico

In questa breve sezione del Vangelo di Matteo troviamo il cosiddetto “trittico pre-sinottico”, così chiamato perché generalmente si conviene tra esegeti che la memoria di questi tre fatti storici (la predicazione di Giovanni il Battista, il Battesimo di Gesù e le tentazioni di Gesù nel deserto) risale ad un periodo di tradizione orale  del materiale evangelico, precedente ad ogni tentativo di redazione letteraria. Matteo cerca di imprimere alle memorie evangeliche raccolte il tocco della propria abilità letteraria e il suo taglio teologico. Ovvero, la netta distinzione tra Giovanni il Battista e Gesù, l’altrettanto netta distinzione tra i vari periodi della storia della salvezza: quello che termina con Giovanni e quello che inizia con Gesù, il carattere pratico e quotidiano della conversione, sollecitata ed esigita dalla predicazione escatologica.

In quel tempo comparve Giovanni il battista a predicare nel deserto  della Giudea….

Il mistero dell’incontro di Dio con l’uomo, che l’evangelo narra, s’incarna in una parola e di questa parola divino-umana si fa propagandista Giovanni il Battezzatore. Si tratta di una parola liberatrice, redentrice, salvatrice. Giovanni non annunzia un codice religioso e morale, non parla di legge ne di Mosè, ma predica la penitenza in vista della remissione dei peccati. Giovanni si riallaccia alla migliore tradizione profetica che suggeriva atteggiamenti di religiosità interiore, sempre preferibili ad atti estremi di culto.

Le comunità di Matteo e le comunità dei discepoli di Giovanni il Battista

Noi membri delle comunità di Matteo vi assicuriamo che lo stesso Matteo ha raccontato in modo egregio la nostra fede anche per quanto si riferisce alla nostra relazione con le comunità di Giovanni il battezzatore.
Noi stimiamo Giovanni e le comunità che a lui si ispirano alcune delle quali vivono nello stesso territorio dove viviamo noi. Dialoghiamo con loro e, con rispetto, ricordiamo loro che Giovanni ha detto di non essere lui il Messia.
Per questo abbiamo riportato una delle sue affermazione “Ma viene colui che è più forte di me a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali”
Giovanni e Gesù, ambedue annunciano il Regno e invitano alla conversione. Giovanni predica nel deserto e accoglie la gente che va da lui; Gesù predica nelle città e villaggi ed è lui stesso che va a cercare la gente.
Giovanni e Gesù, ambedue saranno uccisi. I discepoli raccoglieranno il corpo di ambedue e li seppelliranno. Ma solo il secondo, Gesù, i discepoli lo rincontreranno vivo come colui che aveva promesso “Sarò con voi sempre…”; come colui che li manda a annunciare il vangelo a tutti i popoli e come colui che va a preparare loro un posto e ritornerà.
Proprio per questo non cessiamo di attenderlo nella sua venuta gloriosa, dicendo senza stancarci: “Vieni, Signore Gesù”.
I discepoli di Giovanni conoscono questa nostra fede e sanno bene che noi crediamo che il ritorno del Signore Gesù sarà una benedizione anche per loro. Proprio per questo tra noi e loro non ci sono ostilità.

Le comunità cristiane oggi e le altre comunità

Noi cristiani del terzo millennio troviamo in voi, comunità di Matteo, una grande luce.
Abbiamo bisogno di incontrare i Giovanni Battista del nostro tempo, di gioire e di dialogare con loro.
Anche noi nel nostro territorio, accanto a noi, troviamo tante comunità e persone che si ispirano a grandi profeti che, come il Battista, hanno frequentato luoghi difficili e hanno invitato al cambio.
Alcuni di loro sono personaggi recenti come: Gandhi, Luther King, Tutu, Bonhoeffer, Nierere, … Altri sono personaggi legati alla storia delle civiltà e delle religioni di cui tutti conosciamo i nomi.
In questo avvento 2010 abbiamo bisogno urgente di:
- scoprire il bello che c’è in ogni comunità e persona che a loro si ispirano;
- impegnarci insieme per chiedere all’umanità intera quei nuovi stili di vita, di rispetto delle persone e delle cose, senza dei quali il futuro sarà una minaccia e non una promessa. “Se continuiamo con l’occhio per occhio – affermava Luther King – alla fine rimarremo tutti ciechi”.
- annunciare che Gesù di Nazaret ha vinto la morte, è vivo perché tutti vivano; è vivo come primizia; è vivo e ha il volto dell’amico, del viandante, dell’ortolano, dell’innamorato, del pescatore, della persona risplendente di luce ma anche del Macedone che invita ad attraversare il mare; dell’angelo che scioglie le catene.
Ha il volto di colui che invia. Ha il volto del Padre senza il quale l’umanità è orfana.
Anche questo annuncio è avvento.

Suggerimento.  L’8 dicembre i cristiani cattolici celebrano la festa dell’Immacolata Concezione di Maria. Là dove ci troviamo mettiamo un fiore davanti a un’immagine di Maria la donna del “SI”, da donna povera serva dei poveri. E impegnati, lo diciamo al singolare, anche a favore dell’iniziativa per i giovani, il GIM www.giovaniemissione.it Suor Giuseppina Barbato b.giuseppina@yahoo.co.uk