P. Romeo Ballan

Sofonia  2,3; 3,12-13
Salmo  145
1Corinzi  1,26-31
Matteo  5,1-12

Riflessioni

Nella sequenza di epifanie, o progressive manifestazioni di Gesù (vedi domeniche precedenti), le Beatitudini (Vangelo) sono il programma della sua missione, la magna charta del popolo della nuova Alleanza, una specie di costituzione del Regno di Dio, valore da ricercare al di sopra di tutto (Mt 6,33). Prima di essere un messaggio etico di comportamenti, le Beatitudini sono una affermazione teologale del primato di Dio, dei suoi criteri e scelte, spesso in contrasto con le vie degli uomini. In realtà le Beatitudini sono una riaffermazione del primo comandamento: “Io sono il Signore tuo Dio, non avrai altro Dio fuori di me”. Avidità di ricchezze, di potere, violenza, sopraffazione, oppressione… sono contrarie al programma scelto da Gesù. Egli ha deciso di far crescere il suo Regno con persone che optano per la povertà, la mitezza, la purezza di cuore, la ricerca della pace, la misericordia, la riconciliazione, la sopportazione del male e dell’ingiustizia… Le Beatitudini hanno un forte contenuto escatologico; ci ripropongono la priorità dell’annuncio del Dio vivente, l’invito essenziale a fidarsi di Dio. Perché “solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila).

Gesù ha vissuto le Beatitudini e, solo dopo averle vissute, le ha proposte. Esse sono il suo autoritratto, tracciano il suo profilo interiore di vero Dio in carne umana. Prima di essere un programma predicato sul monte (v. 1), le Beatitudini sono la sua autobiografia, rivelano la sua identità intima, il suo stile, le sue scelte vitali. Contemplando la vita di Gesù povero, mite, puro, misericordioso, assetato di amore e di giustizia, operatore di pace, perseguitato e sofferente… è possibile ricostruire tutto il Discorso della Montagna, cominciando dalle Beatitudini.

L’autore della lettera agli Ebrei, nella sua riflessione biblica e teologica, spiega il senso di queste scelte di Gesù: “Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio” (Eb 12,2). Perciò il discepolo è invitato a correre, con perseveranza, senza stancarsi o perdersi d’animo, “tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” (ivi). Anche Gesù cercava la sua felicità, come lo fa qualunque altro essere vivente. E l’ha trovata nella scelta delle Beatitudini. Questo è stato il suo cammino, e quindi deve essere anche il nostro. Nel programma delle Beatitudini, Gesù parla di sé, ma, al tempo stesso, parla di noi, descrive lo stile della nostra vita di discepoli. Parla di un cambio radicale. Le Beatitudini sono, infatti, un capovolgimento totale dei criteri umani; uno sconcertante andare controcorrente! Prenderle sul serio e viverle -come ha fatto Gesù- genera un salto di qualità nella vita del mondo: un’autentica rivoluzione nell’amore!

Il profeta Sofonia (I lettura) esorta i “poveri della terra” a cercare il Signore, la giustizia e l’umiltà (v. 3), perché il Signore riserva un’attenzione speciale ai poveri e ai deboli (salmo). S. Paolo ce lo conferma, scrivendo ai Corinzi (II lettura) che Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto, debole, ignobile, disprezzato, nulla… “perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio” (v. 27-29). Ne è un esempio la comunità cristiana di Corinto, dove “non ci sono molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili” (v. 26). La stessa situazione si ripete quasi ovunque nelle giovani Chiese missionarie, soprattutto nel sud del mondo, dove l’annuncio del Vangelo e la crescita delle comunità cristiane si realizzano con mezzi scarsi e fragili, spesso in mezzo a persone semplici e umili, in situazioni di minoranza, incomprensione, ostilità. Nelle situazioni di precarietà, frequenti nel mondo missionario, si rivelano con più chiarezza la forza del Vangelo e la gratuità delle Beatitudini. (*)  Sono un tesoro da custodire e da preferire ad altre proposte mondane e inquinanti.

È nota l’ammirazione di Gandhi (del quale ricorre l’anniversario dell’assassinio: 30.1.1948) e di altri leaders spirituali non cristiani per le Beatitudini predicate da Gesù. Il programma delle Beatitudini esige la conversione interiore degli evangelizzatori, senza la quale non sono possibili né missione ad gentes, né attività pastorale, né vero ecumenismo. Le Beatitudini di Gesù non sono solo uno stile o un metodo, ma il contenuto essenziale, il cuore dell’annuncio missionario.

Parola del Papa

(*)  “Il missionario è l’uomo delle Beatitudini. Gesù istruisce i Dodici prima di mandarli ad evangelizzare, indicando loro le vie della missione: povertà, mitezza, accettazione delle sofferenze e persecuzioni, desiderio di giustizia e di pace, carità, cioè proprio le Beatitudini, attuate nella vita apostolica (cf Mt 5,1-12). Vivendo le Beatitudini, il missionario sperimenta e dimostra concretamente che il Regno di Dio è già venuto ed egli lo ha accolto. La caratteristica di ogni vita missionaria autentica è la gioia interiore che viene dalla fede. In un mondo angosciato e oppresso da tanti problemi, che tende al pessimismo, l’annunciatore della buona novella deve essere una persona che ha trovato in Cristo la vera speranza”.

Giovanni Paolo II
Enciclica Redemptoris Missio (1990), n. 91

Sui passi dei Missionari

- 30/1: 58° Giornata mondiale dei Malati di Lebbra, fondata da Raoul Follereau nel 1954.

Tema per il 2011: “Salviamo dalla lebbra la bellezza dell’uomo”.

- 30/1: Memoria di Mohandas Karamchand Gandhi, detto il “Mahatma” (l’anima grande) dell’India (1869-1948), leader della “non-violenza-attiva”, assassinato a Delhi.

- 31/1: S. Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore della famiglia Salesiana; inviò i primi missionari salesiani in Argentina.

- 31/1: B. Candelaria di S. Giuseppe (Susanna Paz-Castillo Ramírez), nata e vissuta in Venezuela (1863-1940), fondatrice di una congregazione al servizio di malati e bisognosi.

- 1/2: B. Luigi Variara (1875-1923), missionario salesiano italiano, che visse fra i lebbrosi e morì a Cúcuta (Colombia).

- 2/2: Presentazione del Signore Gesù, proclamato come “salvezza preparata davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti” (Lc 2,31-32). – Giornata della Vita Consacrata.

- 2/2: S. Giovanni Teofano Vénard (1829-1861), sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi, martire ad Hanoi (Vietnam). Le sue lettere ispirarono anche S. Teresa di Lisieux nell’amore e dedizione per le missioni.

- 3/2: B. Maria Elena Stollenwerk (+1900): assieme a S. Arnoldo Janssen (15/1) e alla B. Jozefa Stenmanns (20/5) fondò a Steyl (Olanda) le Missionarie Serve dello Spirito Santo.

- 4/2: S. Giovanni de Brito (1647-1693), missionario gesuita portoghese, operò molte conversioni e morì martire in India.

- 4/2: Nel 1794 ad Haiti fu approvata la prima legge che aboliva la schiavitù in America Latina/Caraibi.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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