P. Ottavio Raimondo

Prima dei secoli, fin da principio, egli mi creò (I lettura: Sir 24,1-4.12.16)
Ci ha scelti prima della creazione del mondo (II lettura: Ef 1,3-6.15-18)
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (III lettura: Gv 1,1-18)

Le comunità del vangelo di Giovanni.

Il nostro vangelo ha una lunga storia. La sua prima stesura risale attorno all’anno 66 a Gerusalemme e la stesura definitiva a quasi 40 anni dopo verso la fine del primo secolo.
Il nostro vangelo l’abbiamo presentato sotto l’autorità di un discepolo che abbiamo qualificato come il discepolo amato.
Dai primi 18 versetti vi rendete conto della realtà in cui stiamo vivendo la nostra fede e capirete che il nostro unico intento è annunciare Gesù l’opera ultima del Padre frutto dello Spirito. Per noi Gesù è il SI del Padre all’umanità di tutti i tempi e luoghi: il SI definitivo.
Per il popolo ebraico in mezzo al quale ci troviamo e del quale molti di noi sono membri, il centro di tutto è la legge. Noi invece sottolineiamo che il centro di tutto è la vita: è buono ciò che favorisce la vita, lo sviluppo della creazione. Per i giudei la fedeltà alla legge è il valore supremo anche se questa fedeltà porta alla morte. Nel nostro vangelo abbiamo riportato una loro affermazione: “Abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire”.L’incompatibilità tra Gesù e i giudei sta proprio qui.
Una seconda caratteristica dell’ambiente in cui viviamo è la visione di Dio come di un Dio grande e lontano impossibile da raggiungere soprattutto a causa del dominio che esercitano certi gruppi umani (le tenebre). Noi presentiamo il Dio che in Gesù si fa vicino, si fa debolezza, “carne”. Lo presentiamo come la pienezza della vita in mezzo a noi. Lo presentiamo come colui dal cui costato sgorgano sangue e acqua: il sangue del suo amore e l’acqua dello Spirito.
Una terza caratteristica della mentalità del nostro tempo è il mettere l’accento sulla verità (rappresentata dalla parola “luce”) che porterebbe alla vita; una verità che precede la vita.
Per noi, comunità di Giovanni, non è la verità a condurre alla vita ma la bellezza della vita è la verità. La Parola creatrice, il Verbo, offre una vita che, accolta e vissuta, si rivela come verità. Lo diciamo con chiarezza con le parole: “la vita era la luce (la verità) degli uomini”.

Le comunità cristiane di oggi, all’inizio del terzo millennio.

Siamo contenti di rileggere oggi all’inizio del 2011 queste ricchezze che le comunità degli inizi ci hanno lasciato. Lo facciamo anche accompagnati dagli “Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il decennio 2010-2020 che portano il titolo di “Educare alla vita buona del Vangelo”. 
Siamo convinti che anche oggi abbiamo urgente bisogno di approfondire e vivere queste tre dimensioni:
- il centro di tutto è la vita: è buono ciò che favorisce la vita;
- la pienezza della vita è Gesù – il Dio vicino, il Dio con noi – che dona all’intera umanità pienezza di vita;
- la vita è la verità per tutta l’umanità di tutti i luoghi e tempi.
Noi comunità cristiane di oggi ringraziamo le comunità di Giovanni: l’ultima parola che mettono sulla bocca di Gesù è stata questa: “Tu seguimi”.
Questa parola Gesù l’ha rivolta a Pietro e, oggi, la rivolge a te e a me, alla comunità a cui appartengo, alle comunità dei discepoli che si trovano in ogni paese e continente.
Seguimi e porta la vita. Seguimi e annunciami come colui che è la pienezza della vita. Seguimi per dire a tutti che la verità è la vita, non sono le filosofie e le ideologie.
Tu seguimi e non dimenticare che la prova della mia missione non è stata la sublimità della mia dottrina ma l’efficacia delle mie opere. Leggi con attenzione: “quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato” (Giovanni 5,36 e 10,38).
E forse anche nelle assemblee domenicali sarebbe più importante che ogni prete, magari insieme ad altri membri del popolo di Dio, raccontasse la propria fede più che parlare di fede; raccontasse come Gesù lo ha incontrato nella settimana che parlare di Gesù che ci vuole incontrare; raccontasse le proprie scelte e stili di vita.

Suggerimento. Rileggo questa riflessione insieme a una o più persone mettendomi in ascolto e rendendomi disponibile a condividere la mia vita, a raccontare la vita. E nella prossima festa dell’Epifania ci uniamo ai Magi che “per un’altra strada”si rimettono in cammino. Che il 2011 ci porti tutti a camminare per un’altra strada, da strada del vangelo, da strada di Gesù il SI definitivo del Padre..

p. Ottavio Raimondo, comboniano, oraimondo@emi.it 348-2991393