Roma, lunedì 22 luglio 2013
P. Pietro Ravasio, comboniano, fa memoria del suo confratello, P. Pio Ferrari, a 43 anni dalla sua scomparsa. “Nella storia dell’Istituto – scrive P. Ravasio nella presentazione del libro ‘Una vita per il dialogo ecumenico’ di cui è autore – P. Pio resta un ‘modello’ unico come testimone di una vita votata alla causa ecumenica verso la Chiesa ortodossa in Etiopia e in Eritrea. Egli seppe non solo patrocinare una vita di unione fra le Chiese, ma visse nella preghiera, nella celebrazione della liturgia orientale, nei frequenti digiuni, una vita che stupì molti sia della comunità comboniana che della società in cui viveva nella Chiesa ortodossa”.



P. Pio Ferrari con il

vescovo ortodosso
di Gondar,
nel 1967

 

Una vita per il dialogo ecumenico

Padre Pio Ferrari
Comboniano
1910-1970

Da P. Pietro Ravasio

PRESENTAZIONE

Il desiderio di tramandare la memoria di Padre Pio Ferrari è sorto in me subito dopo la sua inaspettata scomparsa. Era infatti già destinato come primo Padre Maestro del nuovo noviziato dell'allora Prefettura Apostolica di Awasa. Questa regione del sud dell'Etiopia, lontano da Gondar, sarebbe diventata una sede per la formazione di quei giovani comboniani che lui aveva già seguito ad Asmara e che tanto amava.

Il metodo che ho seguito nella stesura di questa memoria storica rende il testo ambivalente: è allo stesso tempo una biografia e un’autobiografia. La trama infatti, la si può ricostruire con citazioni soprattutto dalle sue lettere, dalla descrizione che egli fece regolarmente della sua esperienza missionaria. Questo missionario austero e con un’attenzione sempre rivolta sia ai più deboli che alla Chiesa ortodossa, viveva manifestando una serena pace interiore. Le rare volte in cui prevaleva brevemente l'impazienza, era così dispiaciuto da chiedere subito perdono.

Nella storia dell'Istituto egli resta un "modello" unico come testimone di una vita votata alla causa ecumenica verso la Chiesa ortodossa in Etiopia e in Eritrea. Merita il titolo di "modello" – che viene attribuito a pochi nella vita dell'Istituto – perché seppe non solo patrocinare una vita di unione fra le Chiese, ma visse nella preghiera, nella celebrazione della liturgia orientale, nei frequenti digiuni una vita che stupì molti sia della comunità comboniana che della società in cui viveva nella Chiesa ortodossa.

L’Introduzione di Mons. Umberto, figlio di una sorella di P. Pio Ferrari, è un’ulteriore testimonianza che manifesta il costante ricordo della sua figura sia tra i familiari che nella comunità cristiana in cui nacque. Nel ricordarlo a 43 anni dalla sua morte, comprendiamo come la sua azione sia stata profetica e possa aiutarci a vivere i problemi sempre nuovi e sempre antichi dell'unità fra le Chiese.
P. Pietro Ravasio, mccj
Roma 24-06-2013


P. Pio Ferrari a Salisbury (oggi Harare, capitale dello Zimbabwe), nel 1945.


P. Pio Ferrari a Gondar, nel 1967.


P. Pietro Ravasio – autore del libro – sul Lago Tana a Bahr Dar, Gondar, nel 1959.