“Ecco l’Agnello…”: un annuncio carico di Missione

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P. Romeo Ballan

Isaia 49,3.5-6
Salmo 39
1Corinzi 1,1-3
Giovanni 1,29-34

Riflessioni

Continua l’epifania, la manifestazione di Gesù. Dopo la stella dei magi e il battesimo al Giordano, è ancora Giovanni Battista a segnalare con insistenza Gesù come l’Agnello di Dio (Vangelo). Giovanni è andato crescendo nella sua conoscenza di Gesù: dapprima non lo conosceva (v. 31.33), o lo conosceva probabilmente solo come suo parente. Ora lo proclama Agnello di Dio, (v. 29), ripieno di Spirito, anzi colui che battezza nello Spirito Santo(v. 33), Figlio di Dio (v. 34). Giovanni Battista lo dichiara presente: “Ecco l’agnello di Dio…”, colui che carica su di sé e, in questo modo, toglie il peccato del mondo (v. 29); cioè tutti i peccati. Gesù non utilizza qui meccanismi giuridici esteriori come il condono, la sanatoria, l’indulto o l’amnistia, ma il battesimo nello Spirito Santo, l’immissione nel cuore delle persone di un dinamismo nuovo, lo Spirito (v. 33), la forza dell’amore, unica energia vincente su ogni male umano. Proprio perché solo l’amore trasforma e risana il cuore.

Il secondo canto del Servo di Iahvè (I lettura) contiene una prefigurazione tematica del Battesimo di Gesù. È Lui il vero ‘talya’ (termine aramaico usato da Giovanni Battista per indicare agnello e servo): è l’agnello pasquale, immolato, che toglie, caricandoli su di sé, i peccati del mondo intero; è il servo, chiamato fin dal seno materno (v. 5), che diventa luce delle nazioni, con una missione universale di salvezza che supera i confini nazionali per arrivare fino all’estremità della terra (cf v. 6; Lc 2,30-32; Atti 13,47). Il salmo responsoriale canta la disponibilità di Gesù  –e della Chiesa evangelizzatrice-  ad assumere questa missione senza confini: “Ecco, io vengo...!”

L’espressione “Agnello di Dio”, usata dal Battista, è pregna di evocazioni bibliche e di applicazioni missionarie. Evoca ,anzitutto, l’agnello pasquale, il cui sangue fu segno di salvezza dallo sterminio nella notte dell’esodo dall’Egitto (Es 12,23); evoca, inoltre, l’immagine del Servo sofferente e silenzioso, che portava il peccato della moltitudine (cf Is 53,12); infine, l’espressione del Battista rimanda al sacrificio di Abramo, nel quale Isacco fu risparmiato e Dio stesso provvide all’agnello per il sacrificio (Gn 22,7-8): non l’unigenito figlio di Abramo, ma l’unigenito Figlio di Dio stesso. È possibile che Giovanni Battista, educato forse alla scuola degli Esseni di Qumran, avesse questa ampia comprensione della espressione ‘agnello di Dio”. La avevano anche, sia pure in diversa misura, tanti pii israeliti, fra i quali, certamente, Maria, Giovanni evangelista…

La progressiva scoperta e identificazione con Gesù fanno di Giovanni Battista un modello per la Chiesa missionaria e, in essa, per ogni evangelizzatore ed evangelizzatrice: Giovanni crede in Gesù, lo riverisce, lo annuncia presente, ne dà testimonianza fino al sangue. La Chiesa continua a additare Gesù con le parole di Giovanni; lo fa nell’Eucaristia-comunione: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati...”, e nell’annuncio e servizio propri della missione. Il messaggio missionario della Chiesa sarà tanto più efficace e credibile quanto più sarà  –come nel Battista-  frutto di libertà, austerità, coraggio, profezia, espressione di una Chiesa serva del Regno, decisa nel “far causa comune” (S. Daniele Comboni) con le sofferenze e le profonde aspirazioni della famiglia umana. Solo così, come per Giovanni Battista, la parola del missionario sarà all’origine di nuovi discepoli di Gesù (cf Gv 1,35-37).

Tale è stata anche la vocazione missionaria di Paolo, apostolo innamorato di Gesù Cristo: lo nomina ben 4 volte nei 3 versetti della II lettura. Il suo ampio saluto a tutti i santificati (battezzati) si fa nuovamente attuale nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio). L’Ecumenismo e la Missione costituiscono un binomio vitale e irrinunciabile per la Chiesa di Gesù. (*) Anche il tempo liturgico detto ordinario, nel quale siamo entrati, è sempre un tempo forte e specifico per la missione, perché questa è la natura stessa della Chiesa: la missione non è riservata ad alcune circostanze, feste o raccolte di fondi, ma è coestensiva della vita della Chiesa e ne fermenta tutte le attività.  (**)

Parola del Papa

(*)  “La divisione dei cristiani porta grave danno alla santa causa della predicazione del Vangelo a tutti gli uomini e chiude a molti l’accesso alla fede... Tutti i battezzati sono chiamati a radunarsi in un solo gregge e a rendere, così uniti, testimonianza a Cristo, loro Signore, di fronte alle genti”.

Decreto conciliare Ad Gentes, 6

 (**)  “Le Chiese locali inseriscano l’animazione missionaria come elemento-cardine della loro pastorale ordinaria nelle parrocchie, nelle associazioni e nei gruppi, specie giovanili”.

Giovanni Paolo II
Enciclica Redemptoris Missio (1990) n. 83

Sui passi dei Missionari

- 16/1: Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tema per il 2011: “Una sola famiglia umana”.

- 16/1: SS. Berardo ed altri quattro francescani, mandati da S. Francesco in Marocco a predicare il Vangelo ai musulmani; furono uccisi (+1226) per ordine di un capo islamico.

- 16/1: B Giuseppe Vaz (1651-1711), sacerdote indiano della Congregazione dell’Oratorio, missionario instancabile nello Sri Lanka.

- 16/1: B. Paolo Manna (1872-1952), sacerdote del PIME, missionario in Birmania, fondatore della Pontificia Unione Missionaria, per la diffusione dello spirito missionario nelle comunità cristiane. Si celebra il 16/1, nella vicinanza della Settimana per l’Unità dei Cristiani, che egli promosse.

- 17/1: S. Antonio abate (+356), chiamato “padre dei monaci” in Egitto e difensore della fede.

- 18-25/1: Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’unità dei credenti in Cristo è in vista della missione: “…perché il mondo creda” (Gv 17,21). Tema per il 2011: "Uniti nell'insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera" (cf Atti 2,42).

- 20/1: B. Cipriano Michele Iwene Tansi (1903-1964), sacerdote diocesano di Onitsha (Nigeria) e poi monaco trappista, iniziatore di tale vita contemplativa per l’Africa.

- 20/1: Ricordo di P. Alessandro Valignano (1539-1606), missionario in Asia e superiore provinciale dei gesuiti in Estremo Oriente (India, Cina, Giappone...), morto a Macao.

- 22/1: S. Vincenzo Pallotti (1795-1850), fondatore dei Pallottini/e, promotore delle missioni e dell’apostolato dei laici, chiamato da Pio XI “Precursore dell’Azione Cattolica”.

- 22/1: B. Laura Vicuña, nata in Cile e morta in Argentina all’età di 13 anni (+1904). Offrì la sua vita per la conversione della mamma.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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