P. Ottavio Raimondo - Suor Giuseppina Barbato

Fu elevato in alto sotto i loro occhi (I lettura: At 1,1-11)

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli (II lettura: Ef 1,17-23)

A me è stato  dato ogni potere in cielo e sulla terra (III lettura: Mt 28,16-20)

 

Il Vangelo di Matteo

L’evento dell’Ascensione è descritto nei vangeli come un momento di passaggio, in cui i discepoli sono chiamati ad abbandonare la sponda familiare dei modi di presenza di prima, per la terra ancora  sconosciuta in cui saranno invasi dallo Spirito del Risorto. Il nuovo Elia viene loro tolto (Luca), ma l’Emmanuele rimane presente alla sua chiesa (Matteo), innalzato da Dio alla sua dignità regale (Marco).

‘Io sono con voi, tutti i giorni, sino al compimento del tempo’. Non siamo orfani, né abbandonati. Il Figlio è per sempre nostro fratello: il suo nome è Dio-con-noi ed il suo essere con noi, rende possibile il nostro essere con lui. Il Nazareno, crocifisso e risorto è con noi tutti giorni, ci viene incontro ogni giorno, ogni ora, con fedeltà e saggezza, con amore e misericordia. ‘Sulla terra il cuore non  si corrompe, se lo si innalza verso Dio. Se tu avessi il grano in cantina, lo porteresti nel granaio, per evitare che marcisca. In che modo innalzare il cuore vero il cielo? Attraverso atti d’amore. Il corpo sale cambiando di posto, il cuore si eleva cambiando di volontà’. (S. Agostino,  Ps. 58)

 

Le comunità cristiane di Matteo

All’inizio del vangelo abbiamo raccontato che l’Angelo aveva detto a Giuseppe che il bambino sarebbe stato l’Emmanuele (Dio con noi). Ora concludiamo il nostro Vangelo con l’invio a tutte le nazioni. Per noi Gesù è colui che invia la sua comunità, la chiesa, fuori di sé stessa, a tutti i popoli. La invia come testimonianza del regno di Dio.

Non si tratta per noi di un invio di proselitismo e di conquista. Questo brano completa l’invio in missione che abbiamo raccontato al capitolo 10 nel quale Gesù aveva detto ai discepoli che si recassero solo nelle città di Israele.

Adesso la missione ha un orizzonte universale: tutti possono essere battezzati e diventare discepoli. Noi rispettiamo la coscienza altrui, noi non facciamo propaganda del nostro gruppo religioso o della nostra chiesa. Per noi la missione è raccontare a tutti il sogno di Dio che chiamiamo “regno di Dio” ed è un dire a tutti e a ciascuno che ogni persona può entrare in questo regno.

Noi della comunità di Matteo non confondiamo mai la chiesa con il regno di Dio e, come chiesa, ci sentiamo a servizio di questo regno. Per questo ogni giorno preghiamo dicendo “venga il tuo regno”.

 

Le comunità cristiane oggi

Anche noi vogliamo essere una chiesa “fuori di sé” che vive e annuncia il regno di Dio; una comunità che sogna la realizzazione definitiva di questo regno e che ne scopre la presenza oggi nella realtà spesso difficile del momento presente.

È il messaggio che ho ricevuto da Miguel. Lo traduco alla lettera: “Che bello è sapere che la fiducia e la pace nella nostra vita sgorgano dalle fede in Gesù e nel Padre amato, soprattutto quando con la forza dello Spirito, li annunciamo a tutti. Grazie perché molti anni fa ho imparato che il cristiano che evangelizza è il cristiano che si realizza. A 50 anni mi rendo conto che il vero peccato della mia vita è non dire agli altri la fede che Dio ci ha donato”.

Contemplando Gesù risuscitato e glorificato che ci invia al mondo intero, diamo la nostra risposta così come la troviamo nella preghiera del Padre Nostro stupendo intreccio di domande “verticali” e “orizzontali”.

Ci aiuta il grande teologo Karl Rahner che in una predica a Monaco di Baviera, diceva:

Padre nostro che sei nei cieli del mio cuore, anche se esso sembra un inferno.

Sia santificato il tuo nome, sia santificato nel mio perplesso ammutolire.

Venga a noi il tuo regno, quando tutto ci abbandona.

Sia fatta la tua volontà, anche se ci uccide, perché essa è la vita e ciò che in essa sembra la fine, in cielo invece è l’inizio della tua vita.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Facci pregare anche per questo; che non ci scambiamo mai con Te, neppure nell’ora in cui Tu ci sei vicino, e invece notiamo meno, dalla nostra fame, di essere povere e insignificanti creature.

Rimetti i nostri debiti e nella prova preservaci dalla colpa e dalla tentazione che in fondo è una sola: di non credere in te e di non comprendere il tuo amore.

Ma liberaci da noi stessi, liberaci in Te, liberaci nella tua libertà e nella tua vita”.

Ogni giorno il Padre Nostro risuona in migliaia di lingue diverse, in milioni di bocche e cuori diversi; in ogni angolo della terra.

Tutto questo perché il comando di Gesù si sta realizzando e il regno di Dio cresce come lievito che fermenta la pasta; come luce che illumina e come sale che dà sapore.

Suggerimento: In questa settimana recita o consegna il Padre Nostro almeno a una persona che incontrerai durante la giornata per la strada o nell’ambiente di lavoro. Non dimenticare che i missionari insieme ad altre persone consacrate e tanti altri faranno un digiuno per sensibilizzarci sul tema dell’acqua e della guerra. La manifestazione sarà il 9 giugno a Roma in piazza San Pietro a cominciare dalle ore 12.

P. Ottavio Raimondo – oraimondo@emi.it – 348-2991393 

Suor Giuseppina Barbato – 3773064435-