P. Ottavio Raimondo

Ama il tuo prossimo come te stesso (I lettura: Lv 19,1-2.17-18).
Tutto è vostro ma voi siete di Cristo (II lettura: 1 Cor 3,16-23)
Amate i vostri nemici! (III lettura: Mt 5,38-48)

Il vangelo di Matteo

 ‘Dunque siate voi perfetti’  Questo versetto che conclude il lungo discorso del monte è il punto più alto d’arrivo di tutta questa catena di montagne che Gesù ha mostrato alle folle che lo ascoltano. Tuttavia la cima è panoramica e da questa sommità è possibile vedere molto, se non tutto. ‘Perfetto’ significa –compiuto-, che non manca di nulla, e quell’imperativo ‘siate voi’ scaturisce da un indicativo: sii quel che sei davvero! Cioè un essere finito che si apre all’Infinito. Nella versione di Luca il versetto diventa: Diventate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso, dove misericordioso rende una parola ebraica che significa ‘uterino, materno’. La misericordia, quindi è più efficace di ogni santità che divide i giusti dagli ingiusti: è la santità bruciante della croce, la santità altra che incontriamo in ogni altro, nemici compresi. Personaggi non cristiani come Gandhi e Vinoba hanno visto un programma molto positivo in questa pagina evangelica, apparentemente scritta in negativo. La ‘ahisma’, ovvero la non-violenza è stata tradotta in atteggiamenti concreti che hanno rivoluzionato verso la libertà la vita di  milioni di uomini e donne. Con il vangelo siamo in piena pedagogia di creatività, di libertà e di carità. E’ un clima di attenzione a Dio nel fratello, che è fortemente inventivo, come ogni attenzione d’amore.

Le comunità cristiane di Matteo

Nelle nostre comunità continua a risuonare la parola di Gesù che ci chiama a non rispondere mai alla violenza con la violenza, una parola che ci proibisce sempre la rappresaglia.

Se leggete attentamente vi renderete conto che abbiamo elencato quattro tipi di offesa: l’aggressione fisica, il ricorso ai tribunali, la coazione e le richieste inopportune e spiacevoli.

Per noi, comunità di Matteo, Gesù è colui che radicalizza l’amore per i nemici, facendone un comandamento e offre una motivazione grande: essere come Dio che ama e tutti perdona.

Proprio per questo, il nostro testo non è in polemica con il giudaismo dove già c’erano affermazioni belle di amore ai nemici.
Noi conosciamo i testi del Talmud. Ne citiamo una solo: “Nella festa delle tende, la Scrittura ci ordina per tre volte di gioire. Nella Pasqua, celebriamo la liberazione, eppure la Scrittura non ci dà il comando di rallegrarci. Perché? Perché in quel giorno gli egizi morirono e, anche se erano nostri nemici, non dobbiamo gioire quando gli altri piangono”.

E, infine abbiamo posto come punto finale un altro comando: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Il suo amore non si ferma nei recinti dei “buoni”.

Le comunità cristiane oggi

Fu detto: Occhio per occhio e dente per dente… ma io vi dico…
È bella l’osservazione di Luther King che dice: “Se continuiamo con l’occhio per occhio e il dente per dente alla fine rimarremo tutti ciechi e sdentati”.
In una Messa celebrata in uno stadio un uomo sente il bisogno di perdonare chi l’aveva calunniato procurandogli 7 anni di carcere. Al momento della pace vede alcune file più in alto quella persona. Gli si avvicina e lo abbraccia. Per i due la vita ricomincia.

            È bello essere comunità che hanno il coraggio di rompere la catena del ripagare il male con il male!
Fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico… ma io vi dico…
La sesta affermazione è la principale di tutte: l’esigenza di amare il nemico.
La realizzazione di questa esigenza rende noi e le nostre comunità simili al Padre.
Amare il nemico è il centro e il vertice di tutti i comandamenti. Introduce il cambio qualitativo nella pratica della giustizia, delle relazioni familiari, sociali, nazionali e mondiali.

            È  bello essere comunità che ama senza distinzioni con le stesse misure e cuore del Padre.
Le sei affermazioni o antitesi, due le abbiamo meditate oggi e quattro la domenica scorsa, terminano con le parole: “Siate dunque perfetti…”.

Ma facciamo bene attenzione che questo imperativo è risposta al dono ricevuto. Non è un requisito che precede e condiziona o favorisce l’azione di Dio. Tu sei amato e pertanto ama. L’azione di Dio ci precede sempre! La comunità cristiana che si sente amata non può fare altro che amare! E amare gratuitamente: questa è la strada! Per noi esistono amici solo persone da amare.

Suggerimenti. Nelle scorse settimane a Dakar si è celebrato il Forum. Sociale Mondiale, in Egitto si è fatto un grande passo di liberta; in Sudan si sta camminando verso l’indipendenza del Sud Sudan. Informati. Ti può aiutare Nigrizia. www.nigrizia.it

Suor Giuseppina Barbato, b.giuseppina@yahoo.co.uk  -  p. Ottavio Raimondo, oraimondo@emi.it