TRANSFIGURAZIONE DI GESU’ - CHE BELLO STARE QUI
P. José O. Flores, mccj

II Domenica di Quaresima – Anno B

TRANSFIGURAZIONE DI GESU’ - CHE BELLO STARE QUI
P. José O. Flores, mccj

 

Gesù si trasfigurò sul Monte Tabor davanti a tre dei suoi discepoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), i  3 discepoli che l’accompagnavano sempre nei momenti più importanti della sua vita. In questo Gesù dà loro prova della sua divinità: egli mostra la sua gloria come  Figlio di Dio: quella gloria che aveva  fin dalla  creazione dell'universo. Gesù, figlio di Dio, fu unito al Padre e allo Spirito Santo ed è sempre vissuto nella gloria del cielo. Ci dà una prova di quello che saranno i nostri corpi e le nostre anime dopo la nostra morte o dopo il giorno del giudizio. Ora non possiamo sapere cosa ci aspetta nell'eternità, perché siamo soggetti alle cose materiali. Ma nel cielo non sarà  più uguale: viveremo in un'altra dimensione, nella dimensione gloriosa di Gesù, Maria e tutti i Santi nella gloria del cielo. Nel Vangelo di questa II domenica di Cuaresma, la Chiesa vuole che pensiamo, che per ascendere al cielo, dobbiamoo  passare attraverso molte difficoltà e sacrifici, come Gesù passò attraverso la sua passione e morte. Gesù mostra la sua gloria che aveva prima della creazione del mondo. Noi siamo chiamati a quella stessa gloria che ora vivono Gesù e Maria con i loro corpi già glorificati. Vedremo Dio come egli è, ma non fino a dopo la sentenza definitiva. Ma in qualche modo, il nostro spirito può già godere della gloria di Dio, dal giorno della nostra morte. San Pietro dice a Gesù glorificato:  «E’cosa buona essere qui. Ci faremo tre tende una per Te, una altra per Mosè e l’altra per Elia».

I discepoli di Gesù si sentivano come se fossero già nella gloria. Ma Gesù mostra loro come essi saranno nella gloria del cielo. Tuttavia, Gesù disse loro: "Non dirlo a nessuno fino a che il Figlio dell'uomo sia  risorto dai morti!". È una verità di fede che Cristo è il figlio unigenito del padre, che ha preso una natura umana, senza abbandonare la sua natura divina e un giorno ci trasfiguraremos anche noi e vivrremo con Dio nell'eternità.

1. Nella prima lettura abbiamo letto che cosa Dio  dice ad Abramo: "Prende il tuo unico figlio  che molto ami, e sacrificalo per me sul Monte che Io ti indicherò" (Gen 22, 1-2,9-1315-18). Il sacrificio di Abramo è figura del sacrificio di Cristo sulla Croce, con la differenza che Egli è morto, ma Isaaco non fu sacrificato,. Gesù offrì il suo sacrificio redentivo per tutta l'umanità. Il sacrificio di Cristo, come quello di Abramo, era il sigillo della nuova alleanza che Dio ha fatto con l'umanità. "Io ti benedirò - Dio disse ad Abramo - e moltiplicherò i tuoi discendenti come le stelle del cielo e la sabbia del mare". Tutti noi sono benedetti da Dio in Cristo, che ha vinto, con la sua morte e risurrezione, il Regno del peccato.

2. San Paolo nella lettera ai Romani ci dice: "se Dio non ha rispsparmiato il suo Figlio,  non sarà  disposto a darci tutto insieme con suo figlio? […] Se Dio stesso che ci ha perdonato,chi ci condonnerà?”  Cristo è morto e risorto per noi, e di conseguenza, egli ha salvato tutti noi. Nel mistero della trasfiguración di Gesù il Padre dice: "Questo è il figlio mio prediletto,ascoltatelo". Il padre ci invita a seguire Gesù e ascoltare le sue parole. Dio ci ha inviato il proprio figlio per salvarci, non per condannarci. La Trasfigurazione è la manifestazione o teofania per la quale  Gesù ci incoraggia a continuare il nostro cammino Quaresimale.

3. Vale la pena di seguire Gesù fino al Monte Calvario per ricevere la nostra Salvezza.

Per raggiungere la nostra risurrezione, dobbiamo ascoltare gli insegnamenti di Gesù nel Vangelo. Oggi ai nostri giorni, sono pochi coloro che "sentomo la parola di Dio". I discepoli di Gesù non hanno capito ancora la ragione perché Cristo (il Messia) doveva morire di morte violenta sul legno della Croce. La croce era il castigo più crudele che i Romani avevano preso per i grandi criminali, ma Gesù non era un malfattore. Egli ha vissuto la sua vita mortale  facendo bene e curando i malati di qualsiasi disturbo. Quale altro motivo c’era che egli fosse  condannato a morte dai suoi stessi nemici? L'unica ragione era il suo grande amore per l'umanità e la sua immensa compassione che ha avuto con i peccatori. Ma la sua morte sulla Croce non è stata la fine della sua vita. Egli doveva anche resuscitare per darci la vita e per averla in abbondanza. San Pedro, vedendo Jesus trasfigurado,coi suoi abiti bianchi come la neve, esclamò dicendo: "Signore, è bello essere qui; faremo tre tende: uno per te, una per Mosè e una per Elia." Pure noi, anche se non vediamo Gesù trasfigurado, dovremmo  sentire una grande gioia per essere vicino a lui e ascoltare le sue parole nel Vangelo. Ci da l’esempio la  beata Vergine Maria, che ha sempre mantenuto nel suo cuore gli insegnamenti di Gesù e li ha meditato. Durante la Quaresima dobbiamo impegnarci per "seguire" a Gesù e ascoltare le sue parole. Dobbiamo ascoltare Gesù in tutti gli eventi della nostra vita, cercando di leggere il messaggio che Dio ci offre in questi eventi.

Esperienza di missione

In molte parti del mondo tutti i venerdì di Quaresima si fa la via Crucis: per accompagnare Gesù nella sua passione redentrice. Ci rendiamo conto di quanto grande era l'amore di Gesù per noi! ma non pensiamo che Gesù è ora glorificato in cielo, che è il nostro obiettivo finale. Sua morte sulla Croce non sarebbe stato un trionfo, se egli non fosse risorto. Anche in Africa ci fa la via Crucis vivente. Mettiamo un giovane in croce per rapprentare Gesù e portare la croce. La crocifissione di Gesù era solo il mezzo per raggiungere la sua gloria. Un venerdì nella mia missione a Kapedo (nord-est dell'Uganda) un giovane uomo si è spogliato del suo abbigliamento per fare la parte di Gesù; l’ha fatto così bene che molte persone piangevanio vedendo come Christo portava la sua croce. Naturalmente, il ragazzo no è stato crocefisso come Gesù. E’ stato crocefisso coi chiodi tra le dita delle mani e sotto i suoi piedi. Non avevano mai visto la crocifissione in vivo. Alcuni hanno detto "Ai tokoi!", un'espressione di dolore e ammirazione. In Africa è comune fare anche il Vangelo della domenica come un dramma, visualizzando le parole stesse di Gesù. Quando battesiamo i catecumeni, diamo loro un crocifisso che devono portare al collo. La  Croce ci ricorda tutto l'amore che che Gesù ha per ciascuno di noi. Dobbiamo mettere la nostra fiducia in Gesù che dà la sua vita per noi e risuscita per darci la vita di Dio. La Trasfigurazione dovrebbe indurci alla contemplazione della gloria di Gesù.
P. José Flores, MCCJ - joseosflores@aol.com