Chiamati alla conversione, alla Missione e all’Unità

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P. Romeo Ballan

Isaia  8,23b-9,3
Salmo  26
1Corinzi  1,10-13.17
Matteo  4,12-23

Riflessioni

Fin dalle prime apparizioni pubbliche (Vangelo), Gesù si presenta come un missionario itinerante: di villaggio in villaggio, insegna, predica la buona notizia del Regno, guarisce malati, chiama discepoli… (v. 23). Inizia la sua missione non in luoghi importanti e religiosi come Gerusalemme, ma in zone periferiche, fra i lontani, gli eterodossi, i meno religiosi, semipagani, gli impuri a contatto con i pagani. Tali erano (considerati) gli abitanti della Galilea (v. 15). Gesù lascia Nazaret e va ad abitare a Cafarnao, cittadina di frontiera, con una dogana per le mercanzie in transito lungo la “via del mare” (v. 13.15), la strada imperiale che univa Egitto, Palestina, Siria e Mesopotamia. Fin dall’antichità, quindi, la Galilea era una zona di incrocio di popoli, sottoposta al passaggio di truppe e al controllo dei traffici, con le conseguenti contaminazioni e ricadute morali. Si capisce così l’appello che il profeta Isaia rivolge agli abitanti della regione (I lettura): passare dalla esperienza umiliante di schiavitù (v. 23) e dal giogo di oppressione (v. 3) alla vita con libertà, in grande luce (v. 1) e gioia (v. 2). Matteo (Vangelo) vede che la profezia di Isaia si è compiuta con la presenza di Gesù (v. 14-17), la cui missione ha un inizio carico di speranza (v. 23), sulla base, però, di un esigente programma di conversione a Dio e di impegno per il suo Regno (v. 17).

 

Con questa scelta iniziale, Gesù mostra che i primi destinatari del suo Vangelo e del Regno non sono i giusti, gli osservanti o quelli che si ritengono tali, ma i lontani, gli esclusi… È l’inizio umile di una missione che avrà orizzonti universali, e che sarà portata avanti dai discepoli e dai loro successori, chiamati a seguire Gesù per essere, in ogni parte del mondo, “pescatori di uomini” (v. 19). La vocazione missionaria comporta sempre un esodo, una partenza, spesso anche geografica, lasciare qualcuno e qualcosa; c’è sempre un distacco, un uscire dal proprio egoismo e dal proprio ambiente ristretto. Qui Gesù lascia Nazaret (v. 13) e gli spazi di intimità con sua Madre, Lui che aveva scelto di essere l’Emmanuele in carne umana. Come un tempo Abramo fu invitato ad uscire dalla sua terra e dalla sua parentela, così ora due gruppi di fratelli, chiamati da Gesù a seguirlo, lasciano reti, barca e padre (v. 20.22). In ogni caso, la vocazione non è mai una partenza verso il vuoto: è un lasciare qualcosa per seguire Qualcuno, una partenza all’incontro di un Altro. Al primo posto c’è sempre l’incontro e l’attaccamento alla persona di Gesù.

 

Questa vocazione-missione affonda le sue radici in una conversione (“Convertitevi…”: v. 17), un cambio di mentalità, un orientamento nuovo verso Dio e il suo Regno, di cui Gesù Cristo è la pienezza. La conversione a Cristo comporta la sequela e la missione, l’essere ben radicati in Lui e ben inseriti nelle strade del mondo: “vi farò pescatori di uomini” (v. 19). Così è avvenuto con Paolo (II lettura), del quale in questo tempo si ricorda la conversione (25 gennaio). Una conversione totale e fedele fino al martirio! Sulla strada di Damasco non è nato soltanto un cristiano, ma anche il più grande missionario fra i pagani, l’innamorato predicatore di Cristo crocifisso e risorto (v. 10). (*)  Il messaggio paolino è di attualità, nel contesto della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, chiamati a vivere uniti, ad evitare divisioni e discordie, ad essere in perfetta unione (v. 10-11), perché il Cristo non è diviso (v. 13). Prendere coscienza della vastità e urgenza dei problemi del mondo aiuta ad uscire da egoismi, divisioni, discordie, tensioni locali. Con sapore di attualità, S. Teresa d’Avila diceva: “Il mondo sta bruciando, non c’è tempo di trattare con Dio affari di poca importanza… Quando vedo le grandi necessità della Chiesa, queste mi affliggono così tanto che mi sembra una burla aver pena per altre cose”.

 

La proposta missionaria e vocazionale di Gesù (Vangelo) è globale nel metodo e nel contenuto; si articola in quattro momenti:

1. sguardo alla situazione del mondo: popolazioni lontane e periferiche, poco religiose (v. 13-16);

2. invito alla conversione del cuore verso Dio e il suo Regno (v. 17);

3. incontro e sequela di Cristo: “venite dietro a me…” (v. 19.21);

4. missione nel mondo: “pescatori di uomini” (v. 19).

 

 

Parola del Papa

(*)  “La missione evangelizzatrice della Chiesa è la risposta al grido ‘Vieni, Signore Gesù!’, che percorre tutta la storia della salvezza e che continua a levarsi dalle labbra dei credenti… L’accoglienza della Buona Novella nella fede spinge di per sé a comunicare la salvezza ricevuta in dono… Nulla è più bello, urgente ed importante che ridonare gratuitamente agli uomini quanto gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio! Nulla ci può esimere o sollevare da questo oneroso ed affascinante impegno… Ogni cristiano ed ogni comunità sentano la gioia di condividere con gli altri la Buona Notizia che ‘Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito … perché il mondo si salvi per mezzo di lui’ (Gv 3,16-17)”.

Benedetto XVI

All’Angelus del 23 dicembre 2007

 

 

Sui passi dei Missionari

- 23/1: S. Ildefonso, vescovo di Toledo (607-667), scrittore sacro; diede solidità alla Chiesa in Spagna, promuovendo la liturgia e la devozione mariana.

- 23/1: B. Marianne Cope (1838-1918), religiosa francescana tedesca, emigrò in USA e fu missionaria per decine d’anni fra i lebbrosi delle isole Hawai e a Molokai.

- 24/1: S. Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa, pastore di anime, scrittore, evangelizzatore e fondatore. È il patrono dei giornalisti.

- 25/1: Conversione di San Paolo, apostolo delle genti. Sulla strada di Damasco è nato non solo un cristiano, ma il più grande missionario della storia.

- 26/1: SS. Timoteo e Tito, collaboratori di S. Paolo, vescovi, rispettivamente, di Efeso e di Creta.

- 27/1: S. Angela Merici (1474-1540), fondatrice della Compagnia di Santa Orsola (Orsoline), pioniere fra le donne di vita consacrata nel mondo, al di fuori dei tradizionali monasteri conventuali.

- 28/1: S. Tommaso d’Aquino, dottore della Chiesa; la sua Summa contra Gentiles è uno dei primi manuali per missionari fra i non cristiani, in particolare i mussulmani.

- 29/1: S. Giuseppe Freinademetz (1852-1908), della Società del Verbo Divino, missionario in Cina.

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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