Avvento: tre personaggi per un solo Signore
P. Romeo Ballan, mccj

II Domenica di Avvento (B)

Avvento: tre personaggi per un solo Signore
P. Romeo Ballan

Isaia  40,1-5.9-11
Salmo  84
2Pietro  3,8-14
Marco  1,1-8

Riflessioni
Sono tre i personaggi principali che, nel tempo di Avvento, ci preparano all’incontro con Cristo: il profeta Isaia, Giovanni Battista e Maria. Ciascuno dei tre ha un rapporto missionario tutto particolare con il Salvatore che viene: Isaia lo preannuncia, Giovanni lo addita già presente, Maria lo offre. Vi sono anche altri personaggi che ebbero uno speciale rapporto con Gesù: San Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, Simeone, Anna… In Israele, tra i cosiddetti “poveri di Yahweh”, l’attesa di un Messia era grande, anche se per molti era confusa e mescolata a speranze umane.

Anche oggi la speranza è un valore in crisi di contenuti, perché molti non sanno bene ciò di cui hanno maggior bisogno per la propria crescita integrale. In un’opera teatrale emblematica del nostro tempo, lo scrittore irlandese Samuel Beckett, Premio Nobel di letteratura (1969), denuncia l’assurdità della condizione umana: tutta l’opera “Aspettando Godot” è costruita sulla lunga attesa di un personaggio importante ma sconosciuto, dal profilo e contorni nebulosi. Quando ormai si dice che quel personaggio è in arrivo, l’attesa cala di tono, la sua presenza svanisce. Non c’è l’incontro. Non è avvenuto nulla. La lunga attesa è stata vuota. Soltanto un’illusione!

Non così la speranza cristiana, che è un dinamismo di apertura e di incontro con una Persona, che è il Salvatore di tutti, con un nome e un volto ben definiti: si chiama Gesù Cristo. Egli è il centro dell’annuncio missionario della Chiesa. Di Lui intende parlare l’evangelista Marco fin dall’«Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). La vita, ogni vita, ha inizio da una buona notizia. Sul pessimismo e sulle notizie tragiche non si costruisce il futuro. La vita, la salvezza nascono e crescono sempre come bella notizia. L’annuncio del Vangelo, la missione partono sempre dalla bella notizia di Gesù Salvatore.

Il profeta Isaia, o secondo-Isaia (I lettura), vuole aprire il cuore del popolo alla speranza in un futuro di libertà e ritorno in patria, perché la schiavitù di Babilonia è finita, la tribolazione è compiuta (v. 2). La consolazione che il profeta annuncia con insistenza (v. 1) non è fatta solo di parole, ma di indicazioni a preparare nel deserto una nuova strada al Signore (v. 3-4). Anzi, Dio stesso si fa pastore che raduna il gregge e lo conduce con amore (v. 11). È un messaggio di “liete notizie” da gridare ad alta voce (v. 9). Giovanni Battista (Vangelo) rende ancor più concreto il messaggio di Isaia: lui stesso prepara la strada del Signore (v. 3), proclamando un “battesimo di conversione” (v. 4), annunciando la presenza di Uno più forte di lui (v. 7), che “battezzerà in Spirito Santo (v. 8). Con l’annuncio missionario e la preparazione della nuova strada del Signore “nel deserto”, cambia interamente il panorama spirituale del credente. In tal modo, iniziano davvero i “nuovi cieli e una terra nuova” (II lettura, v. 13). Una realtà che, esemplarmente, è già presente in Maria, tutta pura, “senza colpa e senza macchia” (v. 14): lei è l’Immacolata (8 dicembre).

Anche il Patrono delle Missioni, S. Francesco Saverio (festa il 3 dicembre), missionario in India e in Giappone quasi cinque secoli fa, sentiva l’urgenza di annunciare il Salvatore Gesù, e scriveva: «Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le università d’Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità con queste parole: “Ahimè, quale gran numero di anime, per colpa vostra, viene escluso dal cielo e cacciato all’inferno!” Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!» (*)

È legittima, certamente, qualche riserva sul linguaggio teologico dell’epoca del Saverio, ma non si può aver dubbi circa l’urgenza di suscitare, anche oggi, nuove vocazioni di missionari e di missionarie che annuncino a tutti i popoli che Gesù Cristo è il Salvatore. Il mondo ne ha estremo bisogno. Lo confermano le tragedie e i fatti salienti di ogni giorno. La preghiera dell’Avvento  -Vieni, Signore!-  è fortemente attuale. Ma Egli vuole arrivare agli altri, a tutti, anche tramite noi, la nostra testimonianza, la nostra parola.

Parola del Papa

(*)  “La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale”.
Benedetto XVI
Enciclica Spe Salvi, 30.XI.2007, n. 48

Sui passi dei Missionari

- 4/12: B. Adolfo Kolping (1813-1865), sacerdote tedesco, “padre dei lavoratori artigiani”; promosse la formazione e le associazioni di giovani lavoratori.

- 5/12: B. Filippo Rinaldi (1856-1931), terzo successore di S. Giovanni Bosco alla guida della Società salesiana, alla quale diede un forte impulso missionario ad gentes.

- 5/12: Giornata internazionale del Volontariato.

- 6/12: S. Nicola (ca. 250-326), vescovo di Mira, patrono di Bari, santo popolare per i regali natalizi; patrono dei bambini, dei ragazzi, dei farmacisti, mercanti, naviganti, pescatori, profumieri.

- 6/12: B. Pietro Pascual (ca. 1225-1300), mercedario spagnolo, vescovo di Jaén, evangelizzatore in Spagna e Portogallo; fu martirizzato da musulmani a Granada.

- 7/12: S. Ambrogio (339-397), vescovo di Milano, dottore, difensore e organizzatore della Chiesa, maestro di S. Agostino.

- 7 e 8/12: Anniversario di importanti documenti missionari: decreto conciliare Ad Gentes (7.12.1965); Evangelii Nuntiandi di Paolo VI (8.12.1975); Redemptoris Missio di Giovanni Paolo II (7.12.1990).

- 8/12: Solennità dell’Immacolata Concezione della B. V. Maria, Madre di Cristo Salvatore.

- 8/12: S. Narcisa di Gesù Martillo Morán (1832-1869), nata e vissuta in Ecuador e morta a Lima (Perù), laica, terziaria domenicana, dedita alla preghiera, alla penitenza e al servizio dei bisognosi.

- 9/12: S. Juan Diego Cuauhtlatoatzin (+1548), indigena del Messico, al quale apparve la Madonna detta di Guadalupe (1531) sul colle del Tepeyac.

- 10/12: Giornata Mondiale dei Diritti Umani (ONU, 1948).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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