NESSUNA ADESIONE SEGRETA
p. Ottavio Raimondo – suor Giuseppina Barbato
Puoi ascoltare il commento su: http://youtu.be/oyYeQyDh8ME

IV Domenica di Quaresima (B)

NESSUNA ADESIONE SEGRETA
p. Ottavio Raimondo – suor Giuseppina Barbato
Puoi ascoltare il commento su: http://youtu.be/oyYeQyDh8ME 

Il Signore mandò i suoi messaggeri (I lettura: 2 Cr 36,14-16.19-23)
Morti per i peccati, siamo stati salvati per grazia (II lettura: Ef, 2,4-10)
Dio ha mandato il suo figlio perché il mondo si salvi (III lettura: Gv,3-14-21)

Il mondo in cui viviamo
Anche questa domenica e la prossima  riporteremo brani di una dichiarazione  rilasciata nel 2009 dai Patriarchi e dai Capi delle Chiese di Gerusalemme. Nella Dichiarazione descrivono una realtà tuttora esistente. La definiscono “La realtà sul campo”. È una realtà che rispecchia troppe situazioni di emarginazioni presenti in tutti i continenti.

1.1.3 La realtà è l'umiliazione quotidiana a cui siamo sottoposti ai posti di blocco militari, durante il nostro percorso verso i posti di lavoro, le scuole o gli ospedali.

1.1.4 La realtà è la separazione tra i membri della stessa famiglia, rendendo la vita familiare impossibile per migliaia di Palestinesi, in particolare quando uno dei coniugi non ha una carta d'identità Israeliana.

1.1.5 La libertà religiosa è fortemente limitata, la libertà di accesso ai luoghi santi è negata con il pretesto della sicurezza. Gerusalemme ed i suoi luoghi santi sono inaccessibili per molti Cristiani e Musulmani della Cisgiordania e della striscia di Gaza. Anche in Gerusalemme ci sono restrizioni durante le feste religiose. Ad alcuni del nostro clero Arabo è regolarmente vietato l'ingresso in Gerusalemme. (continua)

La Parola che ci è donata

Gesù è colui che prima scende e poi sale, proprio il contrario di Mosè. A questo proposito: ce la facciamo a imparare a memoria i versetti dal 5 all’11 del capitolo 2 della lettera ai Filippesi? Proviamoci. Scriviamoceli!

È bella l’immagine del serpente innalzato. Ma mentre il serpente ridà la vita, Gesù dà la vita eterna.

Riferendosi a Gesù, Giovanni non parla di sofferenza e del suo essere messo a morte. Parla del suo innalzamento. In questo modo sottolinea gli aspetti positivi, gli aspetti salvifici della crocifissione che sono la gloria di Dio e l’inaugurazione di una umanità nuova..

Riferendosi al mondo, non parla di distruzione e condanna ma di vita e di salvezza e lo fa con la frase forse più famosa del suo vangelo: “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”.

Pensiamoci su

Giovanni non concentra l’attenzione sul peccato degli uccisori ma attira l’attenzione sulla natura volontaria, amorosa del cammino di Gesù verso il Golgota e oltre.

La ragione dell’innalzare è l’intenso amore di Dio per il mondo: il luogo dominato dalle tenebre che rifiutano la luce.

Quella di Giovanni è una comunità profondamente coinvolta nel mondo anche se questo coinvolgimento significa incomprensione, persecuzione e morte.

L’amore di Dio per il mondo non può essere separato dalla vocazione della comunità a mostrare la luce nei luoghi delle tenebre, dove il male continua a essere praticato.

Rimane profondamente vera l’affermazione di un membro di un gruppo di lettura popolare della Bibbia che diceva: “Nessuna adesione segreta è consentita. Nicodemo e coloro per i quali egli parla devono partecipare apertamente alla missione di seguire e annunciare Gesù o rimanere nelle tenebre”.

Daniele Comboni: 1000 vite per la missione

Per san Daniele Comboni è naturale vedere la croce nella dimensione dell’amore. Lo manifesta alla signora Stella Grignolini in occasione della morte di suo marito papà di suor Teresa Grigolini. Così scrive usando il linguaggio del suo tempo: “Ciò che dico a Lei, lo dico ai suoi figli e figlie, a D. Luigi (a cui scriverò appena avrò tempo), ed al mio caro amico, il Signor Francesco degno fratello del Sig.r Lorenzo, e vero padre di tutti. Sì, ella deve stare allegra, rassegnata, e contenta. Per Sr. Teresa penso io: essa sarà una delle sue più grandi consolazioni. Dio ama e predilige la famiglia Grigolini, perché è una famiglia veramente cristiana, imbevuta dello spirito del Signore, e ferma ed incrollabile nella sua fede e religione. E Dio ama questa cara famiglia, perché lo ha mostrato col chiamare a sé il Signor Lorenzo, sì buon padre, buon marito, buon fratello, buon Cristiano...... L'eterno Padre amò il suo divin Figlio?.. lo amò di un amore infinito, e perciò volle che morisse fra i tormenti sulla Croce”. (Gli Scritti, 5074).
p. Ottavio Raimondo – suor Giuseppina Barbato