P. Ottavio Raimondo - Sr. Giuseppina Barbato

Io non mi dimenticherò mai (I lettura: Is 49,14-15)
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori (II lettura: 1 Cor 4,1-5)
Non preoccupatevi del domani (III lettura: Mt 6,24-34)

Il vangelo di Matteo

 “Beati i poveri in spirito!” (Mt. 5,3) E’ necessario ricorrere alla prima Beatitudine per capire la portata del Vangelo odierno. Se il Regno di Dio è vicino, l’esigenza fondamentale è quella di scegliere per Dio, senza compromessi, di servire lui solo, di affidarsi a lui, con piena fiducia nel suo disegno di salvezza. I due “padroni”: Dio e il denaro. Il denaro: un padrone insidioso e brutale. Guardiamoci attorno, per esso si combatte nel cuore delle nazioni, fra le nazioni, nelle famiglie e non si esita a sacrificare i più deboli. In una società che vuol essere libera dalla tutela delle religioni, esso impone la propria tirannide e la propria voracità. Che schiavitù!

La Provvidenza è il nome femminile di Dio, come una donna circonda di cure la sua creatura, Dio ci avvolge con la sua magnifica sollecitudine, chiedendoci di scaricare su di lui tutte le nostre angosce. Il denaro è spesso l’ultima difesa che gli opponiamo.  Ma la sfida è questa: esplorare e scoprire seppur con fatica il mondo e l’universo, con Dio, mano nella mano. Vivere nella fiducia in mezzo all’insicurezza, sostituire alle mille preoccupazioni della vita l’unica preoccupazione di costruire il regno e la sua giustizia. Sapendo che il regno di Dio è quello dei poveri, e la giustizia che dobbiamo cercare è la loro giustizia.

Le comunità cristiane di Matteo

Noi, comunità cristiane di Matteo, ascoltiamo estasiati questo brano del discorso della montagna in cui sulla bocca di Gesù troviamo per ben sei volte la parola “non preoccupatevi”. La maggior parte di noi vive in situazioni difficili anche a causa della mentalità di conquista dell’impero romano che ci ha impoveriti tutti. La nostra situazione è precaria. Molti di noi ha lasciato la propria patria e la tentazione di impadronirci di ciò che incontriamo sul nostro cammino è forte.

L’idea del tesoro che abbiamo in cielo è un’idea molto comune nella letteratura sapienziale del nostro tempo. Ricordiamo bene Tobia (4,8-9) che invitava a condividere per farsi un “bel tesoro”.

Ci dà tanta consolazione quella parola, e per questo l’abbiamo riportata, in cui lo stesso Gesù non ci dice di essere come i gigli del campo e gli uccelli del cielo ma di imparare la loro lezione.

In un’epoca come la nostra in cui l’impero globalizza tutto e vuole a tutti i costi un sistema sociale che tenta di privarci delle nostre convinzioni più profonde consegnandoci in braccio a una sfiducia generalizzata su tutto e su tutti, a noi piace ascoltare Gesù che ci dice: il tesoro di ciascuno di voi è là dove sta il vostro cuore.

Grazie a questo ascolto fiducioso le difficoltà del momento e le persecuzioni che stavano minacciandoci, non sono riuscite a fermarci.

 

Le comunità cristiane oggi

Anche noi comunità cristiane di oggi ascoltiamo questa parola, illuminati dalla luce dello Spirito, rassicurati dal volto amoroso del Padre e resi forti dalla certezza che Gesù è in mezzo a noi.

Gesù arriva perfino a proporci il distacco dalle necessità fondamentali della vita come il bere, il mangiare e il vestire.

Por noi questo richiamo non ha nulla a  che vedere con un disimpegno sociale. È un richiamo che ci porta a camminare sulla strada del distacco e della condivisione.

In un mondo segnato dalla disuguaglianza e dall’ingiustizia strutturale della società; in un mondo in cui il modello dell’opulenza non è esportabile; in un mondo che sta rapinando e impoverendo sempre di più la natura, solo un’economia e una cultura di sobrietà costruisce futuro per tutti.

Alcune domeniche fa una persona mi ha accompagnato a celebrare la Messa in un paese della Romagna. Dopo la Messa decidiamo di andare a pranzare insieme. Ci stavamo incamminando verso il ristorante quando chi mi accompagnava mi dice: “Perché non invitiamo quel povero a pranzare con noi?”. Lascio a voi di immaginarvi il sapore di quel pranzo condiviso.

Guardiamo tutti gli esseri dell’universo, rappresentati dai fiori e dagli uccelli, e facciamo quelle scelte che solo chi si sente figlio amato del Padre può fare. Così i fiori continueranno a fiorire e gli uccelli a volare.

Suggerimenti. Per una quaresima nuova e comunitaria a noi adulti può essere di aiuto il fascicolo di Francesco Gesualdi CERCATORI DEL REGNO e ai ragazzi UN VIAGGIO, CENTO INCONTRI. Richiedetelo all’EMI (ordini@emi.it) oppure venite a prenderlo qui a Pesaro da noi Missionari Comboniani. Sarebbe un’occasione bella per conoscerci di persona!

Suor Giuseppina Barbato, b.giuseppina@yahoo.co.uk  -  p. Ottavio Raimondo, oraimondo@emi.it