P. Ottavio Raimondo

La tua luce sorgerà come l’aurora (I lettura: Is 58,7-10)
Vi ho annunciato Cristo crocifisso (II lettura: 1 Cor 2,1-5)
Voi siete il sale della terra… la luce del mondo… la città sul monte (III lettura: Mt 5,13-16)

Le comunità di Matteo

Questi versetti, a noi delle comunità di Matteo, sono sempre piaciuti molto perché il sale, la luce e la città sul monte sono tre elementi della nostra vita quotidiana e della nostra cultura.

Il sale anche per noi è indispensabile per dare sapore ai cibi, per purificare ed eliminare ciò che provoca la fermentazione e il deperimento dei cibi stessi.

Nel nostro ambiente si parla di “alleanza di sale” per dire che si tratta di un patto perenne e incrollabile.

Inoltre per noi il sale è un elemento usato dai pastori che alla sera, per fare rientrare le pecore nell’ovile, offrono loro del sale.

Il sale, e questo significato solo noi lo capiamo, lo usiamo nei forni per cuocere il pane. I nostri forni sono fatti di terra e li chiamiamo anche “terra” come potete verificare se leggete Giobbe 28,5. I forni vengono scaldati con sterco secco. Per facilitare la combustione e per mantenere il fuoco, il forno e lo sterco vengono cosparsi da uno strato di sale. Con il passare del tempo il calore del forno produce nel sale una reazione che lo rende inutile e quindi a questo punto il sale viene buttato via.

Accanto all’immagine del sale abbiamo messo sulla bocca di Gesù l’immagine della luce e della città, una città che si vede da lontano e che è situata nell’alta Galilea e che si chiama Saled.

Attraverso queste tre immagini Gesù dice chi siamo noi suoi discepoli delle comunità di Matteo. Ci sentiamo comunità chiamate ad essere condimento ed elemento purificatore della comunità umana. La nostra vocazione è anche quella di rompere il gelo e ravvivare la fiamma che illumina e dà vita, fiamma che cuoce il pane. E, infine, ci sentiamo chiamati a dare una testimonianza visibile da tutti perché tutti vedendo il nostro stile di vita glorifichino il Padre che è in cielo.

Le comunità cristiane oggi.

Per le nostre comunità oggi questi versetti hanno una forte impronta universalistica e missionaria che culmina con un imperativo e uno stimolo all’agire: le buone opere sono inseparabili dalla missione affidata ai discepoli. Udendo il nostro messaggio ma soprattutto se siamo testimoni delle nostre azioni, tutti troveranno un motivo per glorificare Dio.

Siamo chiamati ad essere per la terra e per il mondo quello che il sale e la luce sono per la vita quotidiana degli esseri umani. Sempre siamo chiamati ad essere città sul monte non per difenderci o conquistare ma per accogliere.

Un discepolo chiedeva al suo maestro: - Qual è la differenza tra conoscenza e illuminazione?

Il maestro rispondeva: - Quando hai la conoscenza tu usi una fiaccola per mostrare la via. Quando sei illuminato diventi una fiaccola.

Noi comunità cristiane di oggi non possiamo fermarci alla conoscenza, dobbiamo lasciarci illuminare. Solo se diventiamo fiaccola saremo benedizione per il mondo e le culture, le civiltà, le religioni. Cresceremo come persona libera in quella libertà che Gesù, l’uomo delle Beatitudini, ha comprato pagando di persone, con il suo sangue; con la sua morte e risurrezione.

Nel sud del Sahara, vicino a Tindouf città dell’Algeria, in un ambiente musulmano, ho trovato una persona che aveva vissuto alcuni anni in Spagna. Appena ha saputo che ero prete cattolico, mi si è avvicinata. State tranquilli: né mi ha sputato in faccia né mi ha tirato pietre. Semplicemente mi ha sorriso e poi mi ha detto, in spagnolo: un prete come te in Spagna mi ha accolto in casa e mi ha voluto bene. Lo sogno tutte le notti e lo ricordo sorridente per me è il piri piri della mia vita

Suggerimento. Non posso essere sale, luce, città sul monte se mi chiudo in me stesso. Mi impegno a partecipare attivamente alla vita di qualche gruppo o associazione. Per lo meno partecipo agli incontri di condominio e/o di quartiere.

p. Ottavio Raimondo – oraimondo@emi.it  -  348-2991393