La Santa Trinità: sorgente di misericordia e di missione

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P. Romeo Ballan

Esodo  34,4-6.8-9

Salmo:  Dn 3,52-56

2Corinzi  13,11-13

Giovanni  3,16-18

 

Riflessioni

Come è Dio dentro di se stesso? Come vive? Cosa fa? Dove abita?... Sono domande che ogni essere umano si pone, almeno in alcune tappe della vita. A queste e altre domande risponde, soprattutto per i cristiani, la festa odierna della Santissima Trinità. È la festa del “Dio uno in Tre Persone”, come insegna in catechismo. Con questo è già detto tutto, ma in realtà tutto resta ancora da spiegare e da capire, da accogliere con amore e da adorare nella contemplazione. Questo tema ha un’importanza centrale per la missione. Infatti, si afferma con facilità che tutti i popoli  -anche i non cristiani-  sanno che Dio esiste, lo nominano e lo invocano in varie forme; e si è facilmente concordi nel dire che anche i pagani credono in Dio. Questa verità condivisa  -pur con differenze e riserve-  rende possibile il dialogo fra le religioni, e in particolare il dialogo fra cristiani e seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a tutti, è possibile tessere un’intesa fra i popoli in vista di azioni concordate: favorire la pace, difendere i diritti umani, realizzare progetti di sviluppo umano e sociale, come si sta facendo in molte parti. Ma per l’azione evangelizzatrice della Chiesa tali iniziative, per quanto lodevoli e necessarie, sono soltanto una parte del messaggio cristiano. La famiglia umana trova risorse inesauribili per migliorare: partendo e aderendo alla novità di Cristo!

 

Un cristiano non si accontenta di fondare la propria vita spirituale solo sull’esistenza di un Dio unico, e tanto meno lo può fare un missionario cosciente della straordinaria ricchezza del dono di Gesù Cristo, che ci introduce nel mistero di Dio uno e trino. Il Vangelo che il missionario porta al mondo, oltre ad arricchire la comprensione del monoteismo, apre all’immenso e sempre sorprendente mistero di Dio, che è comunione di Persone. La parola mistero qui non va intesa solo nel senso di verità nascoste, difficili da capire; ma piuttosto di verità sempre nuove, da scoprire. In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici. Per S. Giovanni della Croce “c’è ancora molto da approfondire in Cristo. Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze”. E rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna”.

 

La rivelazione del Dio uno e trino ha (nel senso di ‘deve avere’) conseguenze immediate e rinnovatrici per la vita del credente: offre parametri nuovi sul mistero di Dio, sul modo di tessere le relazioni umane, sul rapporto dell’uomo con la creazione… Anche il dialogo fra le religioni si arricchisce con orizzonti nuovi, come lo indicano espressioni come le seguenti. Un anonimo ha trasmesso il dialogo, scarno ma essenziale, tra un musulmano e un cristiano:

- Dice un musulmano: “Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?”

- Risponde un cristiano: “Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?”

La sfida è come continuare il dialogo: sul piano dottrinale e nella vita.

 

Il Dio cristiano è trinitario: è uno ma non solitario; è comunitario. Questa rivelazione arricchisce anche il monoteismo ebraico, musulmano e di altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è Dio-amore, Dio che vuole la vita del mondo, Dio che offre salvezza a tutti i popoli (v. 16-17; cf 1Gv 4,8). Egli si rivela da sempre come “Dio misericordioso e pietoso… ricco di amore e di fedeltà” (I lettura, v. 6); “il Dio dell’amore e della pace” (II lettura, v. 11); “Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4).  (*)

 

Tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere questo vero volto di Dio, rivelato da Gesù. I missionari ne sono portatori. Per questo, afferma il Concilio, “la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre” (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto, il Concilio spiega l’origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa, offrendo, tra l’altro, una delle più alte sintesi teologiche di tutto il Concilio.

 

Dove abita Dio?” Il catechismo risponde: “Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo”. È vero, ma c’è una risposta più vitale e personale. Un giorno il rabbino Mendel di Kotzk chiese ad alcuni suoi ospiti colti: “Dove abita Dio?” Quelli reagirono ridendo: “Ma non lo sai? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?” Il rabbino invece replicò: “Dio abita dove lo si lascia entrare”. Dio cerca l’incontro personale, l’amicizia, con ognuno di noi. Non per il bene suo, evidentemente, ma per il nostro. Perché questa amicizia è per noi l’unica garanzia di vita e di gioia. Egli sta alla porta e bussa; a chi l’ascolta e gli apre la porta, egli promette: “Verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Apoc 3,20). Con un’intimità che riscalda il cuore, regala vita, sfocia nella missione.

 

 

Parola del Papa

(*)  «‘Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà’ (Es 34,6). Sono parole umane, ma suggerite e quasi pronunciate dallo Spirito Santo. Esse ci dicono la verità su Dio: erano vere ieri, sono vere oggi e saranno vere sempre; ci fanno vedere con gli occhi della mente il volto dell’Invisibile, ci dicono il nome dell’Ineffabile. Questo nome è Misericordia, Grazia, Fedeltà… È qui tutta l’essenza del cristianesimo, perché è l’essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione, grazia, perdono”.

Benedetto XVI

Omelia  a Savona (Italia), 17.5.2008

 

Sui passi dei Missionari

- 20/6: B. Francesco Pacheco e altri 8 compagni martiri gesuiti, condannati al rogo in Giappone (Nagasaki, 1626).

- 20/6: Giornata Mondiale del Rifugiato, creata dall’ONU (2000).

- 21/6: S. Luigi Gonzaga (1568-1591), religioso gesuita italiano, morto a Roma, all’età di 23 anni, assistendo gli appestati. È il patrono della gioventù studentesca.

- 22/6: S. Paolino di Nola (353-431), vescovo e poeta latino, nato in Francia, evangelizzò soprattutto la Campania (Italia).

- 22/6: SS. Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, e Tommaso Moro, magistrato: intrepidi difensori della fede cattolica contro le pretese di Enrico VIII, martirizzati a Londra (+1535). Intorno a questa data, si ricordano numerosi altri martiri dell’Inghilterra, assassinati in epoche e luoghi diversi. San Tommaso Moro è Patrono dei Governanti e dei Politici.

- 24/6: Nascita di S. Giovanni Battista, Precursore del Messia: ne annunciò la venuta pubblica e ne preparò il cammino, dandone testimonianza fino al martirio. È un modello per i missionari.

- 24/6: B. Maria Guadalupe García Zavala (1878-1963), di Guadalajara (Messico), fondatrice dedita al servizio dei poveri e malati.

- 25/6: Memoria del Servo di Dio Mons. Melchior de Marion Brésillac (1813-1859), missionario francese, vescovo in India e poi in Sierra Leone, dove morì, dopo aver fondato (1856) a Lione la Società per le Missioni Africane (SMA).

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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