P. Romeo Ballan

Isaía  42,1-4.6-7
Salmo  28
Atti  10,34-38
Matteo  3,13-17

Riflessioni

Il Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano è una delle tre epifanie, o manifestazioni più significative, che la liturgia della Chiesa canta nella solennità dell’Epifania del Signore, assieme alla manifestazione ai magi venuti dall’Oriente e al miracolo nelle nozze di Cana. Anche il battesimo è una presenza ed una manifestazione missionaria di Gesù. Liturgicamente, celebriamo oggi una festa-ponte tra l’infanzia di Gesù e la sua vita pubblica. Ma c’è di più: fin dall’inizio, la predicazione missionaria degli Apostoli sulla vita di Gesù cominciava “dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Egli è stato di mezzo a noi assunto in cielo” (Atti 1,22). La dimensione universale di questa epifania emerge in forma concreta dalle letture.

Ce lo conferma Pietro (II lettura) in casa del centurione Cornelio a Cesarea. Superata con fatica la resistenza iniziale  -sua propria e della comunità ecclesiale-  Pietro fa visita, accoglie Cornelio e ne difende l’ingresso nella Chiesa, affermando una verità fondamentale per la missione e per la teologia della salvezza offerta ad ogni persona, anche se non ufficialmente cristiana: “Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga” (v. 34-35).

Il fatto del battesimo del Signore getta una grande luce sull’identità e la missione di Gesù (Vangelo). In Lui si manifesta la Trinità santa: il Padre lo proclama suo Figlio, “l’amato” (v. 17); lo Spirito discende su di Lui (v. 16). Il Padre è la voce, il Figlio è il volto, lo Spirito è il vincolo. La missione di Gesù è prefigurata già nel primo canto del Servo del Signore (I lettura), con un compito che oltrepassa i confini d’Israele e arriva alle nazioni (pagane) come luce e salvezza (v. 1.6). La sua è una missione che rifugge dai toni strepitosi e dirompenti (v. 2); sarà invece di sostegno, recupero e valorizzazione dei più deboli (v. 3.7); potendo contare sempre sulla forza di Colui che l’ha “preso per mano” (v. 6). Si tratta di un programma entusiasmante, atto a riempire la vita di qualunque persona capace di amore e di ideali generosi. Si può ricordare qui la famosa meditazione  sul Regno, che S. Ignazio di Loyola colloca all’inizio della seconda settimana dei suoi Esercizi spirituali. Inoltre, occorre ricordare che il programma del Servo riguarda sia le persone singole, sia una comunità, o anche un popolo.

Nel Vangelo Gesù, facendo sua la missione del Servo e sentendosi, al tempo stesso, figlio e fratello, si mette in fila con i peccatori, fa la coda come tutti, attende il suo turno per ricevere, anche Lui, innocente, il battesimo da Giovanni Battista per il perdono dei peccati. Si manifesta qui la totale solidarietà che Gesù sente con tutti i membri della famiglia umana, di cui è membro a pieno titolo. Una solidarietà fino al punto che “non si vergogna di chiamarli fratelli” (Eb 2,11). Profondo è il commento di S. Gregorio Nazianzeno, descrivendo la scena del battesimo: “Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo” (Ufficio delle Letture). Egli è veramente il Servo solidale e sofferente, l’Agnello che carica su di sé i delitti di tutti (cf Is 53,4-5.12). Eppure, è sempre Lui il Figlio prediletto, nel quale il Padre misericordioso si compiace!

La stupenda riflessione teologica del Nazianzeno trova anche un riscontro geografico nel luogo dove, presumibilmente, si è realizzato il battesimo di Gesù. Il luogo potrebbe essere Bet-Araba, nello stesso guado del fiume, attraverso il quale Giosuè fece entrare il popolo nella Terra promessa (Gs 3,14s). Secondo i geologi, questo sarebbe il punto più basso della terra: - 400 m sotto il livello del mare. Da quella profondità depressa Gesù emerge dall’acqua del Giordano, si eleva verso l’alto, caricando sulle sue spalle l’umanità intera, il cosmo. La sua preghiera al Padre poteva essere quella del salmo De Profundis: “Dal profondo a Te grido, o Signore… Perché con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione” (Sal 130,1.7). La vicinanza solidale di quel Servo, Figlio e Fratello, vero Dio e uomo, è la base dell’impegno missionario, che per ogni cristiano si fonda e nasce dal Battesimo,  (*)  il sacramento che ci introduce nella vita della Trinità e della Chiesa, per dare vita al mondo.

Parola del Papa

(*)  “La necessità che tutti i fedeli condividano la responsabilità nell’attività missionaria non è solo questione di efficacia apostolica, ma è un dovere-diritto fondato sulla dignità battesimale”.

Giovanni Paolo II
Enciclica Redemptoris Missio (1990) n. 71

Sui passi dei Missionari

- 9/1: Festa del Battesimo del Signore: si mise in coda come tutti gli altri peccatori e, risalendo dalle acque, portava su di sé il mondo.

- 9/1: Ven. Paolina Maria Jaricot (Lione 1799-1862), laica francese, promosse lo spirito e la collaborazione missionaria fra le colleghe di lavoro e fondò l’Opera della Propagazione della Fede.

- 10/1: B. Anna degli Angeli Monteagudo (1602-1686), monaca domenicana per quasi 70 anni nel Monastero di S. Caterina ad Arequipa (Perù), donna insigne per santità e buon consiglio.

- 11/1: S. Paolino di Aquileia (730-802), vescovo, teologo e missionario nell’Europa centrale.

- 12/1: S. Margherita Bourgeoys (1620-1700), nata in Francia e missionaria in Canadà, fondatrice, si dedicò all’assistenza degli emigranti, soldati e giovani; morì a Montreal.

- 12/1: B. Nicola Bunkerd Kitbamrung (1895-1944), sacerdote tailandese e martire a Tomhom, presso Bangkok; eccellente predicatore del Vangelo, messo in carcere durante una persecuzione, si dedicò alla cura dei malati e rimase contagiato da tubercolosi.

- 13/1: S. Ilario di Poitiers (ca. 310-367), dottore della Chiesa, fu detto “l’Atanasio dell’Occidente” per la tenace opposizione all’arianesimo, per cui soffrì la persecuzione e l’esilio.

- 14/1: B. Odorico da Pordenone (1265-1331), sacerdote francescano, missionario fra i tartari, gli indiani, i cinesi, fino a Kambalik, capitale della Cina, convertendo molti alla fede di Cristo.

- 14/1: B. Pietro Donders (1805-1887), sacerdote redentorista olandese, che lavorò per 45 anni come missionario nella Guyana Olandese (Surinam), dedicandosi specialmente ai lebbrosi nella colonia di Batavia.

- 15/1: S. Francesco Fernández de Capillas (1607-1648), sacerdote domenicano spagnolo, missionario nelle Filippine e poi in Cina, dove fu ucciso dai tàrtari Manciù. È considerato il protomartire della Cina. Fu canonizzato assieme a numerosi altri martiri della Cina il 1°/10/2000.

- 15/1: S. Arnoldo Janssen (1837-1909), fondatore della Società del Verbo Divino, delle Serve dello Spirito Santo e delle Serve dello Spirito Santo dell’Adorazione perpetua.

- 15/1: Nascita di Martin Luther King ad Atlanta, USA, (1929): leader dei diritti civili, integrazione razziale e “non-violenza-attiva”, Premio Nobel della Pace (1964), assassinato il 4/4/1968.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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