P. Ottavio Raimondo

Io pongo davanti a voi benedizione e maledizione (I lettura: Dt 11,18.26-28.32)
L’uomo è giustificato per la fede (II lettura: Rm 3,21-25.28)
Costruire sulla roccia o sulla sabbia (III lettura: Mt 7,21-27)

Il vangelo di Matteo

Il finale del discorso sulla montagna nel Vangelo di Matteo denuncia il verbalismo religioso, incompatibile con le esigenze di autenticità e di concretezza dell’insegnamento di Gesù. Tutti coloro che aspirano alle beatitudini del Regno vengono messi in guardia: se non mettono in pratica la loro fede, inevitabilmente  essi crollano come la casa costruita sulla sabbia. Gesù non si è accontentato di parole. Ai cinque grandi discorsi del Vangelo di Matteo corrispondono altrettanti gesti di Gesù che confermano la sua predicazione; fino al discorso della croce in cui Dio ci dice, attraverso la morte di suo figlio, l’ultima parola del suo amore.

La chiesa e la comunità cristiana sono come una casa incrollabile, edificata sulla roccia. Tuttavia vale la pena di procedere a verifica, dice Gesù. Può succedere che, senza accorgersene alcuni abbiano lasciato la casa per rifugiarsi in un’altra, identica esteriormente, ma che è solo facciata. E non è necessario traslocare per vivere questa dolorosa avventura, si può benissimo aver lasciato la vera casa, pur credendo di esservi rimasti dentro!

 ‘Chi credi di onorare nell’angolo oscuro di un tempio, a porte chiuse? Apri gli occhi e guarda: il tuo Dio è andato dove il contadino ara la sua terra, dove il lavoratore spezza le pietre della strada. Insieme a tutti, sotto il sole e sotto la pioggia, con le mani nel fango…Esci dalle tue meditazioni, lascia da parte fiori ed incenso! I tuoi vestiti si sciuperanno e si copriranno di polvere: cosa importa? Vai a raggiungerlo e rimani con lui nella fatica e nel sudore.’ (R. Tagore, Gitànjali)

Le comunità cristiane di Matteo

Noi, comunità cristiane di Matteo, non discutiamo sui carismi che alcuni dei nostri esercitano. Crediamo che prolungano nel tempo l’opera di Gesù profeta, esorcista e guaritore ma vediamo in loro una contraddizione: non adeguano la loro condotta alla volontà del Padre che è nei cieli. Sono nostri fratelli e sorelle che, benché investiti di doni carismatici, hanno perduto il fervore iniziale e si lasciano trasportare da certe forme di libertinaggio e di rilassamento morale. A loro ricordiamo l’importanza che ha il tempo vissuto qui ed ora. Il vissuto di oggi sfocerà nell’eternità.

Nelle nostre comunità, continuiamo a ripetere che ognuno di noi deve prevenire ed evitare il fallimento che rappresentiamo con l’immagine della casa costruita sulla sabbia. Questo fallimento si evita non semplicemente creando armonia tra il “dire” e il “fare” ma anche tra l’“udire” e il “fare”. Chi ode le parole di Gesù e le vive è come l’uomo che costruisce sulla roccia.

Le attività o ministeri che non nascono dall’ascolto della parola sono un costruire sulla sabbia..

Proprio per questo la parabola delle due case abbiamo voluto porla alla fine del discorso della montagna.

Le comunità cristiane oggi

Eravamo una decina di persone e avevamo appena letto nel libro della Genesi la chiamata di Abramo. Uno dei presenti dice: - certo che “uscire dalla propria terra” implica lasciare molte cose. Gli fa eco un altro con una domanda: “Ma lascerai più cose uscendo dalla terra in cui ti trovi o rimanendovi. Saranno più solide le fondamenta che puoi mettere sulla terra in cui ti trovi o su quella che sei chiamato a raggiungere?”

La terra in cui ci troviamo è la terra della competitività, del profitto, del possesso, delle apparenze o maschere. È una terra su cui non si può fare affidamento perché le persone valgono meno delle cose, il dividendo più del benessere dei lavoratori.

La terra verso cui metterci in cammino è invece roccia solida, quella stessa roccia sulla quale ha costruito Gesù il suo stile di vita e sulla quale costruisce anche il discepolo. È la terra del regno di Dio, umanità nuova dove la vita è vita per tutti e per ciascuno.

E possiamo anche aggiungere che è comunità costruita sulla roccia quella  comunità cristiana che vive la missione, ossia quella comunità che, avendo fiducia nel diverso sia a livello culturale che a livello religioso, trova il modo di dialogare e di annunciare in ogni momento con fatti e con parole il Dio della vita, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo.

Por noi comunità cristiane di oggi costruire sulla roccia è tutto questo: è, in una parola, essere comunità delle beatitudini.

Suggerimento: Il giorno 8 marzo è la giornata mondiale della donna. La nostra solidarietà con la donna è anche conoscenza della ricchezza che la donna è per il mondo e per la chiesa. Proponiamo la visita al sito  www.combonifem.it e l’abbonamento a COMBONIFEM la rivista “mondo donna missione” mensile delle Missionarie Comboniane – IBAN IT35E0760111700000014758379

Suor Giuseppina Barbato, b.giuseppina@yahoo.co.uk  -  p. Ottavio Raimondo, oraimondo@emi.it