XIX Domenica del T.O.
Anno A - Domenica 07.08.2011
P. Ottavio Raimondo – Suor Giuseppina Barbato

LA PROFESSIONE DI FEDE DELLA COMUNITÀ

XIX Domenica del T.O.
Anno A - Domenica 07.08.2011
P. Ottavio Raimondo – Suor Giuseppina Barbato

Fermati sul monte alla presenza del Signore (1 Re 19,9.11-13)
Ho nel cuore un grande dolore (Rm 9,1-5)
Comandami di venire verso di te sulle acque ((Mt,14, 22-33)

Le comunità cristiane del vangelo di Matteo

Per noi la testimonianza del regno dei cieli ri realizza nella comunità. Dalla fine del capitolo 13 fino a metà del capitolo 17 abbiamo raccolto vari insegnamenti che mettono in risalto come Gesù forma i suoi discepoli alla sequela. Nel capitolo 18 lo stesso Gesù ci parla della vita comunitaria.

Oggi vi chiediamo a voi cristiani del terzo millennio di soffermarvi solamente sui versetti dal 22 al 33 del capitolo 14. Gesù vuole sottrarre i suoi discepoli dal grande pericolo della pressione popolare che vuole proclamarlo re  Per noi comunità cristiane di Matteo, Gesù è fuori da ogni logica di potere e non vuole che i suoi gesti siano oggetto di strumentalizzazione politica. E per noi è anche importante sottolineare, attraverso la scena di Pietro che affonda tra la barca e Gesù, che il mare del mondo può coinvolgere anche chi rappresenta la comunità. Per non parlare che la presunzione di essere come Gesù (nel camminare sulle acque) può metterci nella logica del potere e non più della sequela umile e fiduciosa. Entrando in questa logica usciamo da quella della fede e ci perdiamo.

Le comunità cristiane oggi

Per noi comunità cristiane di oggi non è difficile ipotizzare quali siano stati i temi predominanti della preghiera di Gesù, i contenuti dei suoi dialoghi con il Padre. Certamente Gesù parlava con il Padre di come doveva portare avanti la sua missione; di quali decisioni doveva prendere in ogni situazione; come doveva rispondere all’opposizione crescente; come poteva fare tutto questo rimanendo in un atteggiamento di incondizionata comunione con il Padre nel compimento della sua volontà.

È bella la professione di fede dei discepoli “Davvero tu sei il Figlio di Dio”. È la stessa professione che farà in seguito Pietro. La professione di fede della comunità precede quella di Pietro che dà spessore a questa stessa professione di fede. Ed è bello vedere la comunità e lo stesso Pietro che fanno difficoltà a riconoscere Gesù e, una volta riconosciuto, Gesù viene indicato non con un nome qualunque ma con quello di “Signore”: il nome che gli viene dato dopo la sua risurrezione. Ogni professione di fede non può prescindere dalla risurrezione che è il cuore di tutto perché se lui non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede.

Il 24 luglio in mattinata ho salutato 18 giovani messicani che ci lasciavano dopo aver trascorso due settimane con noi missionari comboniani di Pesaro. Nel primo pomeriggio sul Monte Nerone ho celebrato l’Eucaristia con 60 scout di Pesaro 3. E alle 18,30 ho orientato un’ora di preghiera con un centinaio di giovani, metà rumeni e metà italiani riuniti a Pesaro per un incontro ecumenico.

Nei tre incontri abbiamo proclamato la Signoria di Gesù colui grazie al quale segniamo con un prima e un poi non solo la storia che stiamo vivendo ma anche la storia personale di ciascuno di noi.

La riva del nuovo la raggiunge chi fa questa esperienza, chi vive la Signoria di Gesù, chi professa senza paura la propria fede e sa dire dello stesso Gesù, con gesti e parole,: “Davvero tu sei il Figlio di Dio”.

P. Ottavio Raimondo – Suor Giuseppina Barbato