L’Eucaristia, viatico per la Missione nel deserto del mondo

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P. Romeo Ballan

L’Eucaristia, viatico per la Missione nel deserto del mondo

 

SS.mo Corpo e Sangue di Cristo

Anno A - Domenica 26.6.2011

 

Deuteronomio  8,2-3.14-16

Salmo  147

1Corinzi  10,16-17

Giovanni  6,51-58

 

Riflessioni

Nel deserto del mondo (I lettura), Gesù Cristo nell’Eucaristia è il viatico, il Pane di vita (Vangelo), perché la Chiesa viva e annunci la comunione e la fraternità (II lettura). Il linguaggio di Gesù nella sinagoga di Cafarnao (Vangelo) è realista e insistente: il suo corpo e il suo sangue non sono soltanto ‘cose sacre’, sono Cristo stesso. Egli è il Pane di vita da accogliere e ricevere con fede, per vivere in questa vita e nella futura. Ce lo assicura Colui che ha parole di vita eterna (cf Gv 6,68).

 

Appena liberato dalla schiavitù d’Egitto, il popolo dovette affrontare il deserto (I lettura) “grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua” (v. 15). Nel duro cammino verso la libertà, il Signore accompagna il popolo con i suoi doni, la sua parola e i suoi interventi: in particolare il regalo dell’acqua dalla roccia durissima e della manna (v. 16). Sono doni da ricordare e non dimenticare! (v. 2.14). (*)

 

Gesù promette un dono superiore alla manna (Vangelo, v. 58). Un dono da scoprire, proporre e condividere con altri: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” diceva Gesù alla donna samaritana (Gv 4,10). L’Eucaristia è il dono nuovo e definitivo che Cristo affida alla Chiesa pellegrina e missionaria attraverso il deserto del mondo. È molto più del semplice ricordo di una bella vicenda passata: è, nell’oggi, il dono del Vivente! “Il ricordo biblico introduce nuovamente il fedele nella vicenda della salvezza riattualizzando nell’oggi gli eventi del passato. È questo appunto il valore della parola memoriale che è applicata nel Nuovo Testamento anche all’Eucaristia… L’Eucaristia è ricordo della morte e risurrezione del Cristo, ma è certezza della sua continua presenza come cibo dell’uomo pellegrino, nell’attesa della Sua venuta” (G. Ravasi).

 

L’Eucaristia è fonte e sigillo di unità (II lettura): essendo comunione con il sangue e il corpo di Cristo, deve portare coloro che vi partecipano a vivere la comunione fraterna. Dall’Eucaristia nasce necessariamente una generosa spinta all’incontro ecumenico e all’attività missionaria, “perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra” (Prefazio). La persona e la comunità che fanno l’esperienza viva di Cristo nell’Eucaristia si sentono motivate a condividere con gli altri il dono ricevuto nella Parola e nel Sacramento: la missione nasce dall’Eucaristia e riconduce ad essa… Il missionario porta nel deserto del mondo l’unica risposta valida, che è Cristo, buona notizia per i popoli. (Comboni e co. celebrano Messa a Korosko, 1857).

 

L’Eucaristia ci insegna ad abbattere le barriere che impediscono o mortificano lo sviluppo della vita: ci dà la forza per difendere la vita di ogni persona, nella convinzione che ‘nessuno è in più’ nel villaggio globale dell’umanità; per vincere la spirale della violenza mediante il dialogo, il perdono e il sacrificio di se stessi; per rompere le catene dell’accaparramento dei beni, promuovendo ovunque condivisione e solidarietà.

 

Il villaggio globale non può che avere un banchetto globale, al quale tutti i popoli hanno uguale diritto di prendere parte; dal quale nessuno può essere escluso o discriminato, per nessuna ragione. Da sempre è questo, e solo questo, il progetto del Padre comune per tutta la famiglia umana (cf Is 25,6-9). È il sogno che Egli affida alla comunità dei credenti, perché lo porti a compimento.

 

Parola del Papa

(*)  “La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, della solitudine, dell’amore distrutto. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi. Perciò i tesori della terra non sono più al servizio dell’edificazione del giardino di Dio, nel quale tutti possano vivere, ma sono asserviti alle potenze dello sfruttamento e della distruzione. La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza”.

Benedetto XVI

Omelia nell’inizio del Pontificato, Roma, 24 aprile 2005

 

Sui passi dei Missionari

-  26/6: SS. Corpo e Sangue di Cristo, pane vivo, perché tutti abbiano vita in abbondanza. - Giornata per la carità del Papa.

- 26/6: S. Vigilio (+405), terzo vescovo di Trento (Italia), evangelizzatore della regione con l’aiuto di tre missionari provenienti dalla Cappadocia (attuale Turchia); morì martire in Val Rendena.

- 26/6: S. Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote spagnolo, fondatore dell’Opus Dei, per promuovere l’ideale della santificazione nella vita ordinaria e nel lavoro.

-26/6: B. Giacomo da Ghazir (Libano, 1875-1954), sacerdote cappuccino, fondatore; svolse una mirabile opera di predicazione in Libano, Palestina, Iran e Siria.

- 26/6: Giornata Mondiale di Sostegno alle Vittime della Tortura (ONU, 1987).

- 28/6: S. Ireneo (135-202 ca.), nato a Smirne (Asia Minore), discepolo di S. Policarpo, divenne vescovo di Lione, grande evangelizzatore della Gallia; è uno dei Padri della Chiesa.

- 29/6: SS. Pietro e Paolo, Apostoli, missionari e fondatori della Chiesa di Roma e di altri luoghi; furono martirizzati a Roma sotto l’imperatore Nerone (+64-67 ca.).

- 29/6: B. Raimondo Lullo (Maiorca, 1235-1316), terziario francescano, studioso e scrittore; andò missionario in Africa per instaurare un dialogo fraterno con i Saraceni; fu incarcerato e martirizzato.

- 30/6: B. Basilio Velyckovskyj (1903-1973), vescovo e martire greco-cattolico ucraino; perseguitato duramente in patria, fu espulso e morì in esilio a Winnipeg (Canada), in seguito a una dose di veleno a effetto lento, somministratogli prima dell’espulsione (1972).

- 1/7: Festa del Sacro Cuore di Gesù. Dal Cuore trafitto di Cristo nasce la Chiesa missionaria. – Giornata  Mondiale per la Santificazione dei Sacerdoti.

- 1/7: S. Oliviero Plunkett (1629-1681), nato in Irlanda, studiò a Roma e insegnò teologia nel Collegio romano di Propaganda Fide; fu arcivescovo di Armagh (Irlanda) e martirizzato a Londra.

- 1/7: B. Ignazio Falzon, chierico di Malta (La Valletta, 1813-1865), dedito all’istruzione cristiana e alla conversione di militari e marinai.

- 1/7: B. Antonio Rosmini (1797-1855), sacerdote e fondatore, uomo di straordinaria profondità di pensiero e di vita cristiana. Per alcuni scritti fu incompreso e condannato ingiustamente dalla Chiesa, verso la quale egli serbò sempre amore e obbedienza. Fu beatificato nel 2007.

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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