p. Ottavio Raimondo  -  Suor Giuseppina Barbato

Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso (I letture: Es 34,4b-6.8-9)

Siate lieti, tendete alla perfezione (II lettura: 2 Cor 13,11-13)

Dio ha mandato il Figlio per salvare il mondo (Gv 3,16-18)

 

Il vangelo di Giovanni

“Dio ha tanto amato il mondo…” San Giovanni apre con uno spiraglio sul mistero di Dio e del suo disegno nei nostri confronti. Come i tre stranieri divenuti ospiti di Abramo alle Querce di Mambre (Genesi 18), così Dio ci vuole compagni della sua eternità: per spezzare il pane con noi, per dividere il cibo in un’intimità senza fine. “Dire a qualcuno: ti amo, è come dirgli: non morirai!” (G. Marcel). E’ necessario risalire alla vita profonda di Dio per comprendere che l’amore del Padre per l’umanità procura la vita eterna a chi crede in Gesù Cristo. Sulla riva del mare, l’uomo contempla l’oceano infinito delle acque, ma non può scorgerne la fine e non ne vede che una parte… Chi si trova sulla riva del mare, non contento di guardarlo, può entrare nelle sue onde…e quando si entra nell’acqua e ci si immerge in essa, si perde di vista ciò che sta fuori, si percepisce di essere totalmente immerso nella profondità del mare. Questo è ciò che avviene a coloro che avanzano nella vita dello spirito ed entrano nella perfezione della conoscenza dell’amato e della contemplazione (Simeone il Nuovo Teologo, Capitoli teologici gnostici e pratici). Nicodemo, come tutti gli altri Israeliti, attendeva il Messia, l’uomo forte che avrebbe fatto giustizia e giudicato il mondo con potenza. Ma Gesù si presenta come il messia che accetta di essere giudicato, che è venuto a salvare, non a condannare. Il vero giudizio non viene dal di fuori, ma dal rapporto di ciascuno con la verità del Padre: un rapporto personale, silenzioso, sconosciuto alle istituzioni, e allo stesso prossimo.

 

Le comunità del vangelo di Giovanni

Per noi comunità di Giovanni la salvezza è destinata all’umanità intera. È finito il tempo dei privilegi. Il Figlio non esclude nessuno. Nel Figlio splende la gloria, l’amore e la lealtà di Dio verso tutta l’umanità.

Nel fiume Giordano il Padre dice che Gesù è il Figlio amato. Anche noi affermiamo che Gesù è il Figlio inviato al mondo perché il mondo abbia vita definitiva e nessuno perisca.

Per noi la vera adesione a Gesù è proclamare che lui è il Figlio che ci rende figli. La legge ci aveva insegnato a vivere un rapporto tra Dio il Signore e noi i servi. In Gesù il rapporto è cambiato: Dio è il Padre e noi i figli. E la società nuova sarà il frutto e l’espressione dell’uomo nuovo, figlio di Dio.

Per noi non basta dare la nostra adesione a Gesù come Messia riformatore. Noi diamo la nostra adesione a Gesù unico salvatore. Colui la cui salvezza raggiunge l’intera umanità attraverso molte strade e un’infinita schiera di profeti di ogni tempo, luogo, cultura e religione.

 

Le comunità cristiane oggi

Il Dio Padre, Figlio e Spirito Santo è il Dio in cui tutto è vicinanza, il Dio che si fa vicino: che vuole essere intimo a ciascuno di noi perché noi diventiamo vicini, intimi a ogni persona.

Qualche anno fa si diceva: Dio è morto; oggi è morto l’uomo. Nella nostra umanità, oggi, è morto il prossimo. Uccidendo Dio, l’albero della vita, si uccidono i frutti di quest’albero, i viventi, ogni vivente.

L'essere umano che è dipendente dal denaro e dalla macchina è incapace di accogliere l'amore.

L’affermazione del filosofo Zoja è allarmante: “la globalizzazione è ben lontana dall'essere un evento economico. Ogni giorno ci sta sotto gli occhi una tragedia del mondo: la fame, il ritorno di malattie  devastanti, i danni climatici. le stragi dimenticate. Ciò merita la nostra compassione e richiederebbe il nostro amore sempre più evidente ma anche sempre più lontano, sempre più astratto, che manca di profondità come gli schermi che ce lo comunicano”.

Chi vive la Trinità e si segna ogni giorno nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è la persona per la quale non esiste più lo straniero, tutto diventa vicino, tutto è donato e tutto è condiviso, tuto è amore.

Giorni fa sono stato invitato al teatro Rossini di Pesaro dove i giovani dei licei cittadini hanno presentato un musical dal titolo “Un’unica realtà”. Tre ore di spettacolo pieno di armonia e di messaggi legati all’oggi.

Gli stessi giovani hanno invitato Massimiliano Tresoldi nato nel 1971 la cui vita cosciente si fermò il 15 agosto del 1991 a causa di un grave incidente automobilistico. Max ha vissuto un decennio di sonno (= vita vegetativa) per lui e di affanno per la sua famiglia. Improvvisamente nel natale del 2000, Max interruppe il suo torpore, sollevò una mano per fare il segno della croce. Oggi Max è pienamente cosciente ma non padrone del suo corpo a causa del danno cerebrale subito. Ho pregato con lui. La mattina seguente mi hanno recapitato un biglietto scritto di suo pugno. “Grazie per averci ospitati. Ricordateci nelle vostre preghiere. Con affetto Max e fam. Tresoldi”.

Anche per Max, anche per te, anche per ogni persona che vive in questo mondo, il Dio Padre, Figlio e Spirito Santo è oceano infinito di vita: la tua ricchezza, la tua bellezza, la ricchezza e la bellezza del mondo..

Suggerimento: Mettiti in contatto con il Comitato Amici di Max – Onlus – Via Risorgimento 4 – 20061 Carugate (MI) – face book: Comitato Amici di Max – Onlus

 

p.Ottavio Raimondo – oraimondo@emi.it – 348-2991393 - Suor Giuseppina Barbato – 3773064435