Roma, lunedì 3 dicembre 2012
Il 26 novembre scorso si è svolta a Vienna la cerimonia d’inaugurazione del Centro Internazionale per il Dialogo Interreligioso e Interculturale, Kaiciid, intitolato al re Abdullah Ben Abdulaziz. Si tratta di un’organizzazione indipendente, riconosciuta dall’Onu, fondata da Arabia Saudita, Austria e Spagna, a cui aderisce anche la Santa Sede in qualità di Osservatore Fondatore. Il comboniano Padre Ayuso Guixot Miguel Angel (nella foto: quinto da destra in piedi), segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha partecipato alla celebrazione.

Di seguito l'intervento del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che ha sottolineato come il Kaiciid rappresenti un’ulteriore opportunità di confronto su molti temi, nel rispetto dei diritti fondamentali, soprattutto in materia di libertà religiosa:
"Sua Santità,Vostre Eccellenze Signore e Signori,
È mio onore portare a questa assemblea i saluti di Sua Santità Papa Benedetto XVI, come i suoi più fervidi auguri per il successo dell'attività di questo Centro per il Dialogo.Signore e Signori,Siamo osservati. Ognuno si aspetta dall'iniziativa di Sua Maestà Re Abdullah, supportata dai governi di Austria e Spagna, con l'assistenza della Santa Sede come Osservatore Fondatore, onestà apertura e credibilità.
Il Centro presenta un'altra opportunità per aprire un dialogo su molti temi, tra cui quelli relativi ai diritti umani fondamentali, in particolare, alla libertà religiosa in tutte le sue forme, per ogni uomo, per ogni comunità, ovunque. A questo riguardo, voi capirete che la Santa Sede è particolarmente attenta alla sorte delle comunità cristiane nei Paesi, dove una tale libertà non è adeguatamente garantita. Informazione, nuove iniziative, aspirazioni e forse anche difetti, saranno portati alla nostra attenzione. Sarà, poi, compito del Centro -e, dove possibile con la cooperazione di altre organizzazioni- verificare la loro autenticità e agire di conseguenza, affinché i nostri contemporanei non siano privati della luce e delle proposte che la religione offre per la felicità di ogni essere umano.
I credenti devono lavorare e sostenere tutto ciò che favorisce la persona umana nelle sue aspirazioni materiali, morali e religiose. Così sono richiesti tre atteggiamenti: 1. Rispetto dell'altro nella sua specificità; 2. Conoscenza oggettiva reciproca della tradizioni religiosa di ognuno, specialmente attraverso l'educazione; 3. Collaborazione affinché il nostro pellegrinaggio verso la Verità sia realizzato nella libertà e nella serenità.Concludendo e citando Papa Benedetto XVI, vorrei assicurarvi la cooperazione della Chiesa Cattolica: “ Con la sua presenza, la sua preghiera e le sue diverse opere di misericordia, specialmente nel campo educativo e sanitario, desidera offrire ciò che ha di meglio. Vuole manifestarsi vicina a colui che si trova nel bisogno, a colui che cerca Dio.” (Benedetto XVI, Viaggio Apostolico nel Benin, Cerimonia di benvenuto, 18 novembre 2011).
Credo che dobbiamo lavorare in quello spirito di fratellanza e di amicizia! Grazie".