Condividere con i tanti ‘Lazzaro’ che popolano il pianeta

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XVIII Domenica del T.O.
Anno A - Domenica 31.7.2011
P. Romeo Ballan

Isaia  55,1-3

Salmo  144

Romani  8,35.37-39

Matteo  14,13-21

 

Riflessioni

Il progetto di Dio è chiaro: che tutti abbiano vita in abbondanza! (Gv 10,10). Nelle letture di oggi tutto parla di abbondanza, di gratuità. Tale è la salvezza che il nostro Dio offre generosamente. A tutti! Il profeta (I lettura) invita tutti a bere acqua, vino e latte in abbondanza, “senza denaro, senza pagare” (v. 1); promette cose buone e vini succulenti. Il Salmo responsoriale insiste sulla tenerezza e bontà del Signore, che è paziente e misericordioso verso tutti, sazia la fame di ogni vivente ed è vicino a quanti lo cercano con cuore sincero. L’apostolo Paolo (II lettura) afferma con entusiasmo che nessuna creatura “potrà mai separarci” dall’amore di Cristo, perché “noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati” (v. 37). Un segno tangibile di tale abbondanza è la moltiplicazione dei pani (Vangelo), grazie alla quale molte persone mangiano a sazietà pane e pesce, e ne avanzano. La iniziale situazione di strettezza (luogo desertico, mancanza di cibo, quantità di gente…) viene superata dalla compassione di Gesù per la grande folla (v. 14).Egli rinuncia perfino al tempo di lutto per la morte dell’amico-parente Giovanni il Battista (v. 13), mette in atto il Suo potere miracoloso e la condivisione, perché l’alimento arrivi a tutti, con sovrabbondanza.

 

Per risolvere il problema della gente affamata, i discepoli pensano a due soluzioni: mandarli via o comperare… Gesù rifiuta queste proposte. “Gesù non manda via la gente, non ha mai mandato via nessuno. I discepoli parlano di comprare, Gesù parla di dare. Apre un nuovo modo di essere: dare senza calcolare, dare senza chiedere, generosamente, gratuitamente, per primi. Quando il mio pane diventa il nostro pane, il dono è seme di miracolo” (Ermes Ronchi). Gesù coinvolge i discepoli e li impegna nella soluzione del problema: “Voi stessi date loro da mangiare” (v. 16). Il miracolo comincia dal poco che i discepoli offrono: cinque pani e due pesci, che nelle mani di Gesù diventano molti; anzi, sovrabbondano. Il comprare viene sostituito con il condividere. Il sistema del comperare crea fortunati e sfortunati: c’è chi può e chi non può. Secondo il Vangelo la parola d’ordine è: condividere!

 

Gesù vuole che i discepoli ne prendano coscienza ed escogitino con creatività e audacia le possibili soluzioni. Senza ritardi! Soltanto nella logica della condivisione è possibile superare grossi problemi come la fame nel mondo, le malattie endemiche… Senza la condivisione prevale la logica dell’accumulo, per cui anche le più ingenti moltiplicazioni di beni finirebbero sempre nelle mani di poche persone. Senza la condivisione c’è l’impero dell’egoismo. Sono frequenti gli appelli dei Papi alla solidarietà e alla condivisione, in documenti, in occasione dei vertici della FAO, dei G8 e altre circostanze, alzando la voce contro lo scandalo della fame e a favore dei poveri della terra, in particolare dell’Africa, continente spesso trascurato e particolarmente bisognoso. (*)

 

Sulle sabbie di Villa El Salvador, nella periferia al sud di Lima (Perù), la mattina del 5 febbraio 1985, il Beato Giovanni Paolo II si incontrò con un milione di poveri. Durante la liturgia della Parola, fu proclamato il Vangelo della moltiplicazione dei pani e il Papa fece la sua esortazione missionaria. Alla fine dell’incontro, visibilmente impressionato, egli parlò a braccio facendo una sintesi del suo messaggio con queste parole: “Hambre de Dios, SÍ. Hambre de pan, NO” (Fame di Dio, Sì. Fame di pane, No). Questa sintesi dottrinale fece immediatamente il giro del mondo e rimase scolpita nel monumento che sul posto ricorda quella visita del Papa. È una sintesi che spiega e sostiene il lavoro missionario: un impegno forte per fomentare la fame di Dio e debellare la fame di pane.

 

La moltiplicazione dei pani ha un intrinseco e tradizionale riferimento all’Eucaristia, intesa soprattutto come banchetto del Pane di vita che si spezza e si moltiplica per tutti. Anche la missione è pane spezzato per la vita del mondo. In tal modo, Eucaristia, missione e condivisione costituiscono un trinomio inscindibile. L’Eucaristia è il banchetto dei popoli: la missione convoca tutte le genti a questo banchetto della Vita di grazia; e stimola alla condivisione fraterna e solidale, perché ci sia pane sulla tavola di tutti. Noi cristiani, che ci nutriamo con il pane della Parola e dell’Eucaristia, noi che spesso siamo sazi del pane sulla tavola, siamo fortemente interpellati all’impegno per la missione e per lo sviluppo dei poveri. Preghiamo “che il pane moltiplicato dalla tua Provvidenza sia spezzato nella carità” e che ci apriamo “al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini” (Orazione colletta). Perché tutti abbiano Vita in abbondanza! (Gv 10,10).

 

Parola del Papa

(*)  “La fame miete ancora moltissime vittime tra i tanti Lazzaro ai quali non è consentito di sedersi alla mensa del ricco epulone. Dare da mangiare agli affamati (cf Mt 25, 35.37.42) è un imperativo etico per la Chiesa universale... Eliminare la fame nel mondo è divenuto, nell'era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilità del pianeta”.

Benedetto XVI

Enciclica Caritas in Veritate, 29.6.2009, n. 27

 

Sui passi dei Missionari

- 31/7: S. Ignazio di Loyola (1491-1556), sacerdote spagnolo, fondatore della Compagnia di Gesù, benemerita delle Missioni e di molteplici servizi ecclesiali e culturali in tutto il mondo.

- 31/7: S. Giustino De Jacobis (1800-1860), lazzarista, missionario e vescovo in Etiopia, promotore di rapporti ecumenici. È considerato dai cattolici “angelo e padre della Chiesa in Etiopia”.

- 31/7: Ricordo del viaggio del Papa Paolo VI in Uganda (1969) e della creazione del SCEAM-SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar).

- 31/7: Ricordo di Bartolomé de Las Casas (1474-1566), domenicano spagnolo, missionario nel Nuovo Mondo e vescovo in Messico, difensore dei diritti degli Indios e loro protettore.

- 1/8: S. Alfonso M. de’ Liguori (1696-1787), avvocato e teologo moralista, poi vescovo, fondatore dei Redentoristi, promotore delle missioni popolari. È dottore della Chiesa.

- 1/8: Ricordo di Mons. Pierre Claverie, domenicano, vescovo di Orano (Algeria), ucciso, assieme al suo autista, in un attentato da terroristi islamici (+1996).

- 2/8: S. Eusebio di Vercelli (+371), strenuo evangelizzatore, difensore della fede contro gli ariani, perseguitato ed espulso; grande organizzatore della Chiesa nella regione subalpina.

- 2/8: B. Zefirino Giménez Malla (1860-1936), laico spagnolo di etnia zingara, promotore di buoni rapporti fra la sua gente e i vicini, martire nella persecuzione durante la guerra civile spagnola. È il primo rom beatificato.

- 2/8: Ricordo di don Nicola Mazza (1790-1865), sacerdote di Verona, dove fondò un Istituto per educare ragazzi virtuosi, intelligenti e poveri, fra i quali S. Daniele Comboni, apostolo dell’Africa.

- 4/8: S. Giovanni M. Vianney (1786-1859), sacerdote francese, per 40 anni “curato di Ars”, evangelizzatore, confessore e catechista, promotore di missioni popolari. È modello e patrono del clero parrocchiale.

- 6/8: Festa della Trasfigurazione del Signore: “Il tuo volto, Signore, brilli davanti a tutti i popoli”. - Ricordo del Servo di Dio, il Papa Paolo VI (1897-1978), morto al tramonto di questo giorno.

- 6/8: Ricordo del card. Guglielmo Massaja (1809-1889), missionario cappuccino italiano, pioniere nella evangelizzazione dei Galla, nell’Alta Etiopia.

- 6 e 9/8/1945: Anniversari delle terribili esplosioni delle bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki (Giappone), rispettivamente, dall’esercito nordamericano.

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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