P. Romeo Ballan

Atti  8,5-8.14-17

Salmo  65

1Pietro  3,15-18

Giovanni  14,15-21

 

Riflessioni

Un clima di addio si respira nel lungo discorso-conversazione-preghiera di Gesù con i suoi amici dopo l’Ultima Cena (Vangelo): abbondano le emozioni, ricordi, domande, timori... Ma su tutto ciò prevale la promessa rassicurante del Maestro: “Non vi lascerò orfani: verrò da voi” (v. 18); il Padre vi darà un altro Consolatore… per sempre” (v. 16). Gesù promette lo Spirito come dono a chi prega (Lc 11,13), lo presenta come difensore e paràclito (Gv 16,7-11), come Spirito della verità piena (Gv 14,17; 16,13), come perdono dei peccati (Gv 20,22-23), come Spirito che grida in noi “Abbà, Padre!” (Rom 8,15)… Insomma, lo Spirito che Gesù promette ai discepoli è un vero “Paràclito” (v. 16): parola di uso forense per indicare una ‘persona chiamata per stare accanto’ (v. 17) come soccorritore, protettore, difensore. Quindi una presenza amica, una compagnia intima e affettuosa.

 

Egli è Spirito d’amore in seno alla Trinità e dentro ciascuno di noi; è nuovo principio di vita morale nell’osservanza dei comandamenti. Infatti, non basta presentare la legge morale perché questa sia osservata. La pura legge è come la segnaletica sulle strade: indica la direzione giusta, ma è incapace di muovere l’auto; occorre un motore. Gesù oltre ad indicarci la via, ci comunica anche la sua forza, il suo Spirito, per procedere verso la meta. Per amore! Si osserva la legge con uno Spirito differente: come espressione, segno d’amore! Nella gratuità e reciprocità (v. 21).

 

Lo Spirito anima la missione dei discepoli, presso tutti i popoli, come si vede nella Pentecoste, fino ai confini della terra (cf Atti 1,8). Lo si vede anche nella fondazione della Chiesa in Samaria (I lettura), che è la seconda comunità (dopo Gerusalemme ), e sarà seguita da Antiochia e altre. Agli inizi della comunità di Samaria troviamo un diacono, Filippo (v. 5): egli vi arriva fuggendo dalla persecuzione dopo l’uccisione di Stefano, predica Cristo, è ascoltato con interesse, vi compie prodigi, battezza, c’è “grande gioia in quella città” (v. 8). (*)  Sono i segni iniziali di una comunità di fede, che avrà poi il suggello degli apostoli Pietro e Giovanni con il dono dello Spirito Santo (v. 17). Anche la fondazione di Antiochia ha inizi simili, per opera di semplici cristiani dispersi dopo la medesima persecuzione; gli apostoli vi arriveranno in seguito.

 

La storia della Chiesa missionaria è piena di vicende simili: quasi tutte le comunità cristiane iniziano con l’opera di un laico, un catechista, una famiglia, alcune religiose, un gruppo di laici e laiche (la ‘Legione di Maria’, per esempio, e altri)… Solo più tardi arrivano il sacerdote e il vescovo, con i sacramenti dell’iniziazione cristiana e le strutture ecclesiali. Un caso emblematico è quello degli inizi della Chiesa in Corea (sec. XVIII): alcuni laici coreani, di ritorno dalla Cina dove avevano trovato la fede cristiana e il battesimo, portarono con sé libri cristiani e cominciarono ad annunciare il Vangelo di Gesù. Soltanto alcuni decenni più tardi arrivarono in Corea il primo sacerdote dalla Cina e i primi missionari dalla Francia.

 

La Chiesa è una comunità di credenti in Cristo, i cui membri  -come i destinatari della lettera di Pietro (II lettura)-  sono “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (v. 15). Nelle pagine degli Atti si respira la freschezza missionaria caratteristica delle prime comunità cristiane. Una freschezza e un ardore che diventano contagiosi e che non si possono né si devono occultare. A ragione si afferma che “i cristiani sono ridicoli quando occultano ciò che li rende interessanti” (Card. J. Danielou). La Chiesa del Risorto è una comunità missionaria, portatrice di un messaggio di vita, gioia e speranza da annunciare a tutti i popoli, come dichiara il Concilio: “La comunità dei discepoli di Cristo è composta di uomini, i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il Regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti” (GS 1).

 

 

Parola del Papa

(*)  «Questa espressione  (“vi fu grande gioia in quella città”: At 8,8) non comunica un’idea, un concetto teologico, ma riferisce un avvenimento circostanziato, qualcosa che ha cambiato la vita delle persone… Dall’evento doloroso della persecuzione scaturì, in maniera misteriosa e provvidenziale, un rinnovato impulso alla diffusione del Vangelo... Gli abitanti della località samaritana accolsero unanimi l’annuncio di Filippo e, grazie alla loro adesione al Vangelo, egli poté guarire molti malati. In quella città della Samaria… risuonò l’annuncio di Cristo che aprì alla gioia il cuore di quanti l’accolsero con fiducia… Cari amici, questa è anche la vostra missione: recare il Vangelo a tutti, perché tutti sperimentino la gioia di Cristo e ci sia gioia in ogni città. Che cosa ci può essere di più bello di questo? Che cosa di più grande, di più entusiasmante, che cooperare a diffondere nel mondo la Parola di vita?... Annunciare e testimoniare la gioia: è questo il nucleo centrale della vostra missione».

Benedetto XVI

Omelia per l’ordinazione di nuovi presbìteri, Roma 27 aprile 2008

 

Sui passi dei Missionari

- 29/5: B. Giuseppe Gérard (1831-1914), sacerdote francese degli Oblati di Maria Immacolata, missionario pioniere in Sudafrica e Lesotho.

- 29/5: S. Orsola (Giulia) Ledóchowska (1865-1939), religiosa austriaca, fondatrice delle Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante: realizzò viaggi missionari in diversi Paesi d’Europa.

- 30/5: S. Giuseppe Marello (1844-1895), vescovo di Acqui Terme (Piemonte), fondatore degli Oblati di S. Giuseppe, per la formazione morale e cristiana della gioventù.

- 31/5: Festa della Visitazione di Maria a Elisabetta, in un incontro di fede e di lode al Signore.

- 1/6: S. Giustino, filosofo cristiano, nato in Palestina e martirizzato a Roma (+165).

- 1/6: B. Giovanni B. Scalabrini (1839-1905), vescovo di Piacenza, fondatore dei Missionari di S. Carlo, per l’assistenza pastorale dei migranti.

- 1/6: S. Annibale Maria Di Francia (1851-1927), sacerdote siciliano di Messina, apostolo della preghiera per le vocazioni, fondatore dei Rogazionisti.

- 2/6: Con la bolla pontificia ‘Sublimis Deus’, Paolo III condannò la schiavitù (anno 1537).

- 3/6: SS. Carlo Lwanga e 21 compagni martiri d’Uganda, uccisi fra 1885-1886 a Namugongo e dintorni di Kampala. Assieme a loro, furono uccisi altri 23 giovani di confessione anglicana.

- 4/6: Ricordo di Afonso Mwembe Nzinga, re del Kongo (s. XV), primo sovrano africano a ricevere il Battesimo (1491). Nel 1518 suo figlio Enrico diventò il primo vescovo nero dell’Africa subsahariana.

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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